Erin Lawlor – Entre chien et loup

Milano - 13/04/2021 : 30/04/2021

I dipinti di Erin Lawlor sono, almeno in apparenza, completamente astratti, eppure lasciano trapelare l’impressione di un sottosuolo figurativo.

Informazioni

  • Luogo: LUCA TOMMASI
  • Indirizzo: Via Cola Montano, 40 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 13/04/2021 - al 30/04/2021
  • Vernissage: 13/04/2021 no
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì – sabato, ore 15 – 19- su appuntamento

Comunicato stampa

ERIN LAWLOR
ENTRE CHIEN ET LOUP
con testo di Davide Ferri

04 febbraio - 31 marzo 2021. Inaugurazione giovedì 4 febbraio ore 17,00

Luca Tommasi è lieto di annunciare Entre chien et loup, mostra personale di Erin Lawlor che si terrà negli spazi della galleria di via Cola Montano 40 a Milano


I dipinti di Erin Lawlor sono, almeno in apparenza, completamente astratti, eppure lasciano trapelare l’impressione di un sottosuolo figurativo; non rimandi diretti a forme e cose riconducibili al reale, ma richiami, ribaditi dai titoli dei suoi lavori, a qualcosa di organico: correnti d’aria e d’acqua, gorghi, vortici e mulinelli, dati atmosferici, stagioni, che si traducono sulla superficie in movimenti della mano e mappe di forze. La mostra da Luca Tommasi, dal titolo Entre chien et loup – che sembra rinviare a una particolare condizione del vedere, all’indefinitezza, quando le cose tendono a confondersi e contaminarsi –, include un gruppo di nuovi lavori che rimarcano i tratti salienti della poetica dell’artista: la predilezione per il formato verticale, quello cioè del ritratto, che Lawlor sembra prediligere anche per attenuare gli inevitabili richiami al paesaggio, che sarebbero più marcati in dipinti di formato orizzontale; l’inclinazione dell’artista a esplorare tutte le zone del dipinto con la stessa intensità; l’uso di una tavolozza che comprende colori opachi e brumosi, terrosi, e luminose gamme di rossi e blu/azzurri, che possono convivere nella stessa pennellata; l’abbandono a una processualità che si svolge sul piano orizzontale – con una superfice che reca le tracce di movimenti (dell’artista) attorno a tutti i lati del dipinto – in base a scelte veloci, estemporanee, capaci di negoziare con il colore, un colore materia che viene lavorato quando, non ancora asciutto, può agire autonomamente; l’approdo a un’immagine che si articola attraverso una serie di strati successivi che un pennello largo accarezza, graffia, sovrappone e scompiglia, facendo emergere in superficie gli strati sottostanti. Le sue pennellate ampie si dispiegano con un andamento sinuoso, curvilineo e insieme sincopato, sollecitando le possibilità dei colori di mescolarsi o di rilanciarsi reciprocamente per prossemica, e allo stesso tempo di raggiungere il massimo grado di intensità timbrica e luminosa. I movimenti delle pennellate, inoltre, rievocano – pur per frammenti e vaghe suggestioni – valori di volatilità e mutevolezza di certi dipinti settecenteschi: l’impressione di un movimento perpetuo negli affreschi di Tiepolo, con il centro occupato da una progressione di cieli, nuvole e figure aeree e le cose pesanti ai bordi; l’arco descritto dall’altalena di Fragonard nell’omonimo quadro (che sembra una forza visibile all’interno del dipinto), che sospende in un fermo immagine il punto in cui i colori sembrano sul punto di fondersi nel movimento e nella luce.
Erin Lawlor è nata nel 1969 a Epping e vive a Londra. Ha conseguito la laurea in Storia dell'Arte nel 1992 presso l'Università Paris-Sorbonne, Francia. Alla prima mostra da Luca Tommasi, le sue recenti personali includono la Miles McEnery Gallery, New York, Espacio Valverde, Madrid; Galleria Fox / Jensen, Sydney; Fifi Projects, San Pedro; Mark Rothko Center, Daugavpils; Residenza La Brea Studio, Los Angeles; Rod Barton, Bruxelles; Museo Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen, Danimarca; Galerie Klaus Braun, Stoccarda; George Lawson Gallery, San Francisco; Grey Contemporary, Houston, Texas, USA.