Game Over The Top. Nuvole e metallo

Milano - 02/03/2013 : 16/03/2013

Di nuvole e metallo è fatta questa mostra. E di ruggine e di luce: di ruggine che corrode i metalli e di luce sprigionata dalle fiamme. Non solo in senso metaforico. Ci sono opere che gridano la loro presenza fisica, materiale e sono presentate accanto a quadri che sussurrano il loro anelito alla trascendenza.

Informazioni

  • Luogo: ZAMENHOF
  • Indirizzo: Via Ludovico Lazzaro Zamenhof 11 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 02/03/2013 - al 16/03/2013
  • Vernissage: 02/03/2013 ore 18,30
  • Curatori: Valentina Carrera
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: tutti i giorni dalle 15 alle 19

Comunicato stampa

Game Over The Top. Nuvole e metallo

Game over: la Galleria Zamenhof di Milano chiude (vedi allegato)

Sabato 2 marzo 2013, a Milano, alla Galleria Zamenhof, alle ore 18,30, si inaugura la mostra “GAME OVER THE TOP. Nuvole e metallo”, a cura di Valentina Carrera e Virgilio Patarini, opere di Stefano Accorsi, Andrea Boldrini, Simone Boscolo, Valentina Carrera, Fabio Cuman, Paolo Facchinetti, Moreno Panozzo, Virgilio Patarini, Luigi Profeta, Edoardo Stramacchia, Sasha Zelenkevich, ultima mostra della Galleria Zamenhof di Milano, che il 17 marzo chiude (dopo 5 anni di intensa e prolifica attività)


La mostra proseguirà fino al 16 marzo, tutti i giorni dalle 15 alle 19. Ingresso libero.

Nuvole e metallo

Di nuvole e metallo è fatta questa mostra. E di ruggine e di luce: di ruggine che corrode i metalli e di luce sprigionata dalle fiamme. Non solo in senso metaforico. Ci sono opere che gridano la loro presenza fisica, materiale e sono presentate accanto a quadri che sussurrano il loro anelito alla trascendenza. L’hard ware dei bassorilievi, delle sculture e delle installazioni di Carrera, Panozzo, Patarini e Profeta convive con il soft ware dei quadri di Accorsi, Boldrini, Boscolo, Facchinetti e Zelenkevich. E Fabio Cuman così hard nelle sculture e soft nei dipinti…
Nel 1915 Heinrich Wolfflin ricostruiva la storia dell’arte moderna seguendo le oscillazioni dei secoli tra forme chiuse e forme aperte, tra lineare e pittorico, tra chiarezza e oscurità: tra hard ware e soft ware (appunto) diremmo noi oggi.
Oggi, quasi un secolo dopo, artisti della stessa generazione, ovvero la generazione post-moderna, quella delle post-avanguardie, possono essere, indifferentemente, o addirittura al tempo stesso, campioni dell’uno e dell’altro polo. Artefici di opere aperte o chiuse. Oscillando come acrobati tra la ruggine e la luce. Filosofi e artigiani. (Virgilio Patarini)