Elio Ciol – Gli adoratori della croce

Lugano - 03/03/2015 : 10/05/2015

La mostra racconta l'affascinante cultura degli Armeni attraverso le croci che essi hanno scolpito nella pietra per secoli, in un'ossessione del dettaglio e della ripetizione che mira all'eternità, e che le foto di Ciol restituiscono a meraviglia.

Informazioni

  • Luogo: MUSEC - MUSEO DELLE CULTURE
  • Indirizzo: Riva Antonio Caccia 5, 6900 - Lugano - Ticino
  • Quando: dal 03/03/2015 - al 10/05/2015
  • Vernissage: 03/03/2015 ore 18,30
  • Autori: Elio Ciol
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Il Museo è aperto tutti i giorni dell'anno a eccezione dei Lunedì e di due festività natalizie. Durante il periodo natalizio il museo ha orari di apertura particolari: 31 dicembre 2014 10.00 - 16.00 1 gennaio 2015 14.00 - 18.00 Giorni di chiusura annuali 24 e 25 dicembre 2014
  • Biglietti: Tariffa intera Chf 12.- Tariffa ridotta Chf 8.- (AVS, AI, Lugano card, Tessera Agip Plus, Tessera di soggiorno, Touring Club Italiano, giovani 17-25 anni)

Comunicato stampa

L'esposizione, che sarà allestita al secondo piano dell'Heleneum, presenta oltre 76 raffinate fotografie in bianco e nero realizzate da Elio Ciol che da sessant'anni indaga con passione paesaggi e architetture. La mostra racconta l'affascinante cultura degli Armeni attraverso le croci che essi hanno scolpito nella pietra per secoli, in un'ossessione del dettaglio e della ripetizione che mira all'eternità, e che le foto di Ciol restituiscono a meraviglia.

Indiscusso maestro della fotografia italiana, Elio Ciol ha compiuto nell'autunno del 2005 un viaggio per molti versi raro


Un intenso, meditato, viaggio spirituale attraverso i segni di un paesaggio e di una civiltà architettonica, quella tradizionale armena, che hanno trovato un legame profondo con la sua cultura visiva e con la sua esperienza umana.
Gli Adoratori della Croce sono i testimoni dispari e invisibili della storia millenaria di una comunità che, isolata tra Oriente e Occidente, ha radicato la propria identità nel Cristianesimo, nella pietra grigia scolpita, più che dalle mani degli scalpellini, dall'inesausta ricerca di una religiosità collettiva capace di ricondurre a un'unitarietà le aspettative spesso disattese della Storia.
Un ritratto lirico, giocato nell'esaltazione del contrasto fra luce e ombra, a raggiungere una pienezza espressiva che sintetizza nell’«assenza» dell'umano l'amore per il Creato e la forza della Fede.