Ezio Gribaudo – Per leggere per vedere

Torino - 15/05/2017 : 15/05/2017

Inaugurazione dell’opera originale di Ezio Gribaudo “per leggere; per vedere” (2017 - pietra leccese). Scoprimento alla presenza dell’Autore, all’esterno della Biblioteca Nazionale Universitaria.

Informazioni

Comunicato stampa

Secondo Jorge Luis Borges, la biblioteca ideale è eterna e infinita. È un concetto che si può spiegare scrivendo un racconto oppure, come Ezio Gribaudo, si può staccare dal muro un angolo tridimensionale della sua perfetta biblioteca e collocarla in una delle piazze più evocative di Torino. Il luogo è Piazza Carlo Alberto, davanti alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, luogo deputato di conoscenza e sapere, sede di manoscritti di Antonio Vivaldi e dell’omonimo auditorium


La scultura presenta una pila di tomi enciclopedici in una linea verticale, in pietra leccese bianca, che è per l’artista tra i materiali scultorei tra i più idonei a dare una resa immaginale di uno degli strumenti conoscitivi più alti, ovvero il libro. In una lettera autografa del 23 gennaio 1969, Giorgio de Chirico aveva evidenziato la predilezione di Gribaudo per il bianco, definendolo un “leucofilo” in opposizione a Tintoretto, da considerarsi invece come un “melanofilo” per la sua scelta di usare tinte scure. Il bianco ha infatti rappresentato un intero capitolo nel lavoro dell’artista, soprattutto se pensiamo ai logogrifi, riconosciuti con il premio per la grafica alla XXXIII Biennale di Venezia del 1966.
La collocazione dell'opera a Torino è ideale in quanto nel 1998 si aprono per la prima volta le porte del Salone Internazionale del Libro presso il Lingotto. Questa manifestazione annuale è tra le più importanti nel settore. Da molti anni l'editoria e il libro continuano ad essere le icone della storia culturale di Torino che non è solo legata all'industria automobilistica ma ha una collocazione di assoluto prestigio nell'industria libraria.
La storia culturale del libro e la sua creazione sono particolarmente care a Gribaudo, che ha dedicato la sua vita all’editoria d’arte, e in particolare a una pregiata collezione di volumi rappresentativi delle voci più significative dell’arte moderna e contemporanea. Quasi come il bibliotecario ideale di un’idea umanistica di bellezza, l’artista ha creato un suo personale catalogo per una rosa di editori internazionali tra i quali Abrams, UTET e Fabbri, a partire dalle Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo.
Borges avrebbe commentato che Gribaudo è l’“Uomo del Libro” nell’aver ideato e preservato il libro perfetto, il libro del biancore assoluto che raccoglie il contenuto di tutti i volumi possibili o esistenti. Anche se, secondo Borges, il mondo è illimitato, non lo è il numero dei libri che contiene.
La scultura presenta così un numero misurato di libri. Quello appoggiato al piedistallo genera tutti i successivi, posti in un ordine dall’aspetto apparentemente arbitrario, in realtà volto a indicare i quattro punti cardinali. Se per Borges, la biblioteca ideale era La biblioteca di Babele (1941), e per Umberto Eco in De Bibliotheca (1991), la University of Toronto Library, per Gribaudo il luogo ideale del libro sembra essere la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.
Le biblioteche conservano e promuovono il linguaggio e la cultura in uno spazio di riflessione e sviluppo del pensiero che è tanto virtuale che reale (ogni volume apre un suo spazio che si va ad aggiungere allo spazio già esistente). Allo stesso modo, l’elevazione verticale della scultura evoca simbolicamente l’innalzamento della conoscenza. I libri della scultura di Gribaudo sono destinati a simboleggiare il ruolo fondamentale che la cultura libraria riveste nella vita della città di Torino.

Victoria Surliuga, Ph.D. Associate Professor of Italian Texas Tech University