Francesco Casorati – Carte Scoperte

Milano - 25/10/2018 : 07/12/2018

Galleria Avanguardia Antiquaria di Milano presenta una ricca retrospettiva pittorica di Francesco Casorati (Torino, 1934-2013) - figlio di Felice Casorati e Daphne Maugham, anch’essa pittrice -, dal titolo “Carte Scoperte”, la prima mostra che Milano dedica all’artista dal lontano 2001.

Informazioni

  • Luogo: AVANGUARDIA ANTIQUARIA
  • Indirizzo: Via Luigi Canonica 20 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 25/10/2018 - al 07/12/2018
  • Vernissage: 25/10/2018 ore 18
  • Autori: Francesco Casorati
  • Curatori: Andrea Balzola, Stefano Vitali
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da martedì a venerdì 10h00-19h00, sabato 10h00-13h00 16h00-19h00 Chiusura: domenica e lunedì

Comunicato stampa

CARTE SCOPERTE
Il racconto della pittura di Francesco Casorati

Avanguardia Antiquaria
Milano Antiques Design & Art Gallery
Via Canonica, 20

a cura di Stefano Vitali e Andrea Balzola

Inaugurazione mostra: giovedì 25 ottobre 2018 – h. 18-22
Apertura mostra: dal 26 ottobre al 7 dicembre 2018


Dal 26 ottobre al 7 dicembre 2018 la Galleria Avanguardia Antiquaria di Milano presenta una ricca retrospettiva pittorica di Francesco Casorati (Torino, 1934-2013) - figlio di Felice Casorati e Daphne Maugham, anch’essa pittrice -, dal titolo “Carte Scoperte”, la prima mostra che Milano dedica all’artista dal lontano 2001

Sono esposte oltre 30 opere, di cui una parte inedita, che risalgono in massima parte agli anni Novanta e Duemila, realizzate con tecniche miste: olio su tela, tempera, acquerello, matita e inchiostro su carta.

Come evoca il titolo stesso della mostra, le carte erano molto importanti per Francesco Casorati: le carte per disegnare, le carte nautiche per navigare a vela e le carte da gioco. Lo scopone scientifico con gli amici pittori era un appuntamento rituale settimanale per la famiglia Casorati, inaugurato dal padre Felice e sempre mantenuto da Francesco, abile giocatore.
La barca a vela costituiva una passione condivisa con gli amici, soprattutto sulle coste liguri.
Francesco lavorava sempre molto nel suo studio, con orari fissi e regolari che prima della pensione doveva dividere con quelli dell'insegnamento in Accademia. E lo studio era la sua camera dei sogni, il luogo dove il quotidiano e la memoria si trasfiguravano in visione, spesso notturna, una notte illuminata da falci di luna.

Come scrive Andrea Balzola, autore del testo critico che accompagna la mostra e il suo catalogo: “potrebbe sembrare che la pittura di Francesco Casorati sia una partita a carte scoperte, non una pittura "facile" ma un'arte limpida, sia nella tecnica, sia nella figurazione. Ma solo all'apparenza, anzi, la sua pittura mette in scena il gioco dell'apparenza, il mistero stesso della rappresentazione: gli attori sono figure riconoscibili e ricorrenti come l'uccello, il cavallo, il pesce, la farfalla, lo scarabeo, l'albero, il sole, la luna, l'aereo o la barchetta di carta, il marchingegno, mai riprodotti naturalisticamente, ma trasformati in icone emblematiche”.

Ogni opera è perciò un racconto muto, quasi un rebus, un enigma da decifrare: la composizione pittorica, sapientemente interiorizzata in casa Casorati, è destabilizzata da ordini e ritmi spezzati, simulati, sdoppiati e moltiplicati come in un gioco di specchi.

E il racconto muto assume una struttura e un andamento musicali, diventa partitura ritmica di una musica visiva. Non a caso Francesco aveva collaborato a lungo con il compositore Sergio Liberovici, illustrando oppure creando delle scenografie per il Teatro Libero di Milano.

Se negli anni Novanta prevaleva il suo interesse per l'intreccio tra scrittura e segno grafico che dialogavano con l'elemento pittorico, soprattutto alberi e navi, negli anni Duemila le atmosfere delle sue opere si erano fatte via via più rarefatte e insieme più liriche, con spazi aperti e cromatismi vibranti, contorni più morbidi dei suoi "attori: "piccole città" sospese nel vuoto (2001) o circondate dalle trame della scrittura (2006) e tutta la sua pittura sembrava trovare il suo simbolo finale in navi dirette verso porti (Porto di carta sul mare appeso, 2006), navi che trasportano la pittura stessa in un viaggio senza meta (Quadri in barca, 2008).

Il racconto delle opere in mostra si intreccia ai ricordi di Stefano Vitali, titolare della galleria: “Sono legato al lavoro di Francesco Casorati, e in particolare al quadro La nave che disegna le onde, da quando nel 2001 andai in una galleria milanese che ospitava una personale del maestro. Subito mi colpirono i suoi lavori che mi apparvero come distaccati dalla realtà, guidati da un’abile finzione che dischiuse le porte della mia immaginazione ad una molteplicità di visioni. Decisi allora di acquistare l’opera e con essa nacque il desidero, all’epoca ancora una ‘visione’, di poter un giorno curare ed ospitare una sua mostra nel luogo che amo, la galleria Avanguardia Antiquaria.
Lontano dal senso di contemporaneità, oggi spesso legato all’arte concettuale, ho sempre ricercato negli autori che hanno esposto nella mia galleria una particolare attenzione alla tecnica ed al mestiere, mi ha sempre affascinato come la materia delle idee venisse poi trasformata dall’intelligenza manuale e questo certamente si può dire di Francesco.”

E, come diceva Jung: "com'è complicato essere semplici!". Questa - come conclude Andrea Balzola - era la capacità di Francesco Casorati: vincere il complicato gioco della pittura scoprendone ogni volta le carte.

Avanguardia Antiquaria è uno spazio multifunzionale in cui al laboratorio di conservazione e restauro di mobili antichi, dipinti, ceramiche e doratura si affianca la Galleria in cui sono esposte opere d'arte, di antiquariato, modernariato e design del XX secolo.
“La mia idea – così afferma Stefano Vitali, anima e motore dello spazio - è di fare coabitare, nello stesso ambiente, oggetti nati in luoghi e tempi diversi: dalle consolles settecentesche alle lampade anni Trenta fino a quadri del XIX e XX secolo; è infatti questo un luogo dove ospito periodicamente mostre, personali e collettive, di artisti contemporanei. Il dialogo tra narrazione del passato e ricerca artistica attuale è il file rouge che ha dato vita all'ossimoro Avanguardia Antiquaria.”