Giovanni Blanco – Altre topologie

Siracusa - 05/04/2012 : 30/04/2012

L’artista affronta il tema del paesaggio all’interno di un rapporto dialettico tra uomo e natura, sconfinando nello spazio sospeso del sogno.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA QUADRIFOGLIO
  • Indirizzo: Via Santi Coronati 13 - Siracusa - Sicilia
  • Quando: dal 05/04/2012 - al 30/04/2012
  • Vernissage: 05/04/2012 ore 18.30
  • Autori: Giovanni Blanco
  • Curatori: Mario Cucè
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Comunicato stampa

L’artista affronta il tema del paesaggio all’interno di un rapporto dialettico tra uomo e natura, sconfinando nello spazio sospeso del sogno.
Il punto di partenza è l’osservazione di edifici incompiuti e ruderi di cemento abbandonati nel territorio siracusano e ragusano, che assurgono a metafora di una società degradata, di una comunità che ha smarrito il rapporto con lo spazio e con il tempo. Lo scopo dell’autore non è indagare le dinamiche sociali del fenomeno (abusivismo, tutela ambientale), ma censire quelle forme che, in un’analisi espressiva, più si avvicinano alla sua personale visione


«Questi agglomerati inespressi – scrive Blanco - sono soggetti nel tempo a mutazioni, si rivestono di una sconfinata partitura vegetale, mimetizzandosi nella vitale opera di “punto croce” che solo le piante sanno fare, nell’intrico segreto che vede stendere, in ogni direzione, la rete organica delle forme. Ecco avvenuta l’alchimia, da me letta come principio e suggestione puntuali per articolare il lavoro qui presentato: una vera e propria riflessione sul fenomeno dell’agire nel mondo, in un’allegorica anticipazione del linguaggio dell’arte».
Blanco traduce le componenti geometriche, fisiche ed emozionali della sua osservazione in un articolato ma coerente percorso espositivo, che va dalle civette, “sentinelle” degli edifici in abbandono, alle rielaborazioni con inchiostro calcografico su carta di fotografie di edifici incompiuti; dai “Capricci” (architetture dalle geometrie impossibili) alle sovrapposizioni di monotipi in cui si condensano linee sparse ed emozioni. Chiudono il percorso espositivo nove stampe che riproducono l’opera dell'artista Francesco Falciani, dal titolo "Manifesto del partito comunista". Si tratta del giardino fiorito (lo scatto fotografico proviene dalla sua casa in campagna, nella Maremma toscana), dettagliato da un bianco e nero di sublime equilibrio, restituisce un clima di totale immersione naturalistica.