Exodus

Venezia - 12/05/2017 : 30/11/2017

La Chiesa della Pietà a Venezia, sulla Riva degli Schiavoni, accoglie per la prima volta nella sua storia secolare, una mostra, EXODUS, dedicata al tema attuale e bruciante della migrazione, realizzata dal grande maestro bosniaco Safet ZEC, considerato dalla critica internazionale artista di straordinarie qualità espressive.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA DELLA PIETA'
  • Indirizzo: Sestiere Castello, 3701, 30122 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 12/05/2017 - al 30/11/2017
  • Vernissage: 12/05/2017 ore 12
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

Dal 13 maggio al 30 novembre 2017 la Chiesa della Pietà a Venezia, sulla Riva degli Schiavoni, accoglie per la prima volta nella sua storia secolare, una mostra, EXODUS, dedicata al tema attuale e bruciante della migrazione, realizzata dal grande maestro bosniaco Safet ZEC, considerato dalla critica internazionale artista di straordinarie qualità espressive



L’esposizione, che fin dal titolo richiama la dimensione biblica dell’esodo di migliaia di migranti giunti in Europa, è insolita e straordinaria poiché imperniata su un ciclo organico di figurazioni, creato per questa circostanza dall’artista nel suo studio a San Francesco della Vigna a Venezia (che, eccezionalmente, sarà aperto al pubblico durante il periodo della mostra).

Gli immensi teleri che compongono i due straordinari polittici di 10 metri per 3 danno voce e forma al grido di denuncia contro ogni guerra e contro la tragedia della migrazione, della condizione alienante del rifugiato.

Nei suoi grandi pannelli dipinti con tecnica mista allestiti nello spazio sacro della Chiesa della Pietà, in dialogo con i capolavori di Tiepolo - sottolinea il curatore della mostra Giandomenico Romanelli - Zec ritrova le linee portanti della sua ricerca trentennale, impegno contro ogni guerra e la feroce inutilità della violenza.

Ed è attraverso l’arte che Safet Zec rinnova ed esprime il suo grido di dolore e di denuncia, con intensa e profonda umanità, lasciando parlare i volti e le figure che animano le sue opere.
Una tragedia espressa in abbracci estremi, mani che coprono volti lacerati, lacrime pietrificate, braccia e mani disperate tese fino allo spasimo, per aggrapparsi, per tentare di non soccombere, per chiedere aiuto, misericordia, accoglienza. Per chiedere giustizia, libertà, amore.

Un evento espositivo unico che ancora una volta mette in luce la straordinaria e dirompente forza espressiva ed emotiva dell'opera di Safet Zec.