Flavio Romualdo Garofano – Silenzi

Bologna - 14/11/2011 : 21/11/2011

Basta uno scatto e la realtà si ricopre della patina del silenzio per diventare ricordo di ciò che è stato; quel ricordo persiste impalpabile, a volte sbiadito nei nostri pensieri, minacciato dallo scorrere del tempo.

Informazioni

Comunicato stampa

Basta uno scatto e la realtà si ricopre della patina del silenzio per diventare ricordo di ciò che è stato; quel ricordo persiste impalpabile, a volte sbiadito nei nostri pensieri, minacciato dallo scorrere del tempo. La fotografia permette il riaffiorare della memoria e, nel silenzio, ci fa rivivere il rumore di una goccia d’acqua che cade, il suono di una risata. Forse è questo che contribuisce a creare la magia della fotografia, quel confine tra realtà e irrealtà, che da spettatori ci riporta ad essere attori di quell’attimo


Il silenzio che segue lo scatto è reso da Romualdo anche con un gioco di presenza-assenza, in cui una sedia vuota parla della persona che abitualmente la occupa, ma che non c’è. E’ allora il contesto circostante, che si tratti di uno spazio teatrale o di un cortile cittadino, a colmare l’assenza dell’uomo, cosicché siamo noi a immaginare la sua figura, la sua voce.
E quando invece si mostra il volto con le sue espressioni, entriamo in contatto col suo personale silenzio, con l'attimo estatico in cui diventa universale, vittorioso sul tempo.
Si innesca, quindi, una relazione di scambio e di intima immedesimazione, in cui si svela il principio assoluto di uguaglianza.

“[...]
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
[..]
(da I limoni, Eugenio Montale)

Marialessia Ferrara