Francesco Antonio Caporale – Di solo pane

Catanzaro - 20/11/2016 : 10/01/2017

Mostra personale dell’artista Francesco Antonio Caporale, promossa dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e dalla Fondazione Rocco Guglielmo.

Informazioni

Comunicato stampa

FRANCESCO ANTONIO CAPORALE
DI SOLO PANE
MUSEO MARCA Catanzaro – 20 Novembre 2016 - 10 Gennaio 2017
Inaugurazione Domenica 20 Novembre 2016 Ore 18.00
Gli spazi espositivi del museo MARCA dal 20 Novembre 2016 al 10 Gennaio
2017, ospiteranno la mostra personale dell’artista Francesco Antonio
Caporale, promossa dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e dalla
Fondazione Rocco Guglielmo. L’esposizione, curata da Teodolinda Coltellaro,
è intitolata ”Di solo pane” e proporrà alla visione oltre 30 opere attraverso cui
Caporale sviluppa la tematica del pane, prezioso alimento necessario
all’esistenza dell’uomo

Il progetto espositivo, pensato e realizzato
appositamente per gli spazi museali, offrirà all’analisi un percorso di ricerca
linguistica che, con il valore formale ed estetico delle opere esposte,
racconterà dell’importanza del pane nella storia dell’uomo e dell’artista, della
sua identità materiale e del suo destino spirituale. Così, Teodolinda
Coltellaro, nel suo testo critico spiega la mostra: (…) “Da secoli si ripete che
“non si vive di solo pane”, facendo in ciò riferimento all’imprescindibile
dimensione spirituale del vivere. Di solo pane può vivere il segno narrante
dell’artista Caporale quando, nella forza plastica e nel tessuto pittorico delle
sue opere, declina un percorso di ricerca creativa che trae origine e significato
dal pane.
Le sue opere offrono una raffinata traduzione formale alla dimensione
memoriale del pensiero. In essa il territorio è luogo fertile di rimandi e il pane
diventa origine e destino terminale di una partitura figurale in cui si
inseguono una molteplicità di segni e di sottili correlazioni simboliche.
(…)L’urgenza conoscitiva, che induce a ritornare sulle singole opere,
permette di scoprire un inanellarsi di richiami simbolici, di metafore visive:
gli occhi del pane, il cuore del pane, la casa, l’esistenza stessa costruita sul
pane; l’albero che affonda le proprie radici nel corpo del pane, nella sua
sostanza più densa e feconda; l’albero, ancora, che nasce dal corpo dell’uomo,
l’attraversa assorbendo nutrimento dal pane; l’uomo stesso che nasce dal
pane; gli uomini in gesto di preghiera sospesi sugli alberi che affondano le
radici nel pane; le rane che saltano sul pane sottolineando, nel loro
ininterrotto moto circolare, la ciclicità dell’esistere, l’eterno ritorno
dell’uguale.
Segni e simboli che rimandano al vissuto, ma anche a tutto un mondo di
valori che cresce e si sviluppa nel corpo del pane, nel nome del pane: il pane
perduto, il pane degli angeli, il pane benedetto, il pane dell'amicizia, il pane
dei morti, il pane dei santi e tante altre denominazioni che concorrono a
costruirne nei secoli l’identità. Il pane è il mondo perché il mondo vive grazie
ad esso; è l’uomo stesso a cui dà forza e gambe per esistere. Il pane, dimora di
memoria e alito di vita, nell’opera d’arte è sostanza che nutre lo sguardo
dopo aver nutrito il corpo dell’uomo.
Così, di opera in opera, in un’esplorazione visiva quasi tattile, si amplia la
gamma dei significati riconducibili all’identità del pane; dalla dimensione
puramente esperienziale e memoriale, dalle storie e dalla storia che lo
raccontano si passa a contenuti più universali che travalicano il singolo
individuo, la sua storia, il suo percorso di vita per raccontare di ogni uomo,
di ogni luogo dove il pane nutre i giorni di poveri e affamati, ma nutre anche
gli occhi di chi coltiva sogni di futuro diventando esso cibo per l’anima.
Allora, inseguendo le radici del mondo immaginativo di Caporale e le segrete
alchimie generative di segni e significati, ha un senso parlare di “ascolto” del
pane, poiché non è all’orecchio fisico che si fa riferimento ma alle incognite
distese di ascolto interiore che si aprono in quel misterioso sentire dell’uomo
e da cui l’uomo stesso, nella sua profondità d’ascolto, rinasce. E’ una
dimensione quasi sacrale che va ben oltre la percezione uditiva dell’ascolto; è
un ascolto nuovo che misura il battito della vita che cresce, che lievita, si
espande nel pane e col pane, per cui il pane è più propriamente lievito vitale,
è il pane della vita. Esso è elemento di unione tra terra e cielo, tra materia e
spirito.
(…)“Di solo pane”, in conclusione, diventa un prezioso ossimoro poiché il
sogno creativo dell’artista, nel suo dipanarsi, scopre, con stupito candore, il
vero corpo del pane: quel suo corpo che nutre il proprio corpo e che trova
posto nell’animo; quel pane di cui l’uomo sazio può vivere solo se riempie i
granai dello spirito.
Per l’occasione è stato realizzato un catalogo bilingue (italiano/inglese), edito
da Silvana Editoriale, terzo volume della collana “Quaderni del Marca”,
contenente i testi critici di Teodolinda Coltellaro e Giorgio de Finis ed un
apparato biobibliografico dell’artista.
Francesco Antonio Caporale, nasce nel 1954 a Lamezia Terme, città nella quale vive ed
opera. Dopo il liceo artistico, completa la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti
di Roma. Nei primi anni ottanta, nel solco concettuale della Transavanguardia, nascono le
sue “fantasie neo-barocche”; opere che affondano radici nell’estensione immaginativa del
suo sentire e che, dal gioco multiforme delle superfici, si aprono allo spazio,
incorporandolo con motivi installativi e alchimie visive. Già fin dagli inizi del suo percorso
creativo la sua ricerca è apparsa animata da quella sottesa tensione alla sperimentazione
che rende mobili e sfumati i confini tra gli stessi linguaggi espressivi. Col suo lavoro ne
rivitalizza gli elementi costitutivi operando una loro continua ridisposizione sintattica, una
continua mutazione all’origine di feconde ibridazioni. Così la pittura si appropria di
elementi scultorei e la scultura dialoga con le cromie pittoriche: diventa oggetto, superficie
colorata che si appropria dello spazio, diventa installazione, struttura performativa. I
lavori più recenti raccontano la sua vocazione ambientalista in una preziosa
contaminazione di segno grafico e pittorico che si trasforma, attraverso uno spontaneo
processo metamorfico, in manufatto scultoreo. Nello snodarsi evolutivo del suo percorso
creativo, ha tenuto mostre personali e collettive in varie città italiane e all’estero. Tra le più
recenti si ricordano: 54a Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, palazzo delle
esposizioni, Torino, 2011-12; Artist’s Books/Offline/Online, omaggio a John Cage nel
centenario della nascita, Qal’Art Caltanissetta, 2012, a cura di C. Barba; personale
“Quando l’ora vacilla di luna”, Museo della Memoria, Lamezia Terme,a cura di T.
Coltellaro 2013; Omaggio a Cavellini, Savona, 2014; Ceramica viva ,Via delle ceramiche
d’Italia, Palazzo Patrizio Maierà, Cosenza, 2014; Premio Internazionale Limen Art Palazzo
Gagliardi Vibo Valentia VI edizione, Sezione Maestri di Calabria, a cura di G. Bonomi – G.
Di Genova – E. Le Pera, L. Caccia; Visione Inattesa, Mostra del Patrimonio dell’accademia
di belle Arti di Catanzaro, Complesso Monumentale del San Giovanni Catanzaro, a cura di
F. Brancato,2015; Personale “Sul cuore della luna”,Museo Civico Taverna,Taverna (CZ) a
cura di G. Valentino, 2015; Invisibile, Museo Diocesano Seminario Vescovile”G. Speciale”
Caltanissetta, a cura di F. Spena, 2016. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e
private.