Gaetano Brundu – Mite rivoluzionario

Cagliari - 08/06/2019 : 29/06/2019

Mostra antologica diffusa.

Informazioni

  • Luogo: (IN)VISIBILE
  • Indirizzo: Via Barcellona 75 - Cagliari - Sardegna
  • Quando: dal 08/06/2019 - al 29/06/2019
  • Vernissage: 08/06/2019 ore 19
  • Autori: Gaetano Brundu
  • Curatori: Efisio Carbone, Simona Campus
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 8 giugno Spazio (In)visibile, giovedì, venerdì, sabato ore 19-21 Spazio e Movimento ore 19, quartiere della Marina, Cagliari 22 giugno Fondazione MACC, Calasetta (SU)
  • Patrocini: Partners : Comune di Calasetta, EXMA Cagliari, Musei Civici di Cagliari, Università degli Studi di Cagliari, Fondazione Enrico Berlinguer, Fondazione Bartoli Felter, Centro Culturale Man Ray, Famiglia Brundu, collezionisti dell’artista.

Comunicato stampa

Sabato 8 Giugno 2019 inaugurano a Cagliari due delle tre mostre dedicate a Gaetano Brundu che, con il suo temperamento mite, la sua insuperabile forza espressiva, la audacia nella ricerca, la passione per la lotta politica, ha contribuito a scrivere pagine memorabili di storia dell’arte. Una voce tra le più interessanti della seconda metà del ‘900 e del secolo attuale


I due eventi cagliaritani sono una straordinaria occasione offerta al pubblico contemporaneo per rivivere due eventi del passato e immergersi nel mondo di Gaetano Brundu, preparandosi alla grande, più esaustiva antologica che inaugurerà il 22 Giugno alla Fondazione MACC di Calasetta.
Il carattere diffuso della mostra è parte di una strategia che mira a creare un flusso costante di pubblico tra il capoluogo e le realtà più periferiche come il Museo MACC, favorendo altresì la creazione ed il mantenimento di una rete del contemporaneo in Sardegna.
Presso la galleria lo Spazio (In)visibile, il ri-allestimento filologico de Il Graffio del Leone ultima esposizione del 2014 prima della scomparsa del maestro, una selezione di opere che hanno come protagonista il taglio: dai celebri e un tempo controversi sacchi esposti nel 1960, sino alle sperimentazioni virtuali su fotografia.
A soli pochi passi di distanza presso Spazio e Movimento, i disegni della prima mostra personale del 1958, le chine che illustrano i Pisan Cantos di Ezra Pound.
Durante l’inaugurazione l’artista Marilena Pitturru, già titolare di Spazio e Movimento, realizzerà un’azione performativa durante la quale ricaverà da un grande tappeto rosso posto allo Spazio (Invisibile) un enorme baffo leonino, segno inconfondibile del Brundu, ritroveremo poi l’opera Calasetta in occasione del vernissage a fine Giugno.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo assegnato dal progetto Culture LAB “Sostegno finanziario alle imprese del settore culturale e creativo per lo sviluppo di progetti culturali innovativi” di Regione Sardegna e alla Fondazione di Sardegna.
La mostra diffusa
Gaetano Brundu mite rivoluzionario indaga l’intera produzione di Brundu insistendo sui momenti salienti del suo percorso sino alle ultime sperimentazioni di computer art, ponendo comunque l’accento sulla sua militanza politica e sociale.
La grande antologica dedicata all’artista è parte integrante di un progetto di ampio respiro che valorizza la collezione permanente del MACC, donata al paese dall’artista Ermanno Leinardi.
Una serie di mostre punta ad approfondire infatti, l’opera dei maestri che ne fanno parte e svela connessioni e legami tra questi e altri artisti a loro affini, a livello locale, nazionale e internazionale. E’continuo e costante perciò il dialogo con la collezione permanente di cui è presente una selezione allestita al primo piano del museo.
La mostra favorisce la diffusione e lo studio circa la ricerca artistica del maestro scomparso nel 2015 attraverso le seguenti tappe espositive su cui si concentrerà la mostra antologica del Museo MACC:

• Costituzione di Studio 58, i Sacchi che sconvolsero Cagliari

• Tra Gruppo d’’Iniziativa e Centro di cultura democratica: l’attivismo politico di Gaetano Brundu e la nascita del Baffo leonino
• Gli anni parigini e il trionfo del colore
• Gli anni ‘70, ‘80 e ‘90 sperimentazioni solitarie
• Il XXI secolo e la computer-art


Il Museo MACC si prefigge di diventare un luogo di recupero della memoria dei maestri Storici, oltre che di informazione e formazione culturale e artistica, nonché spazio creativo e di sperimentazione.
Con le attività di formazione ed educazione si offre al territorio una nuova opportunità di valorizzazione mediante il coinvolgimento delle scuole, dell’Ufficio Scolastico Regionale e delle Direzioni Didattiche locali, attivando dei protocolli d’intesa con le Direzioni Didattiche del territorio e con altri spazi museali, nel rispetto delle esigenze della comunità, dell’ambiente, delle tradizioni e della diversità culturale.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo assegnato dal progetto Culture LAB “Sostegno finanziario alle imprese del settore culturale e creativo per lo sviluppo di progetti culturali innovativi” di Regione Sardegna e alla Fondazione di Sardegna
Biografia Gaetano Brundu
Nato a Cagliari nel 1936, si avvicina da autodidatta al mondo della pittura a fine anni cinquanta, entrando a far parte del collettivo "Studio 58", e dialoga con i docenti di storia dell'arte dell'ateneo cagliaritano Corrado Maltese e Gillo Dorfles. La sua prima personale è del 1959: espone alla Biblioteca Universitaria di Cagliari i suoi "sacchi tagliati" ispirati alle opere di Burri ma con forti influenze dello spazialismo di Lucio Fontana.
Fra il 1965 e il 1967 si trasferisce a Parigi, dove arricchisce la sua produzione pittorica con influenze "pop" esponendo le sue opere al Centre Culturel International, Maison de l’Allemagne e Maison Internationale.
Tornato a Cagliari continua la sua ricerca pittorica approfondendo lo studio e l'interesse per il colore, uniti al "taglio della tela". Elabora il segno del "baffo del leone" che sarà d’ora in avanti il marchio delle sue opere. Realizza inoltre illustrazioni per libri, come quelle della raccolta di racconti Sardonica di Giulio Angioni (Edes 1983) e numerosi murales a Monastir, Selargius e soprattutto a Settimo San Pietro (1979), collaborando con Rosanna Rossi, Tonino Casula e diversi altri. Negli ultimi anni della carriera si apre al mondo del digitale rielaborando immagini e fotografie.