Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo

Napoli - 05/06/2014 : 05/06/2014

Ampliamento e riorganizzazione Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli.

Informazioni

Comunicato stampa

Intesa Sanpaolo apre al pubblico giovedì 5 giugno 2014 le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli, sede storica della Banca dal 1898, ristrutturate e riallestite per la valorizzazione di un nucleo di oltre 120 opere, provenienti prevalentemente dalle raccolte del Banco di Napoli e della Banca Commerciale Italiana, istituti di credito confluiti nel Gruppo.
L’ampliamento e la riorganizzazione degli spazi espositivi delle Gallerie rientrano nel Progetto Cultura, il programma pluriennale dedicato alle iniziative in campo artistico e culturale di Intesa Sanpaolo


Il nuovo allestimento, secondo il progetto espositivo curato da Fernando Mazzocca, arricchisce le Gallerie con gruppi di opere di grande significato storico e valore artistico, appartenenti al contesto culturale del sud Italia e in particolare di ambito napoletano. Molte delle tele sono state restaurate in occasione della riapertura.
Fra i dipinti seicenteschi esposti spiccano il Martirio di Sant’Orsola, capolavoro estremo dello stesso Caravaggio (eseguito nel 1610 pochi mesi prima della morte); Giuditta decapita Oloferne, derivazione attribuita al fiammingo Louis Finson da un perduto originale ancora del Merisi; La Sacra Famiglia con San Francesco d’Assisi di Angelo Caroselli. Tra le opere settecentesche: le quattro Allegorie della Pietà di Francesco De Mura; La lettera segreta e Il concerto di Gaspare Traversi.
La sezione ottocentesca accoglie quattro magnifici dipinti dell’olandese Gaspar van Wittel, considerato uno degli iniziatori del vedutismo moderno, vedute e opere della Scuola di Posillipo, piccole tele di Anton Smink Pitloo, e ancora i dipinti di Edoardo Dalbono, Salvatore Fergola, Edoardo Franceschini, Giacinto Gigante, Francesco Mancini, Vincenzo Migliaro, Domenico Morelli, Nicola Palizzi, Federico Rossano, Gabriele Smargiassi, Gioacchino Toma, che permettono di seguire l’eccezionale vicenda di un genere che ha reso la Scuola Napoletana l’avanguardia dell’Europa.
Ottocentesche anche le rappresentazioni della città: interni degli edifici monumentali, strade e scene di vita quotidiana ritratte negli spazi della socialità, come l’ippodromo, la villa comunale e il mercato.
Chiudono il percorso espositivo i lavori di Vincenzo Gemito, portando il pubblico nella dimensione delle sue terrecotte, dei suoi bronzi e dei suoi disegni che, dagli anni Settanta dell’Ottocento agli anni Venti del secolo successivo, documentano la sua straordinaria parabola artistica: un percorso intrecciato con il dramma personale di un’esistenza minata da profondi squilibri psichici.
Palazzo Zevallos Stigliano recupera così una funzione che ebbe a lungo nel passato, quale scrigno di una preziosa, rinomata collezione d’arte. Di essa scrisse nel 1692 il canonico Carlo Celano, con parole che sembrano tornare attuali: “una galleria de’ quadri delle belle che sono in Napoli, e veramente vi si vedeano bellissime dipinture, et in quantità, de’ famosi maestri così antichi come moderni”.
Aprile 2014