Giuseppe Salvatori – Olimpico

Informazioni Evento

Luogo
SPAZIO OPIS
Via Ferdinando di Savoia, 2, Roma, RM, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
19/03/2026

ore 18

Artisti
Giuseppe Salvatori
Generi
arte contemporanea, personale

Lo stadio Olimpico, tra le pendici di Monte Mario e il Tevere, s’offre alla vista come qualcosa – e più d’ogni altra – di nostro. Un’architettura d’appartenenza: il luogo consueto delle domeniche sportive con lo spettacolo di una umanità, i settantamila e più, in transumanza.

Comunicato stampa

Lo stadio Olimpico, tra le pendici di Monte Mario e il Tevere, s’offre alla vista come qualcosa - e più d’ogni altra - di nostro. Un’architettura d’appartenenza: il luogo consueto delle domeniche sportive con lo spettacolo di una umanità, i settantamila e più, in transumanza.

Salvatori, artista romano, che pure ne vive soltanto la realtà urbana di opera funzionalista, ne ha sempre colto la capacità evocativa di memorie storiche e di vissuti anche sentimentali. Nel quadro, da cui il titolo della mostra, l’autore ci ha voluto restituire, con la simbologia delle lame affilate, tutta l’energia e il chiasso fragoroso degli spalti: i raggi d’oro che fissano, puntandolo, l’evento d’una lotta inconsumabile al centro dell’arena.

Altre tre opere completano la mostra Olimpico: “Arena”, Derby e “I ragazzi d’oro”, quest’ultimo, il ritratto di due calciatori adolescenti, fissati per sempre sulla tavola quasi in un abbraccio: l’atto più vero e complice d’ogni amicizia. Derby che evoca la sfida, la competizione e la rivalità tra le due squadre della città.

Con “Arena”, l’artista costruisce un raffinato movimento di linee increspate: le geometrie eleganti di schemi elaborati e sapienti, come quelli messi in campo dalle squadre antagoniste. Una pittura, questa di Salvatori, di grande accessibilità senza rinunciare alla profonda cultura che la anima.

“Olimpico” è la mostra-omaggio alla realtà di un luogo potente, e prossimo ai cento anni dalla sua fondazione (1928), tanto vissuto quanto poco narrato nelle sue potenzialità anche pittoriche.

Accompagnano le opere in mostra testi di personalità legate per vissuti diversi allo stadio: Franco (Ciccio) Cordova, campione amato; Simona Marchini, moglie di calciatore e figlia del presidente della Roma alla fine degli anni ’60; Marco Lodoli, scrittore e fedele tifoso della Lazio; Massimo Belli, critico e curatore d’arte, puntuale col suo tributo di scrittura alla narrazione di opere rivolte ad un luogo tanto speciale.

Accoglie la mostra Spazio Opis, che attingendo al mito della dea Opis, ne ricalca il significato di fertilità e abbondanza, custode della ricchezza della terra e dell’anima creativa.