Gathering the Unpredictable

Roma - 03/06/2020 : 18/09/2020

Una mostra che contempla idealmente il lavoro di tutti gli artisti che hanno partecipato e cooperato in maniera determinante nella Galleria Mario Iannelli allo sviluppo di un discorso comune fondato su alcuni elementi centrali nell’opera d'arte che questa occasione dà luogo e rilievo.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA MARIO IANNELLI
  • Indirizzo: Via Flaminia 380 00196 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 03/06/2020 - al 18/09/2020
  • Vernissage: 03/06/2020 no
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: da martedì a venerdì solo su appuntamento

Comunicato stampa

Gathering the Unpredictable

Paula Doepfner, Felix Kiessling, Schirin Kretschmann,
Simon Mullan, David Prytz, Antoine Renard

03.06 - 18.09.2020


Mario Iannelli ha il piacere di presentare “Gathering the Unpredictable”, una mostra che contempla idealmente il lavoro di tutti gli artisti che hanno partecipato e cooperato in maniera determinante nella Galleria Mario Iannelli allo sviluppo di un discorso comune fondato su alcuni elementi centrali nell’opera d'arte che questa occasione dà luogo e rilievo.
Fra quest’ultimi, l’imprevedibilità che si riferisce al processo del pensiero impresso dal loro creatore unita alla modalità di utilizzo dei materiali


Le opere non sono mai state esposte presso la galleria mentre altre sono state già presentate ma hanno mutato nel tempo la loro forma, come quelle di Felix Kiessling e di Schirin Kretschmann in cui l’azione della grafite e del grasso continua sin dal tempo della loro realizzazione.
“Clock-drawing” di Felix Kiessling, un pezzo di grafite legato alla lancetta di un meccanismo di orologio viene trascinato su un cartoncino lasciando le tracce del suo perpetuo movimento producendo un disegno realizzato dal tempo; attualmente per quattro anni.
“Labor (II)” di Schirin Kretschmann è un lavoro in situ in cui del grasso applicato sul muro penetra in esso dando forma a colature e aloni che mutano lo stato dell’opera che nello stesso tempo interroga lo spazio con la sua presenza; è esposto infatti per la terza volta in mostre consecutive.
“It’s been so long” di Paula Doepfner introduce un altro elemento temporale nell’opera, oltre che nel titolo, per la caducità degli elementi di cui è composto, pigmenti, piante e fori essiccati integrati ad un vetro blindato scheggiato.
La cera è il materiale utilizzato da Antoine Renard per la creazione di sculture che sono in realtà degli studi e delle architetture mentali che l’artista ha realizzato durante la sua recente residenza a Roma presso Villa Medici e che appartengono alla sua ricerca sulle essenze e sulle piante.
“Alfonso” di Simon Mullan, realizzata con mattonelle di tipo universale, paga tributo all’intervento collaborativo di un assistente nella realizzazione dell’opera incorporando con questo il senso del collettivo nel suo interesse a produrre un lavoro che si basi sui materiali poveri del mondo industriale.
“A puzzle” di David Prytz consiste in insieme di undici opere su carta incorniciate di diverse dimensioni che invita alla sua percezione come un unicum da assemblare. Il segno lascia le tracce del letterale processo del disegno geometrico assimilabile ad un movimento cinetico.
Tutti i lavori manifestano sensibilmente un rapporto con la natura e con la vita quotidiana che si rispecchia nella scelta dei materiali. L’imprevedibilità è più nella mutevolezza che nella imponderabilità, o nel processo che non ha fissi paradigmi da cui partire o arrivare, ma che di volta in volta viene prodotto secondo le circostanze da integrare, dando luogo ad un’opera dagli esiti non programmabili e simile ad una forma vivente.
Ogni cosa è parte del tutto: l’influenza di molteplici fattori esterni sull’azione della grafite e sulla forma (Kiessling), il grasso che agisce nel muro od il muro che reagisce al grasso (Kretschmann), la composizione di accidenti quali un vetro scheggiato, il pigmento che liberamente cola su di esso e l’aspetto cangiante della materia naturale (Doepfner), la cera che sciogliendosi e rompendosi sprigiona l’essenza interna (Renard), l’intima composizione che appare come ordine (Mullan) e il caos che è la vita stessa (Prytz).
Lo stesso che è nelle corde degli artisti non presenti in questa mostra ma la cui ricerca aderisce pienamente allo stesso concetto.
Nei quadri di Daniel Lergon che sono un sistema di segni irripetibili e gesti non totalmente riconoscibili o nella “blind painting” di Yorgos Stamkopoulos in cui il procedimento viene alla fine svelato in un complesso di elementi frammentati, nella compresenza di organicità ed intensità d’espressione nelle opere e degli ambienti di Claus Philip Lehmann, nell’ironica spregiudicatezza della comunicazione delle immagini di Tom Esam, nell’immaginario tecnologico nelle opere di Philip Topolovac e nel funzionamento del dispositivo esplorato nelle fotografie di Joe Clark, nelle tracce trovate e riassemblate nelle narrative di Cyrill Lachauer, nelle materie liquide nel lavoro di Sarah Ancelle Schoenfeld e nella pittura di Tyra Tingleff pari ad un esperienza libera da pregiudizi.
Questo insieme di collegamenti si estende anche alle ricerche di tutti gli artisti che hanno esposto il loro lavoro nella galleria, anche se per una sola volta in collettivo: Jan Bünnig, Julian Charrière, Dario D’Aronco, Stanislao Di Giugno, Alvaro Urbano, Anna Virnich e Julius Von Bismarck.

Paula Doepfner 1980, Germania. Vive e lavora a Berlino.
Mostre personali (selezione): 2019 For the trees to drop, Stiftung St. Matthäus, Berlin DE; 2018 Nothing for it, Studio Krimm, Berlin DE; Next Time I See You, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; 2017 YOU and ME, Galerie Tanja Wagner, Berlin DE; 2016 Put it right here (or keep it out there) Kunstverein Reutlingen DE; 2015 take it right back, Goethe Institut, Washington D.C. US
Mostre collettive (selezione): 2019 resonance, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; Kunstpreis Psyche, FBZ der Ruhr-Universität Bochum DE; Fire in the mind, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; 2018 Abenteuer Freundschaft, Kunstsaele, Berlin DE; 2017 Marianne Werefkin-Preis 2018, Kommunale Galerie Berlin DE; Learning from big mistakes, Galerie Tanja Wagner, New York US; (un)mediated nature, Galerie Tanja Wagner, Berlin DE; You Are What You Are, Galleria Mario Iannelli, Roma IT.
Felix Kiessling 1980, Amburgo. Vive e lavora e vive a Berlino.
Dal 2009 al 2014 è stato un partecipante all'Institut für Raumexperimente, dove si è laureato con il professore Olafur Eliasson. Nel 2010 ha co-fondato il collettivo Das Numen.
Le sue opere sono state esposte in numerose gallerie, musei e istituzioni tedesche e internazionali: Hamburger Bahnhof, Haus der Kulturen der Welt, Schinkel Pavillion, KW Institute for Contemporary Art Berlin, Museum of Modern Art, Tokyo and Reykjavik Art Museum, tra gli altri. Kiessling ha partecipato a Nature in Art al MOCAK – Museum of Contemporary Art Krakow; Die Informale. Buenos Aires Videoramas (2018), Produktion. Made in Germany 3 (2017) alla 5th Moscow International Biennale for Young Art (2016) e alla Biennale di Marrakech (2012). Presso la Galleria Mario Iannelli: 2015 Vavilov (mostra personale); 2016 Anatomy of restlessness; 2019 Fire in the mind (mostre collettive).
Schirin Kretschmann 1980, Germania. Vive e lavora a Berlino.
Mostre personali (selezione): 2019 Einraumhaus, Mannheim, DE; ”Paste”, Putte, Projektraum für aktuelle Kunst, Neu-Ulm DE; 2018 “Labor”, Kunsthalle Baden-Baden DE; “Toter Winkel”, Galerie Gisela Clement, Bonn DE; 2017 “Let’s Slip Into Her Shoes”, Zentralinstitut für Kunstgeschichte, München DE; 2016 “True Blue”, Kunstverein Nürtingen DE ; 2015 Galerie Jochen Hempel, Berlin DE; Mostre collettive (selezione): 2019 2019 Monochromes, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; “Tracing Bauhaus”, Kunsthaus Erfurt DE; 2017 “PRODUKTION. Made in Germany Drei”, Kunstverein Hannover DE.

Simon Mullan 1981, Germania. Vive e lavora a Berlino.
Mostre personali (selezione): 2018 Showing up for work, Galerie Nathalie Halgand, Wien AT; Blaumann, DITTRICH&SCHLECHTRIEM, Berlin DE; 2017 Counterbalance, Erik Nordenhake, Stockholm SWE; 2016 Der Raum, Galerie Nathalie Halgand, Vienna AT; Die Fläche, PM/AM, London EN; Die Fuge, DITTRICH&SCHLECHTRIEM, Berlin DE; 2015 Blue velvet, Sammlung Haubrok, FAHRBEREITSCHAFT Berlin DE
Mostre collettive (selezione): 2020 Out of order, Werke aus der Sammlung Haubrok, Neues Museum Nürnberg DE; 2019 Monochromes, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; 2018 Dallas AURORA 2018, Light, Video, Sound-Biennial, Dallas US; 6th BORÅS Internation Sculpture Biennal SW; 2017 Art Berlin, DITTRICH&SCHLECHTRIEM, Berlin DE.
David Prytz 1979, Danimarca. Vive e lavora a Berlino.
Mostre personali (selezione): 2017, exocenter, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; 2014, Literal, Galleria Mario Iannelli, Roma IT ; 2013 expectator, A4 project space, Berlin DE;
Mostre collettive (selezione): 2019 Fire in the mind, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; 2016 Anatomy of restlessness, Galleria Mario Iannelli, Roma IT; 2015 Crone, Berlin DE; Group show V, Alexander Levy, Berlin DE; 2014 Dot.Land, Peninsula, Berlin DE (2014); 2013 After the Butcher, Berlin DE.

Antoine Renard 1984, Parigi. Vive e lavora a Parigi e Lourdes.
2019 Prix Occitanie de la Villa Medici FR/IT; 2013/2016 Co-Director, Center, Berlin DE 2013
Mostre personali (selezione): 2019 Geometries of -l-o-v-e, Very, Berlin DE; 2018 Cats in the city, Komplot, Brussels BE; 2017 Red Lines, Ferdinand Baumann Gallery, Praha CZ; 1999, Marsèlleria, Milan IT; Resource Operation (part II), In-Extenso, Clermont-Ferrand FR; 2016 Resource Operation (Part I) “The monk’s corridor”, Tlön, Nevers FR; Peripheral Healing, Komplot, Brussels BE; Black dance, Galerie Chez Valentin, Paris FR; I spell it Nature at DIESEL, Liège BE; 2015 Ivana Basic, Antoine Renard, Gillmeier Rech, Berlin DE 1; Lunatic 1 Ice Pick, L’Atelier-ksr, Berlin DE.
Mostre collettive (selezione): 2019 Future ancien fugitif, Palais de Tokyo, Paris FR; 2018 Jugend ist Trunkenheit ohne Wein, Picnic, Basel CH; 2016 Body Holes, Berlin Biennale 9 DE; Plural melts – Dunmore Caves, Yvonne Lambert, Berlin DE; 2015 Saturn Drive, Kunstverein am Rosa-Luxemburg-Platz, Berlin DE; TRUST, Copenhagen Art Festival DK; DEEP SKIN, Sudbury Neutrino Observatory CA; WLGTDWI, S.A.L.T.S. Basel CH); Thunder Doooooooooooooome, Venice Biennale collateral event (IT) Blue Majik, L’Atelier-ksr, Berlin DE; Involvement Requires Perception, Museum Bärengasse, Zurich CH; Circulation, NR Projects, Berlin DE; The Future of Memory, Kunsthalle Wien AT; 2014 Windows 95 – works from the collection, Johann König, Berlin DE; Stoneroses, Grunewald forest DE.