Fla Bemolle

Cava de' Tirreni - 09/05/2013 : 09/05/2013

La mostra, che apparentemente avrà l’aspetto di un’installazione visivo-sonora, si presenterà con le vesti di una chiara dichiarazione estetico-politica.

Informazioni

  • Luogo: MARTE - CENTRO CULTURALE E MEDIATECA
  • Indirizzo: Corso Umberto I 137 Cava de' Tirreni - Cava de' Tirreni - Campania
  • Quando: dal 09/05/2013 - al 09/05/2013
  • Vernissage: 09/05/2013 ore 21
  • Generi: serata – evento

Comunicato stampa

La mostra, che apparentemente avrà l’aspetto di un’installazione visivo-sonora, si presenterà con le vesti di una chiara dichiarazione estetico-politica. L’obiettivo di semmai factory (gruppo artistico fondato da Elena Averardi, Marina Iodice e Marina Sarracino), di Anne-Katrin Schmid e di Marianna Mendozza è quello di porre un interrogativo che punti alla ridefinizione del concetto di proprietà privata nello spazio pubblico e, contemporaneamente, della sfera privata del pubblico, attraverso l’esposizione di oggetti estetici apparentemente effimeri, fragili, (che potrebbero ricordare pure delle creature malate, di quello stesso tipo di malattia di cui è afflitta la vita sociale odierna, in Occidente)

Tutto questo però si potrà avere solo grazie all’incontro tra opera e pubblico, che dovrà essere quello della città di Napoli: non solo gli interessati all’arte, quindi, ma tutta la gente che vive la città e nella città. Sarà solo a seguito dell’incontro, infatti, tra le persone e l’operazione estetica che questi oggetti, i flabbies, riveleranno la loro intima natura. Perché il vivere insieme come possibilità di costruzione di uno spazio comune e pubblico è qualcosa di estremamente prezioso, unico, ma insieme assolutamente fragile, esposto. E questa mostra vuole condurre esattamente a un’«opera esposta». Solo accettando il rischio di un confronto, solo dall’occasione di un incontro potrà scaturire quel miracolo della creazione di una nuova identità, di una nuova nascita, che è sempre anche una rinascita: culturale, civile, sociale. L’obiettivo sarà quello di far in modo che la gente possa riappropriarsi del senso estetico delle loro esistenze, non avendo il timore della tenerezza, della gentilezza, della bellezza e riconquistando, così, all’arte, intesa nel senso più ampio di creatività, gli spazi comuni della propria città.