Francesco D’Agosto / Giorgia Oldano

Torino - 15/01/2013 : 09/02/2013

La galleria Davico propone, per questa mostra di inizio anno, 40 dipinti di Giorgia Oldano e Francesco D'Agosto. Raccontare gli animali coi pennelli sulle tele o sulle tavole è come apporre la propria firma su un foglio. Ognuno di noi ha una "firma" che lo rende unico rispetto agli altri.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA DAVICO
  • Indirizzo: Galleria Subalpina 30 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 15/01/2013 - al 09/02/2013
  • Vernissage: 15/01/2013 ore 18
  • Autori: Giorgia Oldano, Francesco D\’Agosto
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: da martedì a sabato ore 10-12.30 e 15.30-19

Comunicato stampa

La galleria Davico propone, per questa mostra di inizio anno, 40 dipinti di Giorgia Oldano e Francesco D'Agosto. Raccontare gli animali coi pennelli sulle tele o sulle tavole è come apporre la propria firma su un foglio. Ognuno di noi ha una "firma" che lo rende unico rispetto agli altri. E' molto difficile riuscire ad imitare perfettamente una firma...ecco come i due giovani talenti selezionati per questa mostra, entrambi in qualche modo innamorati del mondo animale, hanno voluto descriversi.

Giorgia Oldano

L’unicità degli animali mi spinge a rappresentarli. Dipingerli significa cercare di capirli, conoscerli, amarli


Non vorrei che le mie opere fossero solamente riproduzioni accurate (esiste già la fotografia naturalistica che si dedica a questo) e vorrei che lo spettatore non si limitasse al semplice “vedere”, ma che penetrasse nel cuore della rappresentazione, entrasse in contatto con l'anima degli animali, con l’intimo mistero che li caratterizza.

Francesco D'Agosto

Il continuo alternarsi di città e campagna, costruito e natura, società e solitudine, mi ha portato ad indagare sempre più sul rapporto tra l'essere e il suo ambiente, apparenza e interiorità, ragione e subconscio, che rappresento nelle mie opere attraverso la raffigurazione di animali, perlopiù selvaggi, ritratti in pieno campo, in libero movimento nel proprio ambiente naturale, che sembrano aprire un dialogo con l'osservatore, anche attraverso i loro sguardi magnetici e spesso severi. Soggetto e fruitore rimangono però nelle loro rispettive posizioni: l'uno in piena e primordiale armonia, libero da sovrastrutture; l'altro dominato e spesso sopraffatto dai propri filtri culturali.

Crediamo che entrambi, ciascuno a modo suo, abbiano raggiunto il risultato di conferire ad ogni animale il fascino, il simbolismo e la bellezza che merita.