Enzo Tempesta – Pièces

Bari - 02/10/2020 : 27/10/2020

In mostra 10 opere ispirate a “La Vita istruzioni per l’uso” di Georges Perec.

Informazioni

  • Luogo: ARTOTECA ALLIANCE
  • Indirizzo: Domus Milella strada de’ Gironda 22 - Bari - Puglia
  • Quando: dal 02/10/2020 - al 27/10/2020
  • Vernissage: 02/10/2020 ore 18
  • Autori: Enzo Tempesta
  • Curatori: Antonella Marino
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da giovedì a sabato ore 18 - 21. Domenica ore 10 - 12

Comunicato stampa

Venerdì 2 ottobre 2020 alle 18, nella nuova sede dell’Artoteca Alliance presso Domus Milella in Strada de’ Gironda 22 a Bari vecchia, s’inaugura la mostra “Pièces. 10 opere ispirate a La vita istruzioni per l’uso di Georges Perec”: progetto inedito che l’artista barese Enzo Tempesta ha dedicato al monumentale iper-romanzo di A Georges Perec La Vita istruzioni per l’uso (Hachette, 1978), esposto qui in anteprima a cura di Antonella Marino.
Molte sono le suggestioni con cui Tempesta si confronta in questa operazione impegnativa

Citazioni e spunti autobiografici s’intrecciano lungo il percorso - formato da dieci lavori che ruotano intorno ad un ipotetico palazzo - in una serie di rimandi, sovrapposizioni visive, giochi di parole, disseminati ad arte. Non si tratta infatti di una semplice fascinazione letteraria. L’omaggio di Tempesta a Perec è un processo di personale appropriazione che nasce da sedimentate affinità legate anche alla temperie concettuale degli anni ’70 (periodo a cui risale la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Bari). Tra gli aspetti che accomunano la sua poetica a La Vita istruzioni per l’uso c’è soprattutto l’esigenza di raccontare la storia delle persone attraverso gli oggetti. In generale nei suoi lavori realizzati con diverse tecniche e materiali, le cose semplici della vita quotidiana funzionano come serbatoio di memorie individuali e collettive, filtro tra memoria privata e memoria storica, innesco di storie in cui tempo e spazio si fondono. Ma, come in Perec, l’urgenza del racconto deve fare i conti con la coscienza dell’irreparabile frammentazione dell’esperienza moderna dello stare al mondo. Non a caso l’artista procede per tracce, segni, frammenti. Le sue opere sono come frasi aperte, tasselli di un mosaico, o meglio pièces di un puzzle non finito. Riflessioni sul proprio essere in relazione agli altri, sul pieno, sul vuoto, sulla parte mancante. Che poi è una metafora del tutto, della vita ma anche della morte.