Giuseppe La Spada e Svetlana Shikhova – Sacrificium

Milano - 07/12/2020 : 15/01/2021

Esposizione fotografica nata dalla collaborazione tra il fotografo Giuseppe La Spada e la floral artist Svetlana Shikhova, realizzata durante l’eruzione del vulcano di Stromboli. Per sensibilizzare l’uomo verso le tematiche di sostenibilità ambientale.

Informazioni

Comunicato stampa

“Sacrificium” è il nome del progetto artistico nato dalla collaborazione tra il fotografo Giuseppe La Spada e la floral artist Svetlana Shikhova, che verrà presentato in mostra, da lunedì 7 dicembre fino al 15 gennaio 2021, presso lo SPAZIOBIGSANTAMARTA in via Santa Marta 10 a Milano



Realizzato al largo di Stromboli durante l’eruzione del vulcano nel luglio 2020, si tratta di un lavoro a quattro mani, nel quale la fotografia si incarica di sensibilizzare l’uomo sugli effetti che i cambiamenti climatici possono avere anche su fenomeni che generalmente non vengono imputati ai medesimi, ma che al contrario, ne potrebbero essere amplificazione diretta.



Una forte esplosione, un boato, un movimento d’aria, calore, lapilli, fumo che sale per oltre due chilometri. Questo è lo scenario che si apre davanti agli occhi impreparati e impressionati della popolazione di Stromboli di fronte all’esplosione del vulcano e che ispira il sodalizio di due artisti, per i quali è indispensabile un Sacrificium per contrastare questo genere di catastrofi naturali.

Le fotografie esposte raccontano il senso dell’acqua, intesa come sostanza primordiale di vita e preziosa risorsa da tutelare. L’acqua sottolinea l’attenzione di Giuseppe La Spada verso le tematiche di sostenibilità ambientale. L’arte, la magia, la dimensione poetica delle composizioni floreali di Svetlana Shikhova conferisce un tocco di enigmatica bellezza nei silenzi.

La figura della donna si intreccia con la natura dei fiori, paesaggi assoluti sono dominati dalla presenza maestosa del vulcano. Il mare rimbomba di un eco sordo e lontano.


Una meraviglia, solenne e misteriosa come la vita nelle profondità del mare, viene scossa improvvisamente da un boato che ferma il tempo, spalanca gli occhi, gonfia il petto e smuove le viscere, elargendo cenere, lava e lapilli. É la Terra che si ribella e ci manda un segnale ineludibile, “che siamo come isole nel mare, separati in superficie, ma collegate nel profondo”.

All’interno di questa mostra il design floreale e la fotografia si incontrano e riescono concretamente a veicolare ed ampliare il diffondersi della consapevolezza sulle questioni di sopravvivenza degli ecosistemi e dell’uomo.