Fabio Peloso – Impermanente

Pietrasanta - 04/07/2015 : 15/08/2015

Nel mondo non vi è nulla di stabile, di duraturo, di permanente. Il cambiamento è insito a ogni esistenza fenomenica. Tutto cambia d’istante in istante, inevitabilmente. Impermanente è il presente, “qui ed ora”. Impermanente è la vita.

Informazioni

Comunicato stampa

Nel mondo non vi è nulla di stabile, di duraturo, di permanente. Il cambiamento è insito a ogni esistenza fenomenica. Tutto cambia d’istante in istante, inevitabilmente. Il mutamento, il divenire è la realtà. Gli oggetti, le esistenze, le parole, sono manifestazioni effimere, bagliori, che durano attimi e poi si dissolvono, per dare vita a nuovi fenomeni.

Impermanente è il presente, “qui ed ora”. Impermanente è la vita.

Concetto fondamentale per il Buddismo Zen, religione a cui Fabio Peloso è legato da molti anni; un’ateismo religioso che astrae dal dato sensibile, dall'immagine come mediazione del sacro



Impermanente è il titolo evocativo della mostra di Fabio Peloso, che la gallerista Susanna Orlando ospiterà nella sua galleria a Pietrasanta questa estate; segue a distanza di 12 anni la mostra "Non due" tenutasi sempre dell'artista negli spazi della galleria, in quel caso a Forte dei Marmi. In questi anni però la ricerca di Peloso, di pari passo con il suo viaggio personale e spirituale, si è trasformata, si è evoluta, e andata oltre. Se nel 2003, protagonista delle sue tele, erano le parole, o meglio il binomio di parole opposte, che unite creano ossimori, adesso la rarefazione di esse, ha portato l'artista ad una progressiva sparizione delle lettere, ad una sottrazione di presenze; la materia gradualmente svanisce e rimane la sostanza insostanziale.

Così come la meditazione richiede tempi lunghi di osservazione anche le opere di Peloso necessitano di attenzione. Trasparenze di plexiglass, evenescenze di colori, evaporazioni di luci, aloni diffusi. Monocromie sottili come velature, impalpabili gialli, eterei rosa, opalescenti verdi, inesauribili azzurri.

L'impermanenza insegna a guardare ciò che è per quello che è; una natura inafferabile. Anche le opere di Peloso sono un flusso constante, un "io" in continuo cambiamento, che trasportano in una dimensione mistica.