Educare al patrimonio culturale
AIEM – Associazione Italiana Educatori Museali e la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo promuovono due giornate di formazione e confronto dedicate al tema dell’Educazione al Patrimonio.
Comunicato stampa
EDUCARE AL PATRIMONIO CULTURALE:
PEDAGOGIA CRITICA E
APPRENDIMENTI TRASFORMATIVI
GIORNATE DI FORMAZIONE
BERGAMO
9-10 OTTOBRE 2026
AIEM - Associazione Italiana Educatori Museali e la GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo promuovono due giornate di formazione e confronto dedicate al tema dell’Educazione al Patrimonio, in programma venerdì 9 e sabato 10 ottobre.
Il progetto nasce dal dialogo tra il Coordinamento regionale Lombardia di AIEM, guidato da Lucia Cecio ed Eva Susner, e il Dipartimento Educativo della GAMeC, diretto da Sara Tonelli con Rachele Bellini.
Inserita nell’offerta annuale di formazione in presenza promossa da AIEM per i professionisti dell’educazione al patrimonio, l’iniziativa trova un naturale punto di convergenza nel programma del museo Pedagogia della Speranza, che pone l’educazione al centro dell’azione culturale offrendo un’occasione di confronto sul suo ruolo di pratica emancipativa, spazio relazionale e strumento di trasformazione sociale.
I lavori si apriranno nella mattinata di venerdì 9 ottobre alla GAMeC, con una serie di approfondimenti a cura di educatrici al patrimonio, pedagogiste e ricercatrici che rifletteranno sul legame tra arte, ricerca e partecipazione civica, e sulle nuove competenze necessarie oggi a chi lavora nell’educazione museale, volti a tracciare la cornice teorica di riferimento per le successive attività laboratoriali.
Il ciclo di interventi vedrà la partecipazione di professioniste del panorama accademico e della ricerca: ad aprire il dibattito sarà Giulia Crisci, curatrice, tra le fondatrici dell’unità di ricerca PerLA/Performance Epistemologies Lab presso l’Università Iuav di Venezia. Il suo contributo, Imparare da ciò che è stato escluso. Performance, pedagogia e saperi minoritari, affronterà la necessità di riconsiderare i saperi estromessi dal discorso egemonico, indagando il legame tra performance e pedagogie radicali in dialogo con il pensiero femminista, decoloniale ed ecologico. Seguirà l’intervento Embodied Encounters, Prosthetic Pedagogies and Transformative Acts of Agency dell’artista e docente dell’University College London Kimberley Foster, focalizzato su come gli “oggetti d’arte pedagogici” possano generare nuove forme di esperienza incarnata nei musei.
La mattinata proseguirà con la relazione di Francesca Antonacci, professoressa ordinaria e docente di Pedagogia del gioco e Pedagogia dei linguaggi artistici all’Università di Milano-Bicocca. L’intervento Quando il futuro genera un nuovo presente. Linguaggi artistici e pedagogia della speranza approfondirà la speranza come funzione dell’immaginazione e i linguaggi artistici come strumenti capaci di restituire al patrimonio culturale una dimensione viva, relazionale e partecipativa. Chiuderà la sessione plenaria Sara Gemma, dottoranda in Teaching & Learning Sciences presso le Università di Macerata e Parthenope di Napoli e presidente dell’APS MIQ-Movimentiamo il Quartiere. Il suo contributo, La pedagogia itinerante come dispositivo di mediazione di comunità e attivazione del patrimonio immateriale, rifletterà sul potenziale dell’happening artistico come catalizzatore di comunità e risorsa per sconfinare dal centro alle periferie.
Il pomeriggio di venerdì 9 e la mattinata di sabato 10 ottobre saranno dedicati a workshop tematici, progettati dalle relatrici in dialogo con le educatrici al patrimonio di AIEM – Lucia Cecio, Sara Maccioni, Ellie Ivanova, Eva Susner – e realizzati con il supporto degli educatori museali della GAMeC.
I workshop costituiscono uno spazio di sperimentazione e co-costruzione nel quale gli stimoli emersi dagli incontri in plenaria vengono messi in relazione con le competenze e le pratiche professionali dell’educazione al patrimonio, attraverso attività e dispositivi educativi progettati per l’occasione. I partecipanti avranno l’opportunità di approfondire i temi emersi durante gli incontri in plenaria attraverso la pratica dialogica e una sperimentazione condivisa nelle sale del museo.
Il confronto tra ricerca e pratica professionale rappresenta così uno degli elementi distintivi delle giornate: i contenuti e le prospettive proposti dalle relatrici vengono messi alla prova, rielaborati e tradotti in esperienza attraverso un processo di costruzione condivisa di competenze.
A conclusione delle giornate, nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, i partecipanti potranno visitare l’installazione Tabula Plena realizzata da Fosbury Architecture e Claire Fontaine al Palazzo della Ragione di Bergamo per il programma Pedagogia della Speranza: una piattaforma abitabile pensata per favorire la partecipazione attiva, l’ascolto e il confronto e sperimentare gratuitamente i laboratori permanenti co-progettati dal Dipartimento Educativo della GAMeC con Adelita Husni Bey, Numero Cromatico e l’Ufficio Resurrezione Parole Smarrite di Sabrina D’Alessandro.