Goshka Macuga – To the Son of Man Who Ate the Scroll |

Milano - 03/02/2016 : 19/06/2016

“To the Son of Man Who Ate the Scroll” segna il culmine di una sua lunga e approfondita ricerca finalizzata a formulare una metodologia di categorizzazione di materiali e informazioni attorno a questioni fondamentali come il tempo, l’origine, la fine, il collasso e la rinascita.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE PRADA
  • Indirizzo: Largo Isarco 2 20139 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 03/02/2016 - al 19/06/2016
  • Vernissage: 03/02/2016 ore 9 su invito. Fondazione Prada e il Bar Luce saranno aperti al pubblico dalle 10 alle 16. L’inaugurazione aperta al pubblico si terrà mercoledì 3 febbraio 2016, dalle 18.30 alle 20.30.
  • Autori: Goshka Macuga
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì / mercoledì / giovedì, 10 - 19 venerdì / sabato / domenica, 10 -21 La biglietteria rimane aperta fino a un'ora prima della chiusura Chiuso il martedì
  • Biglietti: Intero - 10 € Ridotto - 8 € (studenti fino ai 26 anni, possessori tessere FAI, accompagnatori, visitatori con disabilità, gruppi dalle 15-25 persone) Gratuito (visitatori sotto i 18 e sopra i 65 anni, visitatori con disabilità, giornalisti accreditati o in possesso di tessera stampa in corso di validità)

Comunicato stampa

La mostra “To the Son of Man Who Ate the Scroll” sarà presentata negli spazi del Podium e della Cisterna alla Fondazione Prada a Milano dal 4 febbraio al 19 giugno 2016. Il progetto è ideato e curato da Goshka Macuga (Varsavia, Polonia) che nella sua ricerca artistica ricopre i ruoli normalmente distinti dell’autore, curatore, collezionista, ricercatore e ideatore di mostre. L’artista opera nel punto d’incontro tra discipline diverse come scultura, installazione, fotografia, architettura e design



“To the Son of Man Who Ate the Scroll” segna il culmine di una sua lunga e approfondita ricerca finalizzata a formulare una metodologia di categorizzazione di materiali e informazioni attorno a questioni fondamentali come il tempo, l’origine, la fine, il collasso e la rinascita. Nella mostra l’artista esplora l’arte della retorica e la memoria artificiale come strumenti coordinati, in grado di organizzare e far progredire la conoscenza. Storicamente l’Ars memorativa (l’arte della memoria) getta le basi della memoria artificiale estendendo e sviluppando quella naturale attraverso visualizzazioni complesse che aiutano a ricordare specifiche informazioni.

Osservando con un distacco critico l’angoscia che accomuna l’umanità quando si accosta all’oggettività della propria fine, Macuga si pone un interrogativo fondamentale: quanto è importante affrontare la questione della “fine” nel contesto della pratica artistica attuale? La possibilità di pensare l’universo in maniera astratta e oggettiva e di concepire noi stessi come esseri umani ci permette di determinare l’epoca in cui viviamo come una delle molte ere dell’universo e di immaginare un’esistenza dopo di noi, un mondo post-umano governato dall’intelligenza artificiale.