Giovanni Paganin – Il grido della scultura

Milano - 04/12/2014 : 30/12/2014

La Fondazione Corrente promuove la mostra Giovanni Paganin. Il grido della scultura, a cura di Giorgio Seveso in collaborazione con Patrizio Paganin.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE CORRENTE
  • Indirizzo: Via Carlo Porta 5 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 04/12/2014 - al 30/12/2014
  • Vernissage: 04/12/2014 ore 18
  • Autori: Giovanni Paganin
  • Curatori: Giorgio Seveso
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Martedì, mercoledì, giovedì 9-12.30 / 15-18.30 Venerdì 15-18.30
  • Patrocini: Con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano. Con il contributo di Fondazione Cariplo

Comunicato stampa

La Fondazione Corrente promuove la mostra Giovanni Paganin. Il grido della scultura, a cura di Giorgio Seveso in collaborazione con Patrizio Paganin.
Attraverso le opere selezionate si vuole ricostruire il percorso artistico di Giovanni Paganin (1913-1997) che nato ad Asiago giunge a Milano, appena venticinquenne, nel 1938. Qui entra in contatto con Ernesto Treccani e il gruppo di Corrente, e, presentato da Duilio Morosini, esporrà per la prima volta nel gennaio del 1941, proprio presso la Bottega di Corrente


Come sottolineato da Giorgio Seveso nel testo in catalogo le opere di Paganin rimarranno per sempre nel corpo vivo della scultura figurale italiana come uno tra i più alti momenti di drammaticità plastica, là dove l’urgenza dell’espressione si fa quasi brutale, e intaglia, lacera, ferisce e deforma, intacca e prosciuga il pieno e il vuoto della forma umana, alla ricerca della sua essenziale verità emozionale.
Profondamente impressionato dalle sculture di Wiligelmo viste nel Duomo di Modena, dove era sfollato con la famiglia durante la guerra, fin da ragazzo sente il bisogno di esprimere nelle forme plastiche i propri sentimenti: nonostante le ristrettezze economiche, si dedica alla scultura, dapprima utilizzando gessi e legni e solo successivamente il bronzo, una lega più costosa e ottiene importanti riconoscimenti di critica.
La mostra vuole ricostruire il percorso dell’artista attraverso una accurata selezione di sculture in bronzo e gessi, disegni su carta e cartoncino e dipinti, realizzati tra la metà degli anni quaranta e gli anni ottanta. Si tratta di circa 40 opere raramente esposte e per la maggior parte inedite, provenienti dalla collezione della famiglia dell’artista e da collezioni private.
A corollario delle opere, una selezione di materiali d’archivio (cataloghi, lettere, fotografie), che ricostruiscono le relazioni di Paganin con l’ambiente artistico milanese e italiano.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 dicembre 2014 al 30 gennaio 2015 e sarà allestita nelle due sale espositive della Fondazione Corrente, nella Casa delle Rondini di via Carlo Porta 5 a Milano.


Giovanni Paganin
Tra i maggiori rappresentanti della scultura figurativa italiana del dopoguerra, Giovanni Paganin è nato a Asiago nel 1913 e scomparso a Milano nel 1997.
Giovanissimo aveva fatto il boscaiolo sulle sue montagne, “scoprendosi scultore quando l'albero sotto l'accetta aveva rivelato la sua forma umana, diritta o piegata dai primi sentimenti dell'esistenza” (R. De Grada). Profondamente impressionato dalle sculture di Wiligelmo, viste da bambino con la madre nel Duomo di Modena dove era fuggito per la guerra, e poi dalle distruzioni e sconvolgimenti dell’altipiano natale, sente dentro si sé l’acutissimo bisogno di esprimere nelle forme plastiche l’urgenza dei propri sentimenti.
Nel 1938, a venticinque anni, parte per Milano, dove entra in contatto con il sodalizio della rivista Corrente, soprattutto con Ernesto Treccani e Mario De Micheli e dove, presentato da Duilio Morosini, esporrà per la prima volta nel gennaio del 1941, appunto presso la Bottega di Corrente. “Erano gessi e legni, il bronzo era una materia troppo costosa – ricorda ancora De Grada – e quelle forme rozze e vitali rappresentarono il contributo di Corrente al rinnovamento della scultura italiana negli anni decisivi della Seconda guerra mondiale.”
Paganin poi è inviato sul fronte albanese, da dove torna ammalato di una grave forma di asma bronchiale e si rifugia al suo paese natale. Ritorna a Milano all'indomani della Liberazione ed espone nel 1947 alla Galleria Borgonuovo. I gessi sono diventati legni e pietre, il sentimento primordiale è immutato, il soggetto è sempre lo stesso, la figura umana nella sua integrità, come nascesse aspramente dalla materia bruta nel primo giorno della creazione. Intorno a Paganin si muove in quegli anni il fracasso della polemica tra Realismo, Astrattismo, Informale, Spazialismo, e il montanaro veneto vi passa in mezzo, immune per quanto voracemente curioso di idee e di cultura, divenendo amico di scrittori, artisti e intellettuali, lavorando duramente, insegnando prima presso l’Accademia di Brera e poi all’Albertina di Torino.
Nel 1978, presentato da Giovanni Testori, il Comune di Milano gli ha dedicato una vasta antologica alla Rotonda della Besana.

La Fondazione Corrente
L’istituzione, attiva da trentacinque anni nella realtà culturale milanese e italiana, è stata fondata nel 1978 da Ernesto Treccani con Lidia De Grada Treccani, Vittorio Sereni, Alberto Lattuada, Fulvio Papi, Mario Spinella, con lo scopo precipuo di incrementare lo studio relativo al periodo di rinnovamento artistico che va dal Movimento di Corrente al Realismo. La Fondazione Corrente ospita una collezione permanente di opere di Ernesto Treccani (35 dipinti, 14 sculture, 179 opere grafiche, atelier dell’artista), aperto dal martedì al venerdì con ingresso libero; è sede di una biblioteca specializzata di oltre 7.500 volumi e conserva l’Archivio Ernesto Treccani, riordinato e consultabile. La Fondazione è presieduta da Gianni Cervetti (Presidente) e Maddalena Muzio Treccani (Vice Presidente).
Il comitato scientifico della Fondazione vede tra i propri esponenti Fulvio Papi (Presidente), Carlo Bertelli, Giancarlo Consonni, Elio Franzini, Franco Loi, Silvio Riolfo Marengo, Fiorella Mattio, Jacopo Muzio (Coordinatore), Antonello Negri, Paolo Rusconi e Giorgio Seveso.