Giuseppe De Mattia – Strada Maggiore 49. Casa Arcangeli

Bologna - 18/01/2013 : 02/03/2013

Per questa esposizione Giuseppe De Mattia ha fotografato ciò che rimane di una fra le più famose abitazioni private di Bologna, l'ultima dimora della famiglia Arcangeli, dove trascorsero gli ultimi anni della loro vita Bianca, Francesco e i loro fratelli.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 18 gennaio 2013, dalle ore 18:30, presso la sede del centro di fotografia Spazio Labo’ in via Frassinago 43/2c-d a Bologna, inaugura la mostra “Strada Maggiore 49, Casa Arcangeli”, personale di Giuseppe De Mattia a cura di Pier Francesco Frillici. In occasione dell’inaugurazione della mostra, Giuseppe De Mattia presenterà anche il libro del progetto “Strada Maggiore 49, Casa Arcangeli”, edito da Danilo Montanari editore


Nel periodo di esposizione la mostra si farà anche teatro di alcune performance dal vivo come la lettura di alcuni testi di Gaetano e Francesco Arcangeli e una live performance di Claudio Rocchetti (date da definire). Il 25 gennaio, in occasione della notte bianca di Arte Fiera, la mostra rimarrà aperta fino a mezzanotte.
La mostra sarà visitabile, a ingresso libero, sino a sabato 2 marzo 2013 negli orari di apertura della galleria (da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30, sabato dalle 16 alle 19.30).

La mostra ha il supporto di:
Pialla e Scalpello – allestimenti
Professione Colore

Per questa esposizione Giuseppe De Mattia ha fotografato ciò che rimane di una fra le più famose abitazioni private di Bologna, l'ultima dimora della famiglia Arcangeli, dove trascorsero gli ultimi anni della loro vita Bianca, Francesco e i loro fratelli. Le fotografie ci restituiscono un'immagine muta e misteriosa degli spazi interni, che oggi, dopo l'apertura del cantiere di restauro e l'inizio dei lavori di trasformazione, non è più possibile vedere.
De Mattia si è concentrato su un'operazione di "raccolta" de residuo, delle ultime parvenze di vita che, di lì a poco, sarebbero irrimediabilmente svanite: tracce sui muri, segni contingenti, fenomeni labili che come tutte ciò che è contingente è destinato a morire anche contro la nostra volontà.
Tale ricerca, essendo priva di finalità commemorative, non pensa di erigere monumenti alla gloria di una famiglia importante, né alla memoria di qualche personaggio illustre, ma di far emergere l'idea che qualsiasi luogo, al di là delle su origini, una volta abbandonato a se stesso, si possa trasformare in un museo spontaneo e inconsapevole di tracce e quindi di sedimenti temporali da salvare.
La mostra è stata pensata come un contenitore in cui l’autore ha inserito anche una traccia sonora che il musicista Claudio Rocchetti ha costruito ad hoc per accompagnare le riprese fotografiche in un diaporama.
Saranno presentati, inoltre, alcuni oggetti rivenuti nell'appartamento con opportune modifiche ad opera dell’autore, e qualche documento artistico proveniente da collezioni private capace di stabilire una forte relazione memoriale con la casa e con la vita dei suoi abitanti.

Giuseppe De Mattia nasce a Bari nel 1980. Si laurea in DAMS Cinema a Bologna dopo aver studiato Urbanistica al Politecnico di Milano, dal 1999 al 2001.
Nel settembre del 2009 viene invitato a prendere parte della residenza artistica "Anamnesis Belgium - encounter for cinema, sound & oral tradition" a Westhouter. Negli anni ha collaborato e collabora con l’Archivio Fotografico della Cineteca di Bologna, l’associazione dei film di famiglia Home Movies e con Spazio Labo’ - Centro di fotografia di Bologna. Collabora inoltre con diversi artisti, registi, musicisti e architetti. È presente in diverse mostre collettive e alcuni suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private. Attualmente vive a Bologna.
E’ rappresentato dalla galleria Nowhere Gallery di Milano.