Franco Albini – Sguardi sul mondo

Milano - 11/05/2017 : 07/07/2017

Attraverso una selezione delle più significative fotografie scattate da Franco Albini, la mostra monografica Sguardi sul mondo. Franco Albini fotografo, intende presentare per la prima volta un approfondimento su un aspetto personale dell’architetto analizzato da una prospettiva totalmente inedita.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE FRANCO ALBINI
  • Indirizzo: via Telesio 13 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 11/05/2017 - al 07/07/2017
  • Vernissage: 11/05/2017 ore 18,30
  • Autori: Franco Albini
  • Curatori: Marco Albini, Stefano Setti
  • Generi: documentaria, fotografia, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00 sabato e domenica chiuso a eccezione del 13/14 maggio e 10/11 giugno

Comunicato stampa

Attraverso una selezione delle più significative fotografie scattate da Franco Albini, la mostra monografica Sguardi sul mondo. Franco Albini fotografo, intende presentare per la prima volta un approfondimento su un aspetto personale dell’architetto analizzato da una prospettiva totalmente inedita.
L’archivio fotografico della Fondazione Franco Albini (circa 6.000 fotografie) conserva una sezione interamente dedicata a immagini scattate da Albini e preservate su diversi supporti: stampe di differenti formati, provini, negativi e diapositive

Nonostante buona parte delle fotografie riguardi aspetti biografici, repertori quasi sempre presenti negli archivi come album di famiglia, la selezione delle immagini in mostra non si concentrerà sui ricordi strettamente privati, ma su quelle fotografie che hanno rappresentato un suo preciso modo di indagare la realtà soprattutto in considerazione del suo mestiere di architetto: significative espressioni teoriche se inserite all’interno di una più ampia ricerca che accomunava una larga schiera di architetti “armati” di macchina fotografica.
Albini inizia a usare la camera a partire dalla seconda metà degli anni trenta per poi continuare nel tempo in maniera piuttosto regolare. Soprattutto le sue prime fotografie attestano una chiara adesione a quel rinnovamento del linguaggio fotografico sdoganato da Giuseppe Pagano e percepibile in mostra grazie a specifici confronti fra i due.
Pensata e ideata appositamente per gli spazi della Fondazione Franco Albini, l’esposizione presenterà tre sezioni come approfondimenti tematici su argomenti di ampio respiro: i materiali, le immagini della tradizione e il paesaggio. L’archivio assume così un duplice valore: un luogo emblematico che custodisce, ma allo stesso tempo studia ed espone i materiali facendoli dialogare tra loro. Per questa ragione accanto alle fotografie, saranno presentati documenti utili a contestualizzare e avvalorare il profilo originale di Franco Albini fotografo: dal confronto con Pagano alle tematiche di indagine fotografica e documentaria presentate sulle riviste storiche del tempo. Sempre seguendo questa impostazione volta a instaurare una stretta relazione con la documentazione, alcuni schermi trasmetteranno video inediti 8 mm realizzati da Franco Albini in occasioni lavorative, o più semplicemente turistiche. Saranno presentati tre brevi approfondimenti scelti tra le diverse bobine: un viaggio in Grecia compiuto nel 1955 con la scuola di Architettura dello IUAV di Venezia a cui parteciparono, tra gli altri, Gardella, Helg, Piccinato, Samonà e Tentori; un video sull’allestimento delle Olimpiadi invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956 (progetto firmato congiuntamente Albini Helg Steiner) e un focus su due opere di Le Corbusier descritte dalla cinepresa di Albini: Il Padiglione Philips all’Expo di Bruxelles del 1958 e il cantiere del Campidoglio a Chandigarh nel 1960. Se le immagini fotografiche della tradizione descrivono soprattutto un’Italia rurale con protagonista l’architettura spontanea, i video testimoniano un’evoluzione nella ricerca documentaria che pone la sua indagine visiva non solo entro i territori nazionali, ma sulle più svariate e differenti caratteristiche offerte da esperienze e nuovi sguardi, viaggiando per il mondo.

Tutti i documenti esposti in mostra sono esemplari originali, con l’eccezione di alcune stampe moderne selezionate all’interno di repertori a colore