Ennio Cervi – L’architettura del segno

Trieste - 18/10/2014 : 05/11/2014

L’artista triestino , nella sua lunga presenza culturale, ha affiancato all’attività professionale di architetto, quella pittorica , attraverso la quale liberare la creatività dai rigori del tecnigrafo, mantenendo una invidiabile libertà dai condizionamenti.

Informazioni

  • Luogo: LUX ART GALLERY
  • Indirizzo: via Rittmeyer 7/D trieste - Trieste - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 18/10/2014 - al 05/11/2014
  • Vernissage: 18/10/2014 ore 18,30
  • Autori: Ennio Cervi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 17-20 Chiuso mercoledì e domenica

Comunicato stampa

Si intitola “L’architettura del segno” la personale che Ennio Cervi ha allestito alla Lux Art Gallery di Trieste e che si inaugura sabato 18 ottobre alle ore 18.30.
L’artista triestino , nella sua lunga presenza culturale, ha affiancato all’attività professionale di architetto, quella pittorica , attraverso la quale liberare la creatività dai rigori del tecnigrafo, mantenendo una invidiabile libertà dai condizionamenti, sviluppando una lunga ricerca che gli ha permesso di inventare un suo linguaggio espressivo, raffinato ed ermetico, che coniuga la volontà di sperimentazione con una lucida coscienza della cultura e della storia

Lo conferma con questa rassegna nella quale – scrive Franco Rosso nella presentazione – “ riassume la sua lunga avventura artistica, iniziata con i disegni a grafite in bianco e nero, proseguita con i fossili, poi con gli ittiogrammi e approdata oggi ad una sorta di architettura dell’orizzonte. Ennio Cervi è un pittore che non usa i pennelli, ma padroneggia disinvoltamente l’arte del disegno. Alle setole ha sempre preferito le spugne e le spatole, strumenti preferiti per la trasposizione istantanea (sulla tela, sulla carta e altri supporti) di momenti e pensieri fluttuanti : poi intaglia, graffia, scava, alla ricerca del bianco di una pietra, del grigio di un muro in cemento, del rosso di un mattone, del blu di un mare o di un cielo. Nei vari cicli pittorici, il minimo comune denominatore, la cifra distintiva, rimane la capacità di coniugare luce e natura, astrazione e memoria, sempre cercando di costruire un rapporto con lo spazio e il tempo attraverso un rigore compositivi esplicitato attraverso la scansione di più piani orizzontali”.
Cervi , che si definisce un autodidatta, dopo il Petrarca si è laureato in architettura a Venezia con Ignazio Gardella e con il padre Aldo – uno dei protagonisti del rinnovamento architettonico di Trieste- ha avuto modo di conoscere e frequentare gli studi di Bergagna, Rossigni, Sbisà, Predonzani, Mascherini, Righi , Perizi e alla fine Schizzi. Dagli anni Sessanta partecipa a mostre personali e di gruppo a livello nazionale ed internazionale: già nel 1998 il Comune di Trieste gli aveva dedicato una importante antologica a Palazzo Costanzi.