EnoArte – Gabriele Maschio

Latina - 26/01/2012 : 08/02/2012

Piemonte significa letteralmente ai piedi del monte, a indicare fin dove arrivavano i possedimenti della dinastia sabauda. Ma ai piedi del monte indica anche l’inizio di una salita volta a raggiungere determinati obiettivi: una metafora della vita che Gabriele Maschio esprime iconograficamente con l’obiettivo fotografico, mentre i testi che integrano le sue opere rappresentano un corrispettivo letterario degli stati d’animo suscitati all’artista dai paesaggi, dove l’ascesa verso un traguardo e l’ascesi combaciano simbolicamente con il monte.

Informazioni

Comunicato stampa

Arte ed enologia continuano ad entrare in contatto attraverso la rassegna EnoArte: giovedì 26 gennaio presso l’Hotel Europa la Delegazione AIS Latina (Associazione Italiana Sommelier), curata da Roberto Mannucci con Davide Marrocco, proporrà stand gastronomici e degustazione di vini delle cantine più rappresentative del Piemonte e Fabio D’Achille curerà per MAD Rassegna d’arte contemporanea la personale del foto scrittore di origine piemontese Gabriele Maschio. Durante il vernissage ci sarà la live dee jay set di Massimo de Martino, che selezionerà la musica più nota di autori piemontesi ( come Paolo Conte)


MAD propone nel contesto di EnoArte due piani espositivi due piani espositivi: uno nella hall e uno nella Sala Italia. Le istantanee allestite nella hall saranno visitabili fino all’8 febbraio.
La mostra di Gabriele Maschio consta di due parti distinte. La prima parte s’intitola “Sacra canzone per il monte”, un concerto per testi ed immagini realizzate in Val Sesia, splendida valle situata nelle prealpi piemontesi, ed in particolare nella zona del Sacro Monte di Varallo (VC), luogo incantevole di storia ed intima religiosità nonché Patrimonio dell’Umanità da diversi anni. Questa parte della mostra si compone di stampe in bianco e nero realizzate con tecnica inkjet a pigmento per carbone.
Piemonte significa letteralmente ai piedi del monte, a indicare fin dove arrivavano i possedimenti della dinastia sabauda. Ma ai piedi del monte indica anche l’inizio di una salita volta a raggiungere determinati obiettivi: una metafora della vita che Gabriele Maschio esprime iconograficamente con l’obiettivo fotografico, mentre i testi che integrano le sue opere rappresentano un corrispettivo letterario degli stati d’animo suscitati all’artista dai paesaggi, dove l’ascesa verso un traguardo e l’ascesi combaciano simbolicamente con il monte. Non siamo dunque alla riproduzione fedele di elementi paesistici esterni al mondo dell’artista, né a foto di reportage o di viaggio, ma all’interiorizzazione di paesaggi e all’espressione delle emozioni procurati da essi. D’altra parte la fotografia viene sempre meno considerata mero mezzo di documentazione per essere elevata allo status di arte e in quanto tale è in grado di esprimere sentimenti e passioni. È questo lo spirito con il quale l’artista ha scattato e scritto. Il monte come luogo di ascesi, cammino verso (versus?) la cima, salita.
”Salgo a passo d’uomo che sono/Verso la cima all’incirca del monte (…) Fervento, mi scaldo/Rimasco, rinasco !”/Rima, in cima”. (Gabriele Maschio – Canzone per il monte)

La seconda parte della mostra consta di una serie di immagini tratti da diversi lavori passati dell'artista-fotografo: “Punctum”, “Space Defenser”, “My favourite play”, “Combo image” e “Quartiere Nicolosi”, esposti a cura di MAD da giugno a ottobre 2011 negli uffici della Federlazio di Latina.