Fondante

Torino - 21/06/2017 : 10/11/2017

Fondante è un progetto, supportato dalla galleria Giorgio Galotti, che parte dalla volontà di invitare alcuni artisti a relazionarsi con un’istituzione della città di Torino: il Museo della Frutta, che nel 2017 celebra i 10 anni di apertura nel Palazzo di Via Pietro Giuria 15, nel quartiere popolare di San Salvario

Informazioni

Comunicato stampa

FONDANTE

ADAM CRUCES, ANDERS HOLEN, JALA WAHID, STEPHANIE HIER, RENATA DE BONIS, LUPO BORGONOVO, AUGUSTUS RUTH, SALVO

testi di: Jo-ey Tang, Domenico De Chirico, Germano Dushà, Kuba Pieczarski, Marianna Vecellio, Gianluigi Ricuperati

21.06.2017 - 10.11.2017
Museo della frutta, Torino
supportato dalla galleria Giorgio Galotti


Fondante è un progetto che parte dalla volontà di invitare alcuni artisti a relazionarsi con un’istituzione della città di Torino: il Museo della Frutta, che nel 2017 celebra i 10 anni di apertura nel Palazzo di Via Pietro Giuria 15, nel quartiere popolare di San Salvario


La mostra prevede un intervento espositivo all’interno delle sale storiche del museo, con opere di artisti che conducono una ricerca attinente alle tematiche della natura e della frutta in particolare, poste in relazione con gli ambienti che le ospitano.
Obiettivo è quello di concedere una nuova lettura e riflessione attorno al lavoro realizzato nell’1800 da Francesco Garnier Valletti e la sua sublime tecnica di riproduzione, adattando le opere scelte tra documenti, fotografie, teche e strumenti presenti nel percorso espositivo, senza stravolgere l’allestimento originario.
Il progetto si divide in otto capitoli, uno per ogni artista invitato, che saranno presentati ogni due settimane tra giugno e ottobre. Ogni opera verrà inserita nel Museo con l’intento di comporre la mostra nel tempo e dando modo ai visitatori di scovare passo dopo passo le opere degli artisti partecipanti.
A corollario del progetto espositivo sono presentati testi elaborati da critici, curatori e amici invitati dagli artisti per completare alcuni degli interventi.

Capitolo I - ADAM CRUCES (1985), artista americano, nato in Texas e residente a Zurigo, che lavora con pittura, scultura e installazioni concepite per il luogo. I suoi soggetti e la sua pratica ruotano intorno ai concetti di vita, spazio e tempo mediante la composizione di opere che riportano elementi naturali, umani o che narrano leggende connesse ad essi. Per l’occasione l’artista presenterà una serie di dipinti di dimensioni 40x40 cm, che ritraggono frutti non presenti nella collezione del museo come le banane, le arance e l’anguria, andando a completare parzialmente la ricerca di Garnier Valletti.

Capitolo II - ANDERS HOLEN (1986), artista e scultore norvegese di base a Oslo. La sua pratica ruota intorno alla riproduzione di sculture composte da vari materiali utilizzando spesso la stampa 3D per i suoi modelli, che egli stesso progetta, produce e nel caso delle opere qui presentate, riveste con foglia di rame o argento per impreziosirle al punto da attribuire loro una consistenza preziosa e appesantita. Il soggetto pensato per il Museo della frutta è un cesto di frutta di futura generazione, con l’intento di comporre da una lato un’evoluzione della visione di Garnier Valletti, e dall’altro ponendo l’osservatore nella posizione di osservare un set per natura morta cristallizzato, riconducibile a quelli utilizzati dai pittori del passato per i loro dipinti.

Capitolo III - JALA WAHID (1991), di base a Londra. Il suo processo di ricerca ruota intorno all’insediamento di strutture organiche all’interno di opere realizzate con metodi tradizionali come fotografie, sculture o video che lei stessa compone sintetizzandone la forma. Per l’occasione presenta un video inedito che ritrae due spicchi di mandarino poggiati su un piano cangiante, le cui sembianze ricordano due labbra umane.
La sua intenzione è di offrire in questo caso una connotazione alternativa della frutta come parte sensuale di un corpo accompagnata da una base musicale che fa da corollario a un testo narrato dalla stessa artista.

Capitolo IV - STEPHANIE HIER (1992), artista canadese che lavora sul recupero della tecnica pittorica rinascimentale, elaborando dipinti che richiamano elementi barocchi, composizioni di frutta e nature morte. Ogni sua opera è corredata di un intervento che la colloca nell’età moderna, a volte elaborando cornici personalizzate in ceramica, e altre volte inserendo figure tratte da cartoons o mediante trasferelli utilizzati dai bambini per la simulazione dei tatuaggi. In questa occasione presenta un dipinto che ritrae una composizione di frutta con oggetto principale l’uva, uno dei frutti più ritratti nella storia della pittura e che nella ricerca di Garnier Valletti non rientrava per la difficoltà di assemblare i piccoli acini e il ramo per la composizione di un grappolo perfetto.

Capitolo V - RENATA DE BONIS (1984), artista brasiliana di base a San Paolo. Nel mese di Aprile ha svolto una residenza a Torino dove ha collezionato e prodotto una serie di opere, realizzate con la tecnica cianografica, con cui ha ritratto alcune foglie di alberi da frutto come il fico, il melo, il nocciolo. La sua ricerca ruota intorno a elementi e forze della natura. L’intervento è completato da una piccola scultura di bronzo, calco di una noce scomponibile come una noce vera che entra in relazione con le cianografie in passato utilizzate dai geologi per fotografare nelle loro ricerche all’aperto le specie botaniche esistenti in natura.

Capitolo VI - LUPO BORGONOVO (1985), artista italiano di base a Milano. La sua ricerca è rivolta a elementi organici che memorizza e ritrae attraverso una tecnica scultorea personale, utilizzando resine, gomme e fusioni in bronzo che creano composizioni mutevoli nello spazio. Per l’occasione presenta un’opera composta di diversi calchi in gomma siliconica di frutti sezionati. L’opera vuole entrare in dialogo con la parte di produzione tecnica dei frutti ritratti da Garnier Valletti di cui un esempio è custodito nel museo all’interno di una delle teche. L’opera allestita sul pavimento dall’artista vuole spostare il punto di osservazione dello spettatore verso gli elementi architettonici del museo.

Capitolo VII - AUGUSTUS RUTH (1991) utilizza il suo nome per concederlo in prestito ad autori, artisti e persone che possano utilizzarlo per produrre un’opera che andrà a comporre la carriera di un artista del futuro. Porta avanti una ricerca sull’attualizzazione dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità industriale, e sulla ricerca dei limiti umani e sociali. Nel museo inserisce un canestro di frutta viva all’interno di un vaso di ceramica di Amalfi. L’opera vuole intervenire sulla relazione tra la finzione e realtà, attraverso il rapporto di elementi organici ed elementi artificiali, richiamando alla mente il concetto di vanitas e di deperimento ed esaltando l’immortalità dei soggetti elaborati da Garnier Valletti.

Capitolo VIII - SALVO (1947-2015), artista italiano che ha vissuto e lavorato a Torino. Il piccolo dipinto inserito nella mostra, datato 1988, appartiene a uno dei suoi studi sulla natura morta, come omaggio a Torino, al Museo della frutta, a Garnier Valletti e alle nuove generazioni di artisti che hanno scelto questa città per sviluppare la propria ricerca. L'opera proviene dall'archivio recentemente aperto dalla figlia Norma Mangione.


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