Elio Varuna – L’insostenibile leggerezza dell’etere

Roma - 06/05/2017 : 10/06/2017

La nuova mostra personale di Elio Varuna presenta oltre venti nuove opere, tra dipinti e lavori su legno di carattere più oggettuale, e un video.

Informazioni

Comunicato stampa

La nuova mostra personale di Elio Varuna presenta oltre venti nuove opere, tra dipinti e lavori su legno di carattere più oggettuale, e un video. Undici anni dopo l’ideazione del suo personaggio, il Tuty, tale elemento della sua modalità compositiva, centrale anche come opzione concettuale extrapittorica, è modificato – vista la sua ricorsività e animazione si è evoluto – in un oggetto, nella forma di un palloncino. Rimando molteplice, all’animazione autoreferenziale praticata da “Elio” Varuna, quanto, in questa mostra, alla sostanza cosmica e a quella analgesica

La forma nuova dell’icona-firma-personaggio di estrazione pop surrealista e superflat, riferisce di una semplificazione e personificazione della natura degli oggetti mondani tramite un oggetto popolare e, peraltro, d’uso comune nell’immaginario neo-pop, come feticcio dell’innocenza. Se la semplicità di questo soggetto – e la facilità della sua animazione – rischiava di ridurre il personaggio a un “palloncino disegnato”, e di perderlo, tale rischio è invece una potenzialità del personaggio Tuty, che così ridotto, ricomprende il significato di innocenza del palloncino nella mutilazione di sé stesso (della sua precedente forma tentacolare, come della sua identità liberamente potenziale). Tutto sommato c’è in questo cambiamento che avviene dopo dieci anni forse anche un desiderio di ridefinizione e distacco rispetto alla proliferazione contaminata dei precedenti soggetti di Varuna. Ridefinizione nelle prerogative di una estetica cute, di mutilazione dell’espressione, di riduzione delle possibilità espressive dei raffigurati – peraltro tale svolta ha preso consistenza anche disegnando dei Tuty su una massa di palloncini d’effetto embrionale di un artista rumeno nella mostra European Cuteness Art del 2016 a Bucarest. Gli sfondi e i materiali dei quadri e dei quadri-oggetto sono l’altra novità, anch’essa collegata al tema dell’etere. Spray, acrilici e inchiostri su tela o su legno con un trattamento all’acqua ragia per ramificare il colore sgocciolato con effetti di dissolvenza, mirano a un amalgama luminosa e “intessuta”. Tra il personaggio e lo sfondo, si ha un rapporto vagamente narrativo, a volte, come di ambientazione del “palloncino” in uno spazio sidereo o subacqueo. Ma perlopiù il rapporto, tra questa figura definita ma ambivalente e queste superfici astratte e frastagliate, è mediato da inserti poligonali “flat” che condividono con esse una indefinibilità colorata e avveniristica, indefinibilità che corre anche tra la tela e la tela-oggetto. Il video è stato realizzato in collaborazione con Lucio Fabale, soundtrack di Gerardo Greco.

Giancarlo Carpi