Eloi Lokossou

Roma - 08/11/2011 : 28/11/2011

Trattandosi della sua prima personale in Europa dell’artista del Benin, verranno presentati alcuni tra i suoi lavori più impegnativi, e in particolare le opere realizzate nelle due tipologie intorno alle quali si articola il suo lavoro maturo: le Maschere-Casco sormontate da un fitto intreccio di personaggi, animali e oggetti, e le alte e smilze Colonne, giocate sulla simmetria e l’equilibrio verticali.

Informazioni

Comunicato stampa

Mercoldì 9 Novembre alle ore 18 si inaugura alla Galleria Akka una mostra personale di Eloi Lokossou. Verranno esposte 18 opere, alcune di sensibili dimensioni. La mostra è a cura di Guglielmo Lisanti e Enrico Mascelloni e si avvale di un catalogo in cui sono riprodotte tutte le opere esposte e sono pubblicati i saggi dei curatori

Trattandosi della sua prima personale in Europa dell’artista del Benin, verranno presentati alcuni tra i suoi lavori più impegnativi, e in particolare le opere realizzate nelle due tipologie intorno alle quali si articola il suo lavoro maturo: le Maschere-Casco sormontate da un fitto intreccio di personaggi, animali e oggetti, e le alte e smilze Colonne, giocate sulla simmetria e l’equilibrio verticali.
Lokossou è nato in Benin, a Covè, nel 1958. E' ritenuto il più originale innovatore della tradizione scultorea yoruba, in particolare di quella legata alle maschere gèlèdè : “La maschera era un oggetto polimaterico in movimento: un costume ed una scultura lignea: un oggetto che danzava animato da un agente invisibile. Le collezioni, soprattutto quelle private, ne conservano, spesso, solo una parte, quella scolpita nel legno. Che è un viso prognato dalla bocca serrata, con le labbra ben rimarcate, il naso dalle narici larghe, gli occhi globulari e forati al centro, le palpebre orlate, le arcate sopracciliari ben delineate, e con scarificazioni sulle guance e sulla fronte. Questi tratti caratterizzano lo stile della scultura yoruba e si ritrovano sia nelle figure a tutto tondo che nei bassorilievi”. Ma Lokossou ha colto la crisi irreversibile della cultura geledé, delle sue forme e dei suoi contenuti. “A partire da una data imprecisata come tutte le date legate a una tradizione complessa e diffusa, e comunque plausibilmente assegnabile agli anni ’70, la parte sovrastante delle maschere casco tende a conquistare spazio e significato. In Lokossou diventa una scena teatrale in cui si dispongono i motivi tradizionali e altri orpelli da assegnare al supermarket della modernità intesa come tecnologia+movimento (appunto aerei, motociclette e autovetture, senza dimenticare le biciclette). Di tale contaminazione egli è l’interprete più radicale. Ma non solo amplia il parco-oggetti della scultura Geledé, bensì amplifica anche la loro interconnessione, sino a formare dei grovigli articolatissimi in cui uomini, animali e cose che ci dicono quanto vario e multiforme sia ciò che popola il mondo”.




Eloi Lokossou

Nasce nel 1958 , vive e lavora a Cové (Benin).

Mostre personali:

2011 Galleria Akka, Roma (Italia)
2003 Centre Culturel Francais, Cotonou (Benin)

Principali mostre collettive:

2011 Arte Africana - Centro Hélio Oiticica - San Paolo (Brasile)
2011 Biennale di Malindi, Malindi (Kenya), a cura di Achille Bonito Oliva
2009 Biennale di Malindi, Mombasa-Nairobi-Malindi (Kenya), a cura di Enrico Mascelloni
2009 A-friche – Palermo (Italia)
2007 Africa-Today – Roma (Italia)
2007 Africa Africa – Studio Brescia, Brescia (Italia), a cura di Sarenco
2006 Hic Sunt Leones – Castel dell’Ovo, Napoli (Italia), a cura di Enrico Mascelloni, Franco Riccardo, Sarenco
2006 Arte Africana Contemporanea- Nerart, Fint Bank Zurich, Lugano (Svizzera), a cura di Fabrizio Sommaruga
2005 ARCO 05- Madrid (Spagna)
2004 Echanges & Synergie - Bruxelles (Belgio)
2003 Premio Suzzara – Suzzara (Italia), a cura di Martina Corgnati e Enrico Mascelloni
1999 Exerzierhaus im klenzepaik, Ingolstadt, (Germania)

Bibliografia:

Josette Rivallain, Felix A. Iroko, Yoruba: Masques et Rituels Africaine, ed. Hazan, 2000 Paris

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