Giorgio Griffa / Kamrooz Aram – Paintings
una mostra che mette in dialogo il lavoro di Kamrooz Aram (1978, Shiraz) e Giorgio Griffa (1936, Torino).
Comunicato stampa
L’American Academy in Rome presenta Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings (20 ottobre – 28 novembre 2026), una mostra che mette in dialogo il lavoro di Kamrooz Aram (1978, Shiraz) e Giorgio Griffa (1936, Torino).
Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings, a cura di Ilaria Puri Purini, riflette sul rapporto tra l’astrazione e lo scorrere del tempo come punto di contatto tra i due artisti, nella loro diversa generazione e provenienza. La conversazione tra i due pittori è nata in occasione del loro incontro a Torino nel 2024, quando Aram si trovava in Italia come borsista all’Accademia Americana, grazie alla Carla Fendi Foundation Fellowship in Visual Arts. La mostra dell’American Academy si collega inoltre alla prima personale di Griffa negli Stati Uniti, Giorgio Griffa: Paths in the Forest, presso il Clark Art Institute (13 giugno – 12 ottobre 2026), supportata dal programma Italian Council (2025), in occasione dei novant’anni dell’artista.
Il dialogo tra i due artisti si sviluppa attorno a un comune interesse per la tradizione culturale, l’indagine dei limiti del canone occidentale, e l’esplorazione della pittura come strumento per misurare il tempo, trattenendo la sua fugacità. Il loro confronto tocca aspetti come l’ornamento e la decorazione, la presenza e la perdita, il margine e l’intimità: l’astrazione è per entrambi un luogo d’incontro, superando e scardinando la dicotomia tra l’appartenenza al modernismo di Griffa e la “risposta non occidentale” elaborata da Aram.
Il percorso artistico di Griffa si sviluppa infatti per oltre sessant’anni nel solco della storia dell’arte italiana del dopoguerra. Le sue tele astratte sono caratterizzate da gesti elementari, segni semplici e ampi campi cromatici. Operando all’interno delle convenzioni della pittura modernista occidentale, Griffa si definisce un destinatario passivo dei movimenti ritmici che danno origine al dipinto. Spesso lasciate senza telaio e senza cornice, le sue tele possono essere piegate e trasportate, riflettendo un approccio al medium che privilegia il processo e la materialità rispetto alla forma fissa.
Anche la pratica di Aram è definita dal processo stesso della pittura, insieme al tema della durata e della persistenza. Interessato alle categorie che separano l’arte occidentale da quella non occidentale, nel suo lavoro incorpora motivi tratti dalle tradizioni artistiche islamiche, tra cui l’arabesco, interrogandosi allo stesso tempo sul modo in cui tali motivi siano stati subordinati all’interno del canone della storia dell’arte occidentale. Il processo rimane così centrale nel suo lavoro: ogni composizione nasce da una griglia, che viene poi cancellata, lasciando che il dipinto finale conservi la storia della propria realizzazione.
"Una delle cose più importanti per un pittore è riuscire a rispettare l’intelligenza della materia e non imporre la propria volontà su di essa." - Giorgio Griffa
"Nei miei dipinti ci sono vuoti e spazi aperti in cui si può intravedere la storia della pittura, ma tutto appare su un’unica superficie, quindi non è chiaro cosa sia successo, c’è una sorta di appiattimento del tempo." - Kamrooz Aram
L’inaugurazione si terrà martedì 20 ottobre, dalle ore 18:00 alle 21:00.
Alle ore 19:00 si terrà un reading delle poetesse Silvia Bre e Carmen Gallo in dialogo con la mostra.
L’American Academy in Rome ringrazia i prestatori della mostra Alexander Gray Associates, New York; Galleria Lorcan O’Neill, Roma; e Fondazione Giorgio Griffa, Torino.
Il progetto è parte del public program della mostra Giorgio Griffa: Paths in the Forest presso il Clark Art Institute; con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (2025).