Francesca Dimina – Belonging
Belonging, la prima mostra personale a Milano di Francesca Dimina, giovane artista torinese nata nel 2000.
Comunicato stampa
SITEROOM presenta Belonging, la prima mostra personale a Milano di Francesca Dimina, giovane artista torinese nata nel 2000. In esposizione, dal 22 gennaio al 22 marzo 2026, oltre venti opere che raccontano un modo di guardare il mondo fondato sulla presenza, sull’attenzione e sulla forza percettiva del colore.
Il lavoro di Francesca Dimina nasce prima di tutto da una decisione cromatica. Il colore non accompagna la forma, ma la precede: è un atto immediato, istintivo, che apre uno stato, una condizione emotiva. Come osserva la curatrice Rischa Paterlini, “il colore arriva come una decisione già presa; il disegno segue, come un secondo tempo”. Nei suoi lavori viola, verdi, blu e rossi non cercano armonia, ma attivano lo sguardo, interrompono l’automatismo della visione e restituiscono intensità all’esperienza del quotidiano.
Oggetti, figure e frammenti di vita ordinaria convivono senza gerarchie: una tazza, una sedia, una fragola, un paio di scarpe possiedono la stessa dignità visiva. Non c’è narrazione, non c’è simbolismo, ma una restituzione diretta della presenza delle cose. Come scrive Paterlini, Dimina «non costruisce uno spazio né racconta una scena: apre uno stato». Ogni immagine esiste per ciò che è, sottratta alla funzione e riconsegnata alla percezione.
Il disegno è essenziale, rapido, privo di esitazioni. Le forme emergono con naturalezza, come appoggiate sul foglio o trattenute nel colore in una condizione di equilibrio instabile. Nulla è decorativo, nulla è superfluo. Disegnare non significa accumulare immagini, ma liberarle: lasciare che rimanga solo ciò che insiste, ciò che continua a farsi sentire nella memoria e nello sguardo.
La scelta del pastello ad olio accompagna questo processo diretto e fisico. Il segno registra il tempo della mano, senza possibilità di ripensamento. I fogli, piccoli e immediati, funzionano come appunti visivi, frammenti di attenzione. Paterlini parla di “fogli piccoli e provvisori, come appunti”, sottolineando come questa pratica restituisca peso allo sguardo in un’epoca dominata dallo scorrimento veloce delle immagini.
In Belonging il colore non interpreta il mondo: lo riattiva. In questo senso risuona, in modo lontano ma preciso, il pensiero di Renato Birolli quando affermava che «il colore non è materia, è nucleo emozionale». Anche per Francesca Dimina la cromia non è descrizione, ma necessità: una forza capace di sottrarre le cose alla neutralità funzionale che le rende invisibili.
La mostra parla di appartenenza come esperienza percettiva. Appartenere significa riconoscere valore a ciò che è ordinario, concedere attenzione agli oggetti e ai gesti minimi, accettare che il mondo possa tornare a mostrarsi senza sovrastrutture. Come suggerisce Rischa Paterlini, questi lavori «non chiedono spiegazioni, ma una disponibilità». Guardarli significa rallentare, sospendere il giudizio, lasciarsi attraversare dalle immagini.
Belonging è un invito a sostare, a riconoscere l’essenziale nelle cose semplici, a restituire al quotidiano la sua potenza visiva ed emotiva.
Francesca Dimina
Nata nell’anno 2000 a Torino, Francesca Dimina ama da sempre il disegno e il colore, ma anche il collage e i mixed media; sin dall’adolescenza, su quaderni e fogli dipinge e schizza oggetti, persone e paesaggi, sempre pensando di voler diventare un’artista.
Nonostante gli anni dell’università abbiano segnato una pausa nel suo lavoro, nel 2025 ha ripreso il suo percorso artistico, prima dedicandosi alla pittura, poi con l’utilizzo dei pastelli ad olio. Più facili da trasportare, i pastelli le permettono di disegnare in qualsiasi momento del giorno e nei luoghi più inconsueti: nascono così le sue opere che raccontano storie quotidiane: tavolini di bar e ristoranti, parchi e luoghi aperti, sale d’aspetto, amici e oggetti casuali che attirano la sua attenzione.
Ha una spiccata memoria fotografica e una grande sensibilità per colori e pigmenti; ciò la porta a lavorare moltissimo usando colori accesi e fortemente contrastati.
Nel 2025, ha esposto a The Others e nello spazio torinese HR L@B. Inizia il 2026 esponendo per la prima volta a Milano nello spazio SITEROOM.