Flavio Tecchio

Milano - 30/09/2014 : 31/10/2014

La mostra racconta la solitudine e il silenzio attraverso una fotografia emozionale e poetica. Queste immagini sono un viaggio intimo nel quale ciascuno di noi, guardando l’altrui condizione, potrebbe riconoscersi poichè spesso l’isolamento è il risultato di un insieme di eventi della vita.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO MANARA 15
  • Indirizzo: Via L. Manara 15 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 30/09/2014 - al 31/10/2014
  • Vernissage: 30/09/2014 ore 18
  • Autori: Flavio Tecchio
  • Curatori: Fabrizio Capsoni
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Lunedi/Venerdi dalle 09:00 alle 19:00 - Sabato su appuntamento Apertura Straordinaria “Giornata del Contemporaneo”: sabato 11 ottobre 2014 h. 10/19
  • Patrocini: Associazione Italia Meravigliosa - Amaci

Comunicato stampa

Curata da Fabrizio Capsoni (fotografo e curatore di Arte Fotografica), ‘’SOLO SILENZIO’’ è la Mostra Fotografica di FLAVIO TECCHIO, che racconta la solitudine e il silenzio attraverso una fotografia emozionale e poetica. Queste immagini sono un viaggio intimo nel quale ciascuno di noi, guardando l’altrui condizione, potrebbe riconoscersi poichè spesso l’isolamento è il risultato di un insieme di eventi della vita



La solitudine può essere presente anche nei luoghi più affollati come in un bar o su un autobus, coinvolge l’essere umano come gli animali, che condividono una sottile linea malinconica quando si ritrovano emarginati, ma è assai frequente negli anziani, depositari di un indelebile desiderio di comunicare il silente passaggio del tempo.

Flavio Tecchio ha realizzato in vari luoghi nel mondo queste fotografie che sono senza dubbio dei veri e propri autoritratti col compito di trasmettere in chi le osserva l’emozione che ha lui per primo avvertito in quel preciso istante di umana fragilità.

Flavio Tecchio nasce a Desio nel 1963 ed è fotografo autodidatta dal 1988 con predilezione per il reportage di viaggio; usa ancora la pellicola ed ama il bianco e nero che stampa in proprio nella sua camera oscura, fatto questo che gli permette di intervenire direttamente e in maniera autoriale sulle proprie stampe.

Ha partecipato a diversi concorsi fotografici e ha esposto il proprio lavoro in diverse sedi in Italia.



TESTO CRITICO:

E' strano come spesso il silenzio venga associato alla solitudine, nonostante questo non sia una condizione necessaria. Ma è davvero nel silenzio che ci riesce più facile creare quella magica dimensione dell'ascolto di noi stessi riuscendo così a liberare tutta la nostra forza interiore.

La solitudine non ha a che fare unicamente con una condizione di tristezza. Spesso, infatti, tale stato non è altro che il risultato di un isolamento volontario, una scelta di staccarsi dal resto del mondo per meditare, riposare o studiare, allenando lo spirito e la mente.

“La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista” (Bernardo Bertolucci)

Il silenzio e la solitudine ci si presentano attraverso svariate sfaccettature. Insieme rappresentano una condizione che alle volte può essere imposta e quindi provocare sofferenza, in questo caso non si tratta di solitudine ma di isolamento.

Molto spesso confondiamo queste due condizioni profondamente diverse.

La vera condizione di solitudine invece ha una sua propria bellezza che scaturisce da un'emozione positiva. Proprio a causa di questo così comune fraintendimento le persone sembrano avere così paura di restare sole con se stesse, ma è proprio in questo modo che l'uomo può davvero imparare a conoscersi.

“Una volta trovata la tua solitudine, puoi creare, coinvolgerti in tutto ciò che desideri, perché tale coinvolgimento non sarà più una fuga da te stesso” (Osho)

Solo dopo aver realmente compreso noi stessi possiamo effettivamente entrare in relazione con gli altri, poiché questo contatto non affonderà più le sue radici nel bisogno causato dalla paura dell'isolamento.

E’ proprio questa la via imboccata da Flavio Tecchio con le sue fotografie, i cui soggetti sembrano rimanere sospesi nel silenzio dell'eternità.

Fabrizio Capsoni