Gianluigi Bassanello – Dolce stil novo

Lonigo - 23/12/2011 : 08/01/2012

Organizzata dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con Arte Sgarro e MV Eventi, la mostra ci guiderà, attraverso un percorso di circa 30 opere, all'interno delle tematiche più suggestive dell'artista vicentino.

Informazioni

Comunicato stampa

La città di Lonigo presenta, in occasione delle festività natalizie, la mostra “Dolce stil novo di Gianluigi Bassanello”, dal 23 dicembre 2011 al 08 gennaio 2012 presso Palazzo Pisani


Organizzata dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con Arte Sgarro e MV Eventi, la mostra ci guiderà, attraverso un percorso di circa 30 opere, all'interno delle tematiche più suggestive dell'artista vicentino, fatte di “figure d'impalpabile consistenza ma di soavissima presenza, musica silenziosa che percuote le corde dell'anima, donne tratteggiate con vigore o appena velate da una coltre eterea, musica, danze, sguardi di adolescenti che fanno dello spettatore stesso il protagonista di un mondo delicato ma tangibile”.
Gianluigi Bassanello, nato a Montecchio Maggiore nel 1955 ed allievo di Santomaso all' Accademia di Belle Arti a Venezia, è forse l’ultimo “dipintore”, uno che racconta con la pittura, e il suo dipingere è assoluto, senza compromessi, senza fronzoli o fughe verso ignote mete.
Lavora da sempre con le mani e con il cuore ed un pubblico vastissimo di collezionisti gli tributa onori.
Lontano dalle mode, compie il gesto che caratterizza i “grandi”: vive la vita, e la riporta sulla tela, partecipando alle più importanti esposizioni italiane ed internazionali.
Le opere esaltano gli attrezzi del dipingere: le pennellate, l’uso del colore, le contrapposizioni tonali e le luci, costituiscono l’insieme dell’opera, e ne scaturisce l’armonia melodica, dove ogni strumento è partecipe all’orchestra, per formare una sinfonia di suoni e di voci.
Nell’assoluta libertà del vedere e del raccontare, Gianluigi Bassanello è artista, e lo è fino all’ultima pennellata, fatta di fatica e lavoro.
Il rigore tecnico, la conoscenza delle maniere, ne fa un uomo contemporaneo, che dipinge quello che conosce e la sua conoscenza è assoluta.