Giorgio Griffa / Zhang Enli

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE GIORGIO GRIFFA
Via Lessolo, 19, 10153 Torino, TO, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Ogni giovedì dall’8 ottobre al 12 novembre 2026, dalle ore 15.00 alle 19.00 e su appuntamento.
Dal 13 novembre 2026 al 28 gennaio 2027, solo su appuntamento.
Apertura straordinaria dal 27 ottobre al 1° novembre 2026, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle 19.00; venerdì 30 ottobre, in occasione dell’Art Week, è previsto un aperitivo dalle ore 18.00 alle ore 20.00.

Vernissage
30/10/2026

ore 18

Artisti
Giorgio Griffa, Zhang Enli
Uffici stampa
PAOLA C. MANFREDI STUDIO
Generi
arte contemporanea, doppia personale

Giorgio Griffa Zhang Enli, una mostra che accosta opere su tela e su carta dei due artisti, in un dialogo tra generazioni e differenti contesti culturali, l’Oriente e l’Occidente.

Comunicato stampa

La Fondazione Giorgio Griffa presenta, da giovedì 8 ottobre 2026 a giovedì 28 gennaio 2027, Giorgio Griffa Zhang Enli, una mostra che accosta opere su tela e su carta dei due artisti, in un dialogo tra generazioni e differenti contesti culturali, l’Oriente e l’Occidente.

Realizzata in collaborazione con Xavier Hufkens, galleria con sede a Bruxelles che rappresenta entrambi gli artisti, la mostra riunisce opere realizzate da Giorgio Griffa tra il 2019 e il 2023 e da Zhang Enli tra il 2025 e il 2026. L’alternanza dei lavori nello spazio costruisce una sequenza dinamica di ritmi, avvicinamenti e scarti, mettendo in relazione segno e colore, gesto e meditazione, vuoto e pieno.

Al centro del progetto è la pittura, linguaggio che accompagna la storia dell’uomo fin dai primi segni tracciati nelle caverne del Paleolitico e che non ha mai smesso di confrontarsi con il proprio tempo. La pittura ha sempre attraversato il reale e le sue trasformazioni, raccogliendone tensioni e possibilità. La mostra prende le mosse da un interrogativo: come può la pittura, fenomeno tradizionalmente statico, rispondere a un mondo intrinsecamente dinamico e in perenne trasformazione?

Giorgio Griffa Zhang Enli individua nelle ricerche dei due artisti percorsi differenti ma paralleli, accomunati dalla rinuncia alla pretesa di dominio dell’autore sulla sua opera. Riconoscendo alla pittura una propria autonomia e affidandosi a ciò che accade sulla superficie nel corso del lavoro, la tela non diventa il luogo di un’immagine da imporre, ma quello di un processo in divenire: «la mia mano è al servizio della pittura», afferma Griffa; «la mia mente è vuota davanti alla tela», dichiara Enli.

Pur giungendo a una comune concezione della pittura attraverso strade profondamente diverse, i due artisti condividono una fiducia radicale nelle possibilità del dipingere. La loro libertà nasce da un comune senso di semplicità e sincerità e dalla volontà di lasciare che l’opera conservi visibili le tracce del proprio farsi.

«Nel tumulto delle rispettive epoche – che si tratti dei dibattiti tra figurazione e astrazione in Italia o delle frenetiche ondate dell’arte contemporanea cinese – hanno scelto di essere praticanti della “lentezza”. Perché sanno bene che la difficoltà della pittura raramente sta nel non dipingere abbastanza, quanto piuttosto nel tentativo del pittore di dimostrare troppo sulla tela: dimostrare uno stile, dimostrare una posizione, dimostrare il proprio posto nella storia», scrive nel catalogo Joshua Gong, Research Director di Unicorn Publishing Group.

Una pratica comune
Per Giorgio Griffa, il dipingere è un esercizio di ascolto. Affida alle tele nude, al segno, al colore e ai silenzi il compito di lasciar emergere l’intelligenza propria della pittura, che non compone immagini concluse, ma, attraverso l’ascolto, ne restituisce dinamiche ed energie. I colori acrilici, fortemente diluiti, penetrano lentamente nelle fibre del tessuto. Senza disegni preparatori, ogni pennellata nasce direttamente sulla tela e, dopo ciascun segno, quello successivo viene determinato da ciò che la pittura stessa richiede.

Muovendo dall’ordine di Piet Mondrian, dallo spirito liberatorio di Henri Matisse e attingendo alla sapienza del Chan (Zen) orientale, il pittore rinuncia alla volontà di imporre il proprio “Io” per mettersi al servizio della pittura. Il vuoto non è assenza, ma un’altra forma di presenza: la tela diventa così il luogo nel quale la pittura si esprime.

La ricerca di Zhang Enli muove invece da una progressiva sottrazione della narrazione alle rappresentazioni di oggetti quotidiani. Le sue opere prendono spesso avvio da soggetti riconoscibili, ma li attraversano fino a far emergere le loro qualità essenziali e immateriali. Linee e colori diventano veicoli di emozione e memoria, mentre la rappresentazione lascia spazio a campi percettivi nei quali realtà, immaginazione ed esperienza interiore si incontrano.

Il dipinto nasce attraverso un processo di apparizioni, sovrapposizioni e trasformazioni: un’area di colore può essere conservata oppure coperta, mentre l’immagine prende forma senza che il suo esito sia conosciuto in anticipo.

L’artista studia da tempo gli effetti psicologici delle curve e il modo in cui i diversi gradi di curvatura possono corrispondere a stati di tensione e distensione. La linea assume così una dimensione non soltanto visiva, ma anche corporea ed emotiva. Questa ricerca si lega a una lunga tradizione dell’estetica cinese, secondo cui la pittura deve trasmettere lo «spirito», inteso come vitalità interiore delle cose.

Zhang Enli riattiva questo antico principio attraverso un linguaggio pienamente contemporaneo. Il colore a olio viene steso sulla tela attraverso diverse velature sottili che si espandono sulla superficie, lasciando visibili pennellate irregolari, linee, sovrapposizioni e revisioni. Nessun intervento viene completamente cancellato, ma ogni traccia continua a convivere con le altre.

Come osserva Joshua Gong nel catalogo della mostra, la pittura di Griffa e quella di Zhang Enli non riguarda tanto la produzione di immagini quanto «l’orchestrazione di un’energia potenziale». Entrambi, scrive Gong, si avvicinano alla tela «con una deliberata umiltà», lasciando che sia la pittura stessa a generare un mondo aperto, privo di un esito prestabilito.

L’accostamento tra i due artisti rende visibile una comune concezione della pittura come forma di conoscenza. Entrambi stabiliscono un rapporto paritetico tra l’intelligenza umana e quella della materia: l’artista non domina il processo, ma vi partecipa, lasciando che tela, pigmento, gesto, tempo e spazio contribuiscano alla costruzione dell’opera.

Il percorso espositivo
Tra le opere di Giorgio Griffa in mostra figurano Bomoco e Domupoz, entrambe del 2019, Oceanie blu e Oceanie rosaviola del 2022 e Disordine AS del 2023. I lavori testimoniano una ricerca nella quale il colore attraversa la tela grezza secondo sequenze, aggregazioni e pause, mantenendo visibile il carattere aperto e processuale della pittura.

La selezione di Zhang Enli comprende The Person in the Mirror e Film Director del 2025, insieme a The Thinker e Born in the Year of the Horse del 2026. Le opere sono percorse da linee fluide, sovrapposizioni cromatiche e forme in trasformazione, sospese tra evocazione figurativa e costruzione astratta.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato e curato dalla Galleria Xavier Hufkens, con un ampio testo di Joshua Gong, dedicato alle convergenze e alle differenti matrici culturali delle ricerche di Giorgio Griffa e Zhang Enli, e da un testo di Giulio Caresio per la Fondazione Giorgio Griffa.

Grazie alla Galleria Xavier Hufkens di Bruxelles per il supporto.
Testi di Giulio Caresio e Joshua Gong

Main production: Fondazione Giorgio Griffa
Artworks courtesy by: the artists, Xavier Hufkens Gallery - Brussels
Executive production: Studio GCG srl
Artistic and editorial program: Giulio Caresio e Cesare Griffa
Catalogue curatorial text: Joshua Gong
Project and communication: Sara Bigazzi e Chiara Fusetti
Design and photography: Federico Rizzo
Archive: Chiara Pipino
Logistics: Arlon Hernandez
Translations: Eva Shiu
Graphic design: Studio Grand Hotel
Web design: Sixeleven
Press: PCM Studio

Orari di apertura
Opening: giovedì 8 ottobre 2026 dalle ore 18.00 alle ore 20.00
La mostra è aperta dall’8 ottobre 2026 al 28 gennaio 2027 seguendo i seguenti giorni/orari:
Ogni giovedì dall’8 ottobre al 12 novembre 2026, dalle ore 15.00 alle 19.00 e su appuntamento.
Dal 13 novembre 2026 al 28 gennaio 2027, solo su appuntamento.
Apertura straordinaria dal 27 ottobre al 1° novembre 2026, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle 19.00; venerdì 30 ottobre, in occasione dell’Art Week, è previsto un aperitivo dalle ore 18.00 alle ore 20.00.

NOTE BIOGRAFICHE
Giorgio Griffa (Torino, 1936) è noto per la sua pittura di colori ad acqua e segni «della mano di tutti» su tele libere, non preparate e dipinte a terra, espressione delle conoscenze del suo tempo e di un mondo in continuo cambiamento. Dal 1968, Griffa esplora in cicli di lavoro paralleli le relazioni tra tempo, spazio, memoria e materia. Molte le sue mostre personali e collettive internazionali importanti, dalla Biennale di Venezia nel ‘78, ‘80 e 2017, a Prospect ‘69 e ‘73 alla Biennale di San Paolo nel ‘77 e nel 2021. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni, dalla Tate Modern di Londra al Centre Pompidou di Parigi, e in numerosi musei italiani e stranieri, tra cui Dallas Museum of Art e Museum of Fine Art di Huston, Serralves a Porto, MUDAM in Lussemburgo, LAM a Lille, CAC a Ginevra, Castello di Rivoli e GAM a Torino, Museo del Novecento e Gallerie d’Italia a Milano, Mart a Rovereto, MACRO a Roma, cui si è aggiunto quest’anno il MAXXI con un’importante acquisizione.

Zhang Enli (provincia di Jilin, Cina, 1965). Le opere liriche su tela di Zhang Enli traggono spesso ispirazione da oggetti apparentemente ordinari: dalle scatole di cartone e dai pezzi di spago alle strutture urbane e agli elementi paesaggistici. I loro titoli descrittivi rimandano a soggetti riconoscibili, ma i dipinti stessi vanno oltre la rappresentazione. Anziché raffigurare questi soggetti in modo letterale, l’artista cerca di coglierne le qualità essenziali e immateriali. Tra le mostre personali istituzionali selezionate figurano: Expression, Long Museum di Shanghai, Cina (2023); Portrait, He Art Museum (HEM), Guangdong, Cina (2023); The Bird Cage: a temporary shelter, Galleria Borghese e l’Uccelliera, Roma (2019); Landscape, Museo d’Arte contemporanea di Villa Croce, Genova (2013); e Space Painting, ICA, Londra (2013). Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni, tra cui la Tate di Londra, Regno Unito; il Centre Pompidou di Parigi, Francia; M+ di Hong Kong, Cina; la Galleria Borghese di Roma, Italia; la Royal Academy of Arts di Londra, Regno Unito; M HKA di Anversa, Belgio; la Power Station of Art di Shanghai, Cina; il Guangdong Museum of Art di Guangzhou, Cina; il West Bund Museum di Shanghai, Cina; e il Long Museum di Shanghai, Cina.

LA FONDAZIONE GIORGIO GRIFFA
Dopo 50 anni di carriera e di attività del maestro, nel 2016 il figlio Cesare Griffa e il nipote Giulio Caresio danno vita all’Archivio Giorgio Griffa per documentare e valorizzare il patrimonio di opere, scritti e materiali. Il cuore dell’Archivio pone le basi per la costituzione della Fondazione Giorgio Griffa, che nasce nel 2023 per mano dell’artista.

La Fondazione conserva l’Archivio e sviluppa progetti espositivi, curatoriali ed editoriali per promuovere l'arte contemporanea e collaborazioni tra artisti a partire dall'opera e dal pensiero di Giorgio Griffa. Per questo, nel 2024 apre a Torino il proprio Art Space, sede di mostre ed eventi d’arte per la cittadinanza e il territorio.

La Fondazione è guidata da Giorgio Griffa assieme a un team composto da Cesare Griffa e Giulio Caresio per la programmazione artistica ed editoriale, Sara Bigazzi e Chiara Fusetti per il coordinamento comunicazione e progetti, Federico Rizzo per allestimenti e documentazione fotografica, Chiara Pipino per la gestione dell’Archivio e Arlon Hernandez per la logistica.