Fabrizio Corneli

Pistoia - 13/04/2019 : 31/05/2019

La mostra nel nuovo spazio espositivo della galleria Vannucci arte contemporanea è un’occasione per poter accedere alla ricerca di un artista noto a livello internazionale che svolge una ricerca particolare e inconsueta.

Informazioni

Comunicato stampa

Esiste una dimensione oltre a quelle che l’uomo già conosce; è senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità; è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. È la dimensione dell’immaginazione.

Rod Serling, creatore della serie “Ai confini della realtà”

La mostra nel nuovo spazio espositivo della galleria Vannucci arte contemporanea è un’occasione per poter accedere alla ricerca di un artista noto a livello internazionale che svolge una ricerca particolare e inconsueta

Le sue sculture di luce e ombra sono il frutto di elaborati calcoli geometrici che danno vita ad immagini proiettate su pareti o pavimenti, sia in interno che in esterno. Corneli ha un approccio poetico alla luce come mezzo espressivo che per lui non rappresenta solo un aspetto tecnico.
Approccio ben descritto dall'architetto Olle Anderson, Professor Emeritus, Dr Honoris Causa, Sweden nel testo che accompagna la mostra.
Grazie allo sviluppo tecnico abbiamo migliori possibilità per illuminare gli spazi e gli edifici. Questo è indubbiamente vero in termini di risparmio economico, ma non da un punto di vista artistico, dove sono ancora validi i presupposti/riferimenti di sempre. Sono ancora validi, perché la luce del giorno è la stessa, i nostri occhi sono gli stessi e anche la conoscenza della geometria e dei fenomeni ottici sono gli stessi di sempre.

L’uomo costruisce le case in pietra e in legno e questi materiali possono essere visivamente percepiti attraverso la luce. La luce stessa non può essere percepita a meno che non incontri, rifletta e o sia trasmessa attraverso ambienti, superfici di diverse textures e colore. I materiali rendono la luce visibile e la luce rende i materiali visibili. E’ attraverso questi elementi che percepiamo le infinite forme dei fenomeni luminosi. Un esposimetro non percepisce niente. Ha la sola capacità di misurare la quantità di luce (mai la qualità).
Quando noi architetti, progettisti illuminotecnici e artisti parliamo di luce si dovrebbe intendere come luce percepita/vissuta.

Olle Anderson Architect, Professor emeritus, Dr Honoris Causa, Sweden


Biografia sintetica

Fabrizio Corneli. Firenze 1958. Scultore di luci e ombre. La sua tecnica è l'anamorfosi ed è frutto di un attento studio matematico. Ha esposto fra gli altri: Musée Granet, Aix-en-Provence, Gallerie Artiscope, Bruxelles, Museo Carlo Bilotti, Roma, Archäologisches Museum Frankfurt, Fondation Maeght, Museo Pecci Prato, Espace d’Art Contemporain André Malraux, Colmar, Instituto Italiano di Cultura Tokyo, Travencore House, New Delhi, MACRO, Roma. Galleria Mssohkan, Kobe.

In galleria personale il maggio 2013 e collettive: dicembre 2015 dicembre 2016 e giugno 2017