Gaetano Pesce – Drawing Life

Informazioni Evento

Luogo
COD – CENTER FOR OPENNESS AND DIALOGUE
Bulevardi Dëshmorët e Kombit, Tirana, Albania
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
03/06/2026

ore 18.30

Artisti
Gaetano Pesce
Curatori
Maria Cristina Didero, Francesca Molteni
Generi
personale, disegno e grafica

Tirana ospita Gaetano Pesce: Drawing Life, la prima mostra in Albania dedicata a Gaetano Pesce, figura centrale e atipica dell’architettura e del design italiano e internazionale.

Comunicato stampa

Tirana ospita Gaetano Pesce: Drawing Life, la prima mostra in Albania dedicata a Gaetano Pesce, figura centrale e atipica dell’architettura e del design italiano e internazionale. Il progetto è realizzato in collaborazione con Gaetano Pesce Estate e Istituto Italiano di Cultura di Tirana, negli spazi del COD – Centre for Openness and Dialogue, luogo dedicato al confronto pubblico e alla circolazione delle idee.
La mostra propone una lettura del lavoro di Pesce a partire dal disegno, inteso non come fase preliminare ma come pratica autonoma. Nei lavori su carta – affiancati da una selezione di oggetti e maquette architettoniche – il disegno si configura come uno spazio aperto, in cui le forme restano instabili, le intuizioni non vengono risolte e il progetto rimane esposto alla complessità dell’esperienza. È in questa dimensione che emergono con maggiore evidenza le tensioni che attraversano l’intera ricerca di Pesce: tra forma e vita, tra funzione e libertà, tra responsabilità e immaginazione.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni – Life, Humanity e Architecture – che, attraverso un corpus di oltre 40 disegni, riflettono altrettanti nuclei ricorrenti nel suo pensiero. In mostra anche una pelle in resina e una serie di vasi provenienti dall’archivio e dalla collezione editoriale Edizioni del Pesce per Meritalia.
La sezione Life riunisce lavori in cui gli oggetti assumono una dimensione corporea e fragile: lampade che ricordano abiti, arredi che sembrano respirare, forme domestiche che evocano una presenza umana. Il design non si separa mai dalla vita, ma ne conserva la vulnerabilità e la dimensione emotiva.
In Humanity il disegno diventa strumento di confronto con questioni come il potere, la violenza, l’ironia e la cura. Le figure appaiono spesso deformate o incomplete, in una tensione che rifiuta ogni idealizzazione. Il progetto si afferma così come atto etico, inseparabile dalle condizioni storiche e sociali in cui si inserisce. Emblematico in questo senso è il riferimento alla serie Up, in cui una poltrona è collegata a una sfera tramite un cordone, dando forma a una riflessione aperta sul ruolo della donna nella società contemporanea o dello stretto rapporto tra madre e figlio.

La sezione Architecture presenta disegni in cui l’architettura si allontana dall’idea di ordine e stabilità per assumere un carattere organico e mutevole: torri irregolari, piante frammentate, strutture che rifiutano la simmetria. L’architettura diventa così un processo di mediazione tra forze e necessità in continuo cambiamento.
Afferma Maria Cristina Didero:“Quello che mi ha sempre colpito di Pesce è che non ha mai cercato la perfezione – ha cercato la verità. E i disegni lo mostrano meglio di qualsiasi cosa abbia mai prodotto: il pensiero è ancora lì, esposto, irrisolto. Con lui ho capito che il design può essere un atto di cura, di resistenza, politico e persino di umorismo – e che ogni forma porta con sé un significato e una responsabilità. Drawing Life nasce proprio da questo: i suoi oggetti, i suoi disegni, le sue architetture, al netto del valore estetico, sono sempre prese di posizione. Parlano di corpi, di potere, di diversità. E portarli al Centre for Openness and Dialogue di Tirana – un luogo nato attorno all'idea di confronto pubblico – è esattamente il contesto che questo progetto merita.”
Gaetano Pesce: Drawing Life riunisce quindi una serie di lavori che operano come pratica parallela rispetto alla produzione costruita, in cui architettura, design e riflessione politica si intrecciano in modo diretto. I disegni appaiono come proposte, ma anche come prese di posizione e, talvolta, come avvertimenti. Tracciati con urgenza e senza ricerca di finitura, restituiscono un pensiero in movimento, volutamente instabile.
“L’Istituto Italiano di Cultura è molto felice di poter proporre questa mostra e di portare a Tirana una voce così peculiare del panorama del design italiano, capace di vedere nel design uno strumento di espressione e creazione artistica. Oggi più che mai è fondamentale la capacità dell’artista di leggere il presente e impegnarsi nella trasformazione in meglio della società: è in questa prospettiva che l’opera di Gaetano Pesce si rivela profondamente attuale”, ha sostenuto il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tirana Alessandro Ruggera.
La mostra è accompagnata da un video costruito a partire da riprese realizzate durante la lavorazione di SuperDesign. Italian Radical Design 1965-75 (2017), il film di Francesca Molteni e Maria Cristina Didero, cui Pesce ha preso parte, e da contributi d’archivio dell’artista. Attraverso la sua voce emergono alcuni principi chiave del suo lavoro: il valore dell’imperfezione, la necessità di prendere posizione e l’idea che ogni forma porti con sé un significato e una responsabilità.

Gaetano Pesce, da sempre visionario indomito, ha fatto della sua vita una continua messa in discussione di tutto — arte, design, funzione, persino i propri limiti. L’imperfezione, nel suo lavoro, non era semplicemente tollerata: era celebrata. Con il suo eclettismo e la sua irriverenza, Pesce ha consolidato il proprio status di eterno “enfant terrible” del design, un titolo che ha indossato con orgoglio per decenni. Mai soddisfatto della semplice eccellenza, preferiva provocare. I suoi vasi in resina, tanto monumentali quanto indisciplinati, sfumavano i confini tra arte e critica sociale, tutti segnati dall’inconfondibile tocco di un designer convinto che l’imperfezione fosse una forma di perfezione a sé stante. Questo luminare del design italiano, la cui carriera si è estesa per oltre sei decenni, ha ridefinito cosa significhi essere un titano del design — se per titano si intende un instancabile innovatore, dotato di un’immaginazione senza confini e di una curiosità quasi temeraria. Le sue opere, dal suo coinvolgimento iniziale nel movimento del Radical Design fino ai suoi progetti monumentali più recenti, non si sono limitate a fissare lo standard, ma lo hanno trasformato in un obiettivo in continuo movimento per il resto del mondo del design.

Gaetano Pesce Estate è stata fondata a New York nel 2024 per onorare e continuare il lavoro del Maestro del Design, autore di mobili iconici come la sedia Up 5&6, la sedia Feltri e il divano Sunset in New York. L'architetto, artista e designer Gaetano Pesce fonda il suo studio a New York negli anni '80. Lo studio opera in modo indipendente da oltre 40 anni sotto la sua direzione creativa e artistica. Oltre a supportare la produzione di opere d'arte, lo studio è stato responsabile dei progetti di Pesce in tutto il mondo. Nei 40 anni di attività, lo studio ha co-organizzato e curato con successo numerose mostre, completato diversi progetti architettonici e di arte pubblica e collaborato con i migliori marchi, tra cui B&B Italia, Cassina e Bottega Veneta. Dopo la scomparsa di Pesce, lo studio è passato all’Estate, che continuerà a promuovere l’eredità di Pesce operando nei suoi uffici di New York e Shanghai.

Le Curatrici
Maria Cristina Didero è un curatore e autore indipendente, di base a Milano con collaborazioni a livello internazionale. Ha scritto per diverse riviste, tra cui Domus e Vogue, è stata editor-at-large di ICON Design e Milan Editor per Wallpaper*. Didero ha lavorato per oltre un decennio con il Vitra Design Museum, ha curato mostre per istituzioni e fiere internazionali, ha contribuito a numerose pubblicazioni e svolto consulenze per diverse aziende del mondo del design e non solo. Tra i curatori del Supersalone nel 2020, nel 2022 è stata nominata curatore di Design Miami/ per le edizioni di Basilea e Miami Beach, con il tema The Golden Age, ha partecipato a diverse giurie tra cui, nel 2024, Il Compasso D’Oro.
Francesca Molteni si è laureata in Filosofia all’Università di Milano e ha studiato produzione cinematografica alla New York University. Dal 2002 produce e dirige documentari, format televisivi e video, oltre a curare mostre di design. Nel 2009 ha fondato MUSE Factory of Projects a Milano. Nel 2012 ha ricevuto il Premio per l’Innovazione del Presidente della Repubblica Italiana, la menzione d’onore del Compasso d’Oro e il Cathay Pacific Award per le donne imprenditrici. Collabora con La Repubblica, D e Door; è autrice del libro Oggetti d’impresa e membro del Consiglio d’Amministrazione di MuseoCity. Tra i suoi film più recenti: SuperDesign. Italian Radical Design 1965-75, The Power of the Archive. Renzo Piano Building Workshop, Aldo Rossi Design, Green Over Gray. Emilio Ambasz, We The Others, e Il tempo della Montagna.