Franca Valeri – La vedova Socrate

Fenestrelle - 12/08/2020 : 14/08/2020

Due date in Piemonte con Lella Costa per lo spettacolo firmato da Franca Valeri.

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Comunicato stampa

Lella Costa raccoglie l'invito di Franca Valeri, icona del teatro italiano scomparsa il 9 agosto all’età di 100 anni, ad interpretare La vedova Socrate, il testo da lei scritto ispirato a “La morte di Socrate” di Friedrich Dürrenmatt e interpretato la prima volta nel 2003. Una novità assoluta che arriva in Piemonte, dopo il debutto a Siracusa e una tournée estiva che tocca diverse piazze in Italia



Ospite il 12 agosto alle ore 21 al Forte di Fenestrelle, lo spettacolo rientra nel calendario di Festival Teatro & Letteratura 2020, rassegna di Tangram Teatro con 11 appuntamenti in alta Valle Susa, tra Fenestrelle e Exilles. Il 14 agosto alle ore 20.30 lo spettacolo replica alla Reggia di Venaria, nel Gran Parterre Juvarriano, ospite della rassegna estiva ideata da Piemonte dal Vivo.



Protagonista è Santippe, la moglie di Socrate, che si sfoga raccontando tutto ciò che il marito e suoi amici le hanno fatto passare. Il monologo è ambientato nella bottega di antiquariato di Santippe, la moglie del filosofo, descritta dagli storici come una delle donne più insopportabili dell’antichità.

«Mi incuriosiva l’idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica – raccontava Franca Valeri –. Io ne faccio una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna forte e intelligente che del marito vede anche i tanti difetti».



Santippe può finalmente esprimersi su ciò che è stato il suo matrimonio e su quello che le hanno fatto passare gli amici di Socrate, da Aristofane ad Alcibiade: dei buoni a nulla, tra i quali primeggia Platone. L’allievo prediletto che si è appropriato di tutte le idee di Socrate trascrivendole, seppur fedelmente, nei suoi Dialoghi. Santippe non riesce a darsi pace e così lo riduce a uno sfruttatore di parole altrui e si mette in testa di chiedergli pure i diritti d’autore…

Ne nasce un racconto ironico e acuminato, tanto che Santippe deciderà di scrivere lei stessa un dialogo: ne saranno protagoniste le donne. Non occorre indagare la vera natura del proprio uomo: bisogna accettarlo così com’è, da vivo e da morto; d’altronde, «la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe».



È il passaggio di testimone tra due generazioni di straordinarie donne di spettacolo con un lavoro divertente e graffiante allo stesso tempo.



Informazioni

12 agosto ore 21, Forte di Fenestrelle: www.tangramteatro.it/festival-teatro-e-letteratura-2020

14 agosto ore 20.30, Reggia di Venaria: www.piemontedalvivo.it