Giovanna D’Amico – Through the Body/Attraverso il corpo

Caserta - 01/07/2013 : 14/07/2013

La personale si pone come tappa centrale di una ricerca dell’artista che da anni, ormai, ha rivolto il suo studio al corpo inteso come mezzo di comunicazione e strumento di creazione artistica.

Informazioni

  • Luogo: UNUSUAL ART GALLERY
  • Indirizzo: via Maielli, 45 - Caserta - Campania
  • Quando: dal 01/07/2013 - al 14/07/2013
  • Vernissage: 01/07/2013 ore 18,30
  • Autori: Giovanna D’Amico
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

“Through the Body/Attraverso il corpo” è il titolo della mostra personale dell’artista Giovanna D’Amico che si inaugura lunedì 1 luglio alle 18,30 presso la galleria Unusual Art Gallery (via Maielli, 45) a Caserta. La mostra è a cura della gallerista Sueli Viana.
La personale si pone come tappa centrale di una ricerca dell’artista che da anni, ormai, ha rivolto il suo studio al corpo inteso come mezzo di comunicazione e strumento di creazione artistica. La mostra sarà preceduta da una performance inedita dal titolo “Rebirth”: la fine di un percorso e la liberazione da alcuni tabu sociali, nonché denuncia

La performance si svilupperà in tre momenti: azione, proiezione, video.
In occasione del vernissage sarà presentato il catalogo con testi di Enzo Battarra e Luigi Fusco. Le opere saranno in mostra alla galleria Unusual Art Gallery fino al 14 luglio prossimo.
Va ricordato che la Unusual Art Gallery è da anni ormai punto di riferimento artistico-culturale nel centro storico di Caserta a due passi dalla Reggia Vanvitelliana. È qui che la padrona di casa Sueli Viana brasiliana doc, ma ormai cittadina casertana a tutti gli effetti, ha deciso di aprire le porte all’arte contemporanea continuando un percorso iniziato nella sua terra d’origine.
Nel testo il critico d’arte Battarra così scrive: “Il corpo dell’artista è il corpo mistico dell’arte. Lo sa Giovanna D’Amico che usa la propria struttura somatica come strumento d’arte. Non solo superficie cutanea che si colora, ma anche macchina della fisicità, vissuta e segnata, trafitta, imprigionata da filo spinato. È un corpo che lascia tracce cromatiche ma è esso stesso la traccia di un dolore universale, di cui l’artista si fa interprete e martire”.
Battarra scrive ancora: “Quello che si vive è un mondo di guerre, ma è anche un sistema perverso di economie determinanti povertà, ed è anche un mondo politicamente scorretto, che dimentica le proprie regole fondamentali, che irretisce la Costituzione.
Quindi, Luigi Fusco: “Il culto del corpo da lei professato, sia in forma naturale che artificiale, è divenuto una sorta di linguaggio codificato, capace di trasmettere denunce, emozioni o impulsi fisici di vario tipo. Della contemporaneità la nostra Giovanna ne ha fatto tesoro, attraversando varie esperienze e superando i vecchi stilemi del linguaggio della Body Art e degli altri generi ad essa connessi; non resta altro, da parte sua, che porsi nei confronti dei propri modelli con un fare che diventi sempre di più un dubbio e non una certezza, in modo che non possa già esaurirsi il suo desiderio di ricerca, destinato a divenire un vero e proprio mezzo di comunicazione sia visiva che emozionale”.