Gaspare Mutolo – il pittore

Macerata - 11/08/2013 : 03/09/2013

Di chiara matrice istintiva e “selvaggia”, il pittore trova nei ricordi della sua terra, la Sicilia, le immagini per le sue composizioni ed è forse proprio la consapevolezza di un esilio forzato che ne sublima la ricerca e ne arricchisce il gesto pittorico.

Informazioni

  • Luogo: LABORATORIO 41
  • Indirizzo: via Maffeo Pantaleoni - Macerata - Marche
  • Quando: dal 11/08/2013 - al 03/09/2013
  • Vernissage: 11/08/2013 ore 18
  • Autori: Gaspare Mutolo
  • Curatori: Marco Dionisi, Alessandro Leanza
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Dal lunedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00 Domenica apertura su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Domenica 11 agosto, il Laboratorio41 di Macerata inaugura la mostra “Gaspare Mutolo, il pittore”. Un’esposizione che racconta la vita artistica dell’uomo di Partanna-Mondello (Palermo) noto alle cronache per il proprio passato da mafioso al fianco di Toto Riina e Saro Riccobono, ma che ha saputo intraprendere una nuova vita da pittore prima e collaboratore di giustizia poi (dal 1991) affidando le proprie rivelazioni ai giudici Falcone e Borsellino

Scelte, queste, che ne hanno veicolato riscatto sociale e morale.
La mostra, il cui vernissage e programmato per domenica 11 agosto alle ore 18.00 presso i locali di via Maffeo Pantaleoni (Macerata), presenta oltre trenta tele a olio che ritraggono la tanto amata Sicilia, la stessa terra che l’artista non ha piu riassaporato e da cui e destinato a restare lontano per tutta la vita.

Dismessi i panni di “uomo d'onore” della mafia siciliana denominata Cosa Nostra e in carcere quelli di “gost painter” per il boss Luciano Liggio, oggi firma la paternità dei dipinti e li presenta in una mostra. Di chiara matrice istintiva e “selvaggia”, il pittore trova nei ricordi della sua terra, la Sicilia, le immagini per le sue composizioni ed è forse proprio la consapevolezza di un esilio forzato che ne sublima la ricerca e ne arricchisce il gesto pittorico. Composizioni così personali ci guidano nel mondo interiore dell'artista carico al di là di ogni stereotipo di sentimenti, emozioni e desiderio di riscatto da un sofferto passato.
Alessandro Leanza


La critica
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di Fulvio Abbate