Exit through the gift shop

Cisterna Di Latina - 30/12/2011 : 30/12/2011

La proiezione del film “Exit through the gift shop”, il primo “street art disaster movie” della storia del cinema, è in connubio con la mostra di Andrea Forlenza (ARK8).

Informazioni

  • Luogo: TEATRO SPAZIOZERONOVE
  • Indirizzo: Via Delle Regioni 10 (04012) - Cisterna Di Latina - Lazio
  • Quando: dal 30/12/2011 - al 30/12/2011
  • Vernissage: 30/12/2011 ore 19
  • Generi: serata – evento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Venerdì 30 dicembre alle ore 19.00 all’interno del nuovissimo Teatro Spaziozeronove di Fabio Ramiccia, situato a Cisterna di Latina, ci sarà la proiezione del film “Exit through the gift shop”, il primo “street art disaster movie” della storia del cinema. L’evento curato da Fabio D’Achille per MAD Rassegna d’arte contemporanea è stato proposto dallo street artist Andrea Forlenza (ARK8), in connubio con la sua mostra allestita nel foyer del teatro a cura di MAD


“Exit through the gift shop”, prodotto in Italia dalla Feltrinelli, è un film documentario del 2010, è stato presentato al Sundance Film Festival del 2010 suscitando grande interesse, ha vinto il premio “Independent Spirit Awards” del 2011 come miglior film documentario ed è stato candidato all'Oscar 2011. E’ diretto e interpretato tra gli altri da Banksy, l’artista che ha rivoluzionato la street art, ed è basato parzialmente sulla sua vita. Banksy è un artista di fama planetaria: un’autentica star, di cui nessuno però conosce il vero nome ed è il più celebre degli street artist. Nei pochi video in cui compare è incappucciato e con la voce contraffatta; è ricercato dalla polizia, adorato dalla stampa, coccolato dallo star system, ma riesce a mantenere l’anonimato.
Banksy è un autentico fenomeno: le sue opere, sovente murales, sono spesso esposte in circuiti “non ufficiali”, ma hanno preso ormai quotazioni considerevoli. Addirittura il valore di alcune case di quartieri periferici di Londra, dove sono sopravvissuti suoi murales, è aumentato moltissimo.
"Exit through the gift shop" è un ironico gioco di specchi tramite il quale il trentacinquenne inglese Banksy traccia un'inedita storia della street art degli ultimi dieci anni e di alcuni dei suoi protagonisti più bizzarri e anticonformisti. Tra gli interpreti principali vi è Thierry Guetta, artista e writer francese, noto anche con lo pseudonimo Mr. Brainwash (MBW), usato nel film.
Guetta è presentato all'interno del film come un cittadino francese videoamatore ex gestore di un negozio di abiti vintage di Los Angeles, trasformatosi nel tempo in uno street artist, influenzato per l'appunto dalla street art che aveva conosciuto grazie a suo cugino (il francese Invader, altro famoso street artist) e documentato tramite i suoi filmati amatoriali nel corso degli anni. Nel film si susseguono delle interviste a personaggi come Space Invader, Shepard Fairey e Banksy stesso.
L'opera di Guetta è fortemente influenzata dagli stili e dalle idee di vari personaggi incontrati durante le sue riprese, inclusi Banksy e Fairey. Come Banksy, Guetta usa immagini famose, modificandole secondo il proprio gusto. A differenza di Banksy, che nel film viene mostrato mentre realizza le sue opere, Guetta afferma che il suo lavoro consiste principalmente nello "scanning and photoshopping" (copiare e modificare), attività portate avanti dai suoi collaboratori. Guetta stesso ammette in “Exit Through The Gift Shop” che la maggior parte del processo di creazione artistica è demandata ai suoi collaboratori, a cui viene solo spiegata l'idea di fondo dell'opera.
Sulla vicenda di Thierry Guetta nasce, per usare le parole del regista, "una pellicola dedicata ad un uomo che ha tentato un'impresa impossibile: fare un film su di me, ma ha fallito", ma dietro l'intento satirico si nasconde un vero e proprio disaster movie sul mondo della pop art di oggi. Attraverso l'obiettivo di Guetta, e grazie all'incredibile quantità di materiale preziosissimo da lui filmato, emergono la personalità di Banksy, la genesi dei suoi murales coraggiosi e spiazzanti e l'affermazione di un'idea militante e originale di democratizzazione dell'arte contemporanea.
Il suo film è un documento sulla street art straordinariamente divertente, sempre in bilico tra realtà e finzione, ma anche una riflessione acuta e irriverente sul mercato dell’arte, del quale vengono mostrate tutte le contraddizioni.