E’ passato un secolo

Monza - 24/11/2012 : 22/12/2012

La galleria chiude il 2012 con un progetto espositivo inconsueto, attraverso il quale alcune opere selezionate di importanti autori del XX° secolo vengono messe a confronto diretto con altrettante opere del XIX°, per instaurare un dialogo visivo inedito e ricco di spunti di riflessione. Il paesaggio, la figura umana e la natura morta sono temi che hanno attraversato imperituri centinaia di anni di storia della pittura, subendo spesso però vere e proprie rivoluzioni della rappresentazione.

Informazioni

  • Luogo: LEO GALLERIES
  • Indirizzo: Via De Gradi 10 - Monza - Lombardia
  • Quando: dal 24/11/2012 - al 22/12/2012
  • Vernissage: 24/11/2012 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: da MARTEDI a SABATO H 10-13 / 14-19

Comunicato stampa

LEOGALLERIES chiude il 2012 con un progetto espositivo inconsueto, attraverso il quale alcune opere selezionate di importanti autori del XX° secolo vengono messe a confronto diretto con altrettante opere del XIX°, per instaurare un dialogo visivo inedito e ricco di spunti di riflessione. Il paesaggio, la figura umana e la natura morta sono temi che hanno attraversato imperituri centinaia di anni di storia della pittura, subendo spesso però vere e proprie rivoluzioni della rappresentazione


Nel corso dei secoli, ma anche limitatamente all’avvicendarsi dei decenni, gli artisti - dai più liberi e ‘fuori corrente’, agli affiliati a movimenti o manifesti - sono giunti a risultati visivi molto diversi, sia in fatto di tecniche e materiali, sia in termini di stile e linguaggio espressivo. E’ interessante notare come opere da considerarsi anche agli antipodi le une rispetto alle altre, da quelle tradizionalmente figurative ad altre invece sintetiche e criptiche, siano spesso traduzione degli stessi stimoli visivi, di ispirazioni naturalistiche o emotive rintracciabili in epoche, generazioni e luoghi geografici lontani e vari. I visitatori della mostra nelle sale di LEOGALLERIES potranno misurare la distanza tra una scena di lavoro nei campi di scuola fiamminga - uno scorcio di Jozef Gindra datato 1890 - e lo Zappatore di Fortunato Depero datato 1914. Oppure apprezzare le insospettabili somiglianze tra un poetico scorcio boschivo del belga Adolphe Hamesse (1897) e un esempio di puro astrattismo geometrico di Mario Tozzi (1963). O ancora, soppesare un monumentale nudo su carta intelata di Sironi del 1922, che viene proposto al pubblico accanto a una matita futurista di Tullio Crali (Volto di donna, 1933), entrambi fatti dialogare con uno ieratico ritratto a olio di dama francese del 1868. E ogni osservatore del XXI° secolo potrà decretare la sua marina preferita, scegliendo tra il lampo blu su tela argentata di Arturo Vermi (1965) e una placida veduta di barche a vela all’orizzonte di una tavola di fine Ottocento.