Gianni Ruggiu – Non è che non c’è nessuno

Alghero - 22/10/2016 : 11/11/2016

Non è che non c’è nessuno, mostra personale di Gianni Ruggiu, è il quarto appuntamento della rassegna 42 GIORNI presentata dal collettivo trepercento presso la galleria Bonaire Contemporanea ad Alghero.

Informazioni

  • Luogo: BONAIRE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Principe Umberto 39 - Alghero - Sardegna
  • Quando: dal 22/10/2016 - al 11/11/2016
  • Vernissage: 22/10/2016 ore 18,30
  • Autori: Gianni Ruggiu
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 18:30 alle 20:30 e dal lunedì al venerdì previo appuntamento.

Comunicato stampa

Non è che non c’è nessuno, mostra personale di Gianni Ruggiu, è il quarto appuntamento della rassegna 42 GIORNI presentata dal collettivo trepercento presso la galleria Bonaire Contemporanea ad Alghero. La rassegna, che si concluderà l’11 novembre 2016, pone l’accento sull’uso del mezzo fotografico in ambito artistico con i lavori degli artisti Giulia Sini, Francesca Randi, Enrico Pugioni, Gianni Ruggiu, Giulia Sale, Marcello Scalas e Giusy Calia.
La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 18:30 alle 20:30 e dal lunedì al venerdì previo appuntamento


info: (+39)347.8953813 e-mail: [email protected]


Non è che non c’è nessuno

La relazione di un animale umano con i propri simili è assicurata da una “intersoggettività” originaria, che precede la stessa costituzione della mente individuale.
Per sapere che un altro essere umano soffre o gode, cerca cibo o riparo, sta per aggredirci o baciarci, non abbiamo bisogno del linguaggio verbale né, tanto meno, di una barocca attribuzione di intenzioni alla mente altrui. Basta e avanza l’attivazione di un gruppo di neuroni.
L’anomalia presentata dalla nostra specie, nella quale la naturale socialità, che ha i neuroni specchio per base biologica, coabita con la facoltà linguistica e ci offre la tragica possibilità di negare il riconoscimento all’altro uomo. Il linguaggio è in grado di negare e disconoscere qualunque evidenza percettiva, incluso il riconoscimento della comune umanità.
Esso è quindi sia frattura che possibilità di ricomposizione dell’empatia originaria.
Il linguaggio verbale non prolunga linearmente l’empatia neurofisiologica, ma la intralcia e talvolta la sospende. Si distingue dagli altri codici comunicativi, nonché dalle prestazioni cognitive prelinguistiche, perché è in grado di negare qualsivoglia contenuto semantico.

Anche l’evidenza percettiva “questo è un uomo” perde la propria incontrovertibilità allorché è soggetta all’opera del “non” ( il nazista che afferma di fronte alla sofferenza del vecchio ebreo : “questo non è un uomo”). Il linguaggio inocula la negatività nella vita della specie. Animale linguistico è soltanto quello capace di non riconoscere il proprio simile.
Neuroni specchio, negazione linguistica, reciproco riconoscimento: sono questi i fattori, coesistenti ma anche contraddittori, che configurano la mente sociale della nostra specie.
La doppia negazione non equivale mai all’affermazione di cui sembra fare le veci, e crea un tempo sospeso in cui non si nega né si afferma l’esistenza contingente ma rimanda ad altro, non descrive alcunché, ma costituisce un' azione. La distanza logica e sentimentale che separa lo spinoso “ non è che non ti amo “ dal rassicurante “ ti amo “ non può essere eliminata mediante la sua traduzione in uno schietto “ sì “.
cit. Paolo Virno

Gianni Ruggiu nasce a Sassari dove vive e lavora. Inizia l’attività espositiva negli anni Ottanta, utilizzando come mezzo espressivo l’immagine fotografica e l’installazione. Nel 1990 fonda con Giulia Sale ed Enrico Puggioni il gruppo I Fiori Blu, con cui lavora fino al 2000 per la realizzazione di mostre e rassegne internazionali d’arte contemporanea. Ha esposto in Italia e all’estero.