Giovanni Frangi – La Legge della Giungla

Milano - 25/05/2015 : 12/09/2015

La Legge della Giungla non propone un richiamo nostalgico alla vita agreste, ma anzi vuole indagare la difficile relazione tra natura e città, proporre una visione nuova, una nuova chiave di lettura in cui si fa strada l’ipotesi del superamento di un conflitto che dura da sempre.

Informazioni

  • Luogo: M77 GALLERY
  • Indirizzo: via Mecenate 77 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 25/05/2015 - al 12/09/2015
  • Vernissage: 25/05/2015 ore 19
  • Autori: Giovanni Frangi
  • Curatori: Michele Bonuomo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì – sabato | 
11:00 – 19:00 Chiusura: lunedì
  • Uffici stampa: PAOLA C. MANFREDI STUDIO

Comunicato stampa

La Galleria M77 presenta, da martedì 26 maggio a sabato 12 settembre 2015, la mostra “La Legge della Giungla”, personale di Giovanni Frangi.

Realizzata appositamente per i suggestivi spazi di via Mecenate, la mostra è curata da Michele Bonuomo e segna il ritorno dell’artista a Milano, dopo cinque anni di assenza dalla sua città natale.

Giovanni Frangi è un artista la cui poetica si è sempre nutrita di un rapporto forte con il concetto di territorio, ma la liaison di Frangi con Milano è più di una semplice questione di appartenenza anagrafica

In un momento così significativo per il capoluogo lombardo, a culmine del suo processo di “re-invenzione” post-industriale non solo sul fronte architettonico ma di vera riscrittura identitaria, Giovanni Frangi decide di tornare a esporre non più per raccontare la città, ma per portarle in dono una visione nuova, che riassume tutti i mondi intercettati nel corso dei “laboratori nomadi” di questi anni.

La Legge della giungla è infatti una sorta di momento “chiave”, un punto di approdo nel percorso dell’artista e segue le recenti esposizioni Lotteria Farnese presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Alles ist Blatt presso l’Orto Botanico dell’Università di Padova e Mollate le vele. Uno stendardo per Jonas presso il MAXXI di Roma.

La mostra presenta 24 opere di grande formato che ricreano un’atmosfera arcadica, talvolta primitiva, dominata dalla natura. Le tele divengono quasi schermi su cui si proietta una realtà ormai dimenticata talvolta forse in conflitto con quella quotidiana e si riempiono di elementi di ispirazione tropicale, con rami, foglie, arbusti e ninfee.
La Legge della Giungla non propone un richiamo nostalgico alla vita agreste, ma anzi vuole indagare la difficile relazione tra natura e città, proporre una visione nuova, una nuova chiave di lettura in cui si fa strada l’ipotesi del superamento di un conflitto che dura da sempre.

E se la Legge della Giungla fosse un destino necessario?
Se per una congiunzione imprevista di destini, grazie a una trama invisibile capace di agire come un regolatore di funzione, la natura e la città si scoprissero alleati, pur nella loro opposta concezione di spazio e materia?

La legge della giungla è il terreno neutro in cui le due realtà si incontrano, a battaglia ultimata: la città non è più antagonista della natura, ma suo sviluppo, prosecuzione e proiezione.
La Legge della Giungla è la natura che si urbanizza, popolando gli spazi della virtualità di cui è fatta gran parte della vita - urbana – di oggi. La legge della giungla è uno sconfinamento di mondi, di territori che si compenetrano l’un l’altro.

“Il nero di fondo di alcuni dipinti allude a spazi di una virtualità cosmica “, spiega Giovanni Frangi. “Forme vegetali che crescono e si nutrono di spazi, di pulviscolo virtuale. E’ come se la giungla invece che spuntare dalla terra, dal suolo delle città, si impadronisse del cielo, popolandolo di un verde spaziale, cosmico, universale”.

La riconciliazione tra questi due mondi non può che partire dall’uomo, dalla sua capacità di accettare l’assenza di confini che la realtà contemporanea, tramite la tecnologia, è riuscita a immaginare.

GIOVANNI FRANGI

Nasce a Milano nel 1959; dove vive a lavora.

Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, esordisce nel 1983 in una mostra alla Rotonda della Besana a Milano Giovani pittori e scultori italiani, cui segue, nello stesso anno, la prima personale alla Bussola di Torino.

E’ del 1986 l’esposizione alla Galleria Bergamini di Milano: il catalogo contiene un testo di Achille Bonito Oliva. Seguono numerose personali in Italia e all’estero, in spazi pubblici e privati, tra cui si ricordano: La fuga di Renzo, nella Sala del Cenacolo a Montecitorio (Roma, 1998); Il richiamo della foresta presso il Palazzo delle Stelline (Milano, 1999); Viaggio in Italia alla Galleria dello Scudo (Verona 2001); Nobu at Elba a Villa Panza (Varese, 2004); View-Master alla Galleria Poggiali e Forconi (Firenze, 2006); Pasadena, un ciclo di incisioni presentate nel 2008 alla Galleria d’Arte Moderna di Udine ; MT2425 all’Oratorio di San Lupo (Bergamo, 2008); La règle du jeu al Teatro India (Roma, 2010) e al Museo Diocesano (Milano, 2011); Giardini pubblici al MART (Rovereto, 2010). Nel 2011 Straziante, meravigliosa bellezza del creato raccoglie in undici stanze di Villa Manin (Passariano di Codroipo) una sequenza poetica dei lavori dal 2006 al 2011 e nel 2013 inaugura Sheherazade al Museo Nazionale di San Matteo, a Pisa. Nel 2014 presenta Paradisi artificiali da Raphael12 (Francoforte) e realizza un grande stendardo per il MAXXI di Roma: si tratta di Mollate le vele. L’apertura del nuovo Orto Botanico dell’Università di Padova è lo spunto per una nuova mostra personale, Alles ist Blatt. Il 2014 è anche l’anno del primo intervento in un luogo sacro, la chiesa di Santa Gianna Beretta Molla a Trezzano sul Naviglio, e di Lotteria Farnese, personale monumentale nella Sala della Meridiana del Museo Nazionale Archeologico di Napoli.
Ha partecipato alla 54ª Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia.

Feltrinelli ha pubblicato nel 2008 Giovanni Frangi alle prese con la natura, raccolta dei saggi di Giovanni Agosti dedicati al suo lavoro.

La Galleria M77 ha inaugurato a maggio 2014 a Milano in uno spazio di 1.000 metri quadrati, posto nella zona strategica della “nuova” Milano, proprio a fronte della futura città della moda.
Nata dalla volontà di Giuseppe Lezzi, la Galleria M77 vuole porsi come un punto di riferimento per un collezionismo attento e informato, ma anche curioso e aperto alla migliore ricerca artistica contemporanea.
In particolare, la Galleria sostiene la pittura e quei pittori che, in un continuo confronto con la tradizione, si affacciano al moderno in modo spettacolare e pieno di senso.
M77 Gallery è quindi innanzitutto un progetto culturale dove la visione del futuro e le radici del passato si compenetrano nello sforzo di interpretare il presente. Quel presente che gli artisti incarnano con la loro sensibilità, intelligenza e con opere che incontrano sempre più il favore dei critici e dei collezionisti.
M77 ha avviato una serie di importanti collaborazioni con partner di prestigio internazionale, soprattutto stringendo alleanze con le gallerie che, nel mondo, stanno scandagliando le nuove frontiere del contemporaneo.


M77 ST.MORITZ
Con l’obiettivo di dare un sempre più ampio respiro internazionale al progetto culturale della galleria e, al contempo, di costruire un solido ponte tra la pittura italiana e l’art system mondiale, a dicembre 2014 è stata inaugurata M77 St. Moritz, nuova prestigiosa sede collocata in una zona strategica della perla dei Grigioni, nella via che conduce nel centro pedonale, in un palazzo di recente costruzione. M77 St. Moritz si propone l’ambizioso obiettivo di diventare un punto di ritrovo e riferimento per i collezionisti e gli appassionati di pittura che da tutti le parti del mondo si ritrovano a St.Moritz, portando all'attenzione del mercato internazionale artisti che nella scia della grande tradizione italiana si confrontano con le tecniche e la sensibilità del contemporaneo, ricco di contaminazioni e stratificazioni culturali.