Fabio Schifino – Evo Visio

Roma - 28/11/2014 : 03/12/2014

Un fotoracconto in bianco e nero dei paesaggi e del patrimonio storico del centro Italia.

Informazioni

  • Luogo: AREA CONTESA
  • Indirizzo: via Margutta 90 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 28/11/2014 - al 03/12/2014
  • Vernissage: 28/11/2014 ore 18
  • Autori: Fabio Schifino
  • Curatori: Teresa Di Gregorio
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Da lunedì a domenica, orario: 10.30 - 13.30; 14.30 - 19.30.

Comunicato stampa

"Antiche pietre,
sentieri dal corso quasi dimenticato,
paesaggi di luna e montagne,
strade liquide che inventano disegni quieti di vapore


L'immagine catturata da Fabio Schifino aiuta chi guarda a rallentare per un attimo il ritmo frenetico del quotidiano, illuminando con fascino l'importanza del ricordare, del custodire con cura l'unicità di siti che appaiono incantati."


EVO Visio: con questo nuovo lavoro Fabio Schifino presenta trenta scatti in bianco e nero, rigorosamente analogici, poetico reportage di scorci di natura e paesi del centro Italia, testimonianza della bellezza di un prezioso patrimonio storico e paesaggistico spesso trascurato o vandalicamente distrutto per assecondare le necessità di “sviluppo” del mondo postmoderno.

Fabio Schifino, fotografo romano nato nel 1968, inizia la sua carriera fotografica nei primi anni 90, specializzandosi nell’ interazione con popoli d'oriente, in seguito si dedica all' esplorazione dei paesaggi di Africa e Oceania, e la parte indonesiana di Komodo. In EVO Visio torna in Italia e cattura l'anima di paesaggi nostrani, fissando in ogni scatto luoghi dove il tempo appare sospeso, piccole roccaforti di una fragile memoria, depositari ultimi di culti e tradizioni, superstiti preziosi in un mondo globalizzato.

“Intrappolare un momento del tempo che fugge, e racchiuderlo in un piccolo fotogramma, è per me un raro dono, che mi permette di proteggere la memoria per le generazioni che verranno. La fotografia è per me la macchina del tempo, che mi dà la grande opportunità di fermarlo, osservarlo, amarlo, e… lasciarlo ancora correre”.