Dual Density / Genesi di Infinito / Temporary Show III

Monchiero - 27/10/2013 : 13/04/2014

Lo “Scrigno dell’Arte” a Monchiero Alto (CN) rinnova la sua proposta artistico culturale con opere di artisti nazionali e stranieri di caratura internazionale.

Informazioni

Comunicato stampa

Scrigno dell’Arte è un polo artistico di respiro internazionale diretto da Patrizia Bottallo con un ricco programma di mostre d’arte contemporanea, artist in residence, progetti educativi di avvicinamento all’arte per scuole e famiglie e con una proposta d’arte moderna grazie alla collezione permanente di Eso Peluzzi. Un modo nuovo ed autentico di godere l’arte tutto l’anno, tutti i giorni, gratuitamente, senza filtri e barriere, direttamente a contatto con le opere e gli artisti.

Scrigno dell'Arte è un progetto pluriennale promosso da Marachella Gruppo S.p.A. finalizzato a fondere in maniera originale e dinamica ricettività ed arte

Il monastero settecentesco che lo ospita è infatti anche sede dell'Antico Borgo Monchiero Art Living Hotel, raffinato quattro stelle alle porte delle Langhe.



Le proposte:



· DUAL DENSITY / Duplice Densità

L’americana Hannah Dougherty e l’inglese Neil Raitt hanno terminato la seconda edizione della residenza d’artista di Scrigno dell’Arte (AiR 2013) che si è tenuta quest’anno da luglio a metà settembre. Epilogo della loro esperienza italiana è la mostra “Dual Density” che mette a confronto il loro operato, molto diversi per approccio e tecnica hanno saputo trovare molti punti di contatto, frutto dell’esperienza condivisa che li ha visti lavorare e vivere insieme nella splendida cornice settecentesca dell’antico monastero dei Padri di San Colombano, sede dell’Art living Hotel Antico Borgo Monchiero.



Hannah Dougherty è un’artista e scenografa americana che vive ormai da anni a Berlino. Ha studiato al Maryland Istitute College of Art di Baltimora (USA) e ha conseguito il master al Royal College of Art di Londra. La sua ricerca è molto apprezzata in Europa e America; numerose sono le mostre in gallerie private, musei e teatri. Durante la residenza ha sviluppato un cospicuo lavoro utilizzando la tecnica del collage, che spesso integra con porzioni di disegni a graffite o con campiture pittoriche di sovrapposizioni geometriche. Una costante nella ricerca della Dougherty è la dimensione immaginaria fatta di oggetti, carte, libri, foto, stampe, la cui importanza si trova nel loro valore simbolico piuttosto che in quello materiale e strumentale. Una fonte di ispirazione è stata la visita al mercato nell’antiquariato di libri antichi di Cherasco, un elegante paese delle Langhe vicino alla residenza. L’artista dichiara di aver trovato “dei veri e propri tesori”, fotografie antiche, incisioni, cartoline, libri per bambini… “E’ raro trovare così tanti singolari frammenti di nostalgia, un così ricco archivio di immagini piene di storia e oggetti di design eccezionale”. Hannah, giunta al settimo mese di gravidanza al termine della residenza, ha rappresentato nelle sue opere ambienti visionari pieni di luce in cui i soggetti ritratti e i colori trasmettono un senso di positività frutto dell’influsso positivo della maternità imminente.

Tra i soggetti ritratti troviamo spesso degli elementi naturali dal forte significato simbolico: animali come il cervo, il delfino, il maiale, il cavallo, la tigre; vegetali come il quadrifoglio o minerali come i cristalli cui spesso affianca i suoi brillanti arcobaleni. Fantasie personali fatte di illustrazioni, libri anni Cinquanta, immagini pubblicitarie, fumetti. Torna inoltre come simbolo distintivo la forma del triangolo, trattato come una griglia compositiva, scacchiere di varie misure che sovrappone ai suoi collage dipingendo triangoli con colori brillanti o fluorescenti su ritagli di fotografie, di fumetti e di libri illustrati per l’infanzia. L’utilizzo di oggetti e simboli della cultura di massa che trasforma in icone è un modo per esprimere la propria contemporaneità costruendo una distintiva stratificazione di segni che caratterizza e accompagna l’evoluzione del suo percorso creativo.



Neil Raitt è un giovane pittore inglese che ha studiato al Norwich University College of the Arts ed ha appena conseguito il master presso il Royal College of Art di Londra.

Durante la residenza Neil si è dimostrato molto incline alla sperimentazione, realizzando opere che apparentemente non sembrano frutto dello stesso autore. La serie più astratta che ha dipinto è “Alpine” un’evoluzione della ricerca già esposta in Inghilterra, basata sull’immagine di un soggetto ripetuto come la vetta di una montagna o l’albero. Ogni montagna è dipinta utilizzando la tecnica spiegata dal pittore Bob Ross molto conosciuto negli anni Ottanta e Novanta per il suo show televisivo “The Joy of Painting”.

L’immagine iperrealista della montagna da icona apparentemente inconfondibile si trasforma in segno ripetuto, un grafismo che perde la sua simbologia e crea nel fruitore una sorta di inganno visivo. Questa illusione ottica è espressione di una tensione tra figurazione e astrazione poiché il soggetto è stato trasformato in una composizione astratta, ma se l’osservatore si sofferma con lo sguardo riappare per poi scomparire nuovamente quando la vista viene di nuovo ingannata dall’insieme.

L’affinità tra i due artisti non è espressa soltanto da tecniche analoghe ma anche a livello concettuale, infatti in entrambi i casi emerge l’utilizzo di questa forma triangolare trattata come una texture, nel caso di Neil Raitt a cavallo tra figurazione e astrazione nel caso di Hannah Dougherty a cavallo tra astrazione e grafica, ma in entrambi i casi con una forte familiarità di metodo compositivo.



Durante la loro permanenza nella residenza l’atelier è rimasto sempre aperto al pubblico per permettere un contatto diretto con gli artisti e un ulteriore stimolo di confronto per loro.

Hannah Dougherty e Nail Raitt sono stati selezionati in collaborazione con il Royal College of Art di Londra. Il progetto rientra nell’ambito delle iniziative di Scrigno dell’Arte per la promozione e la divulgazione dell’arte contemporanea; con il progetto Artist in Residence (AiR) si incentivano i talenti emergenti e lo scambio culturale internazionale.



· “GENESI DI INFINITO” Pavel Schmidt site specific project

Pavel Schmidt è nato nel 1956 a Bratislava, lavora a Solothurn (CH). L’artista svizzero – slovacco, noto nel panorama internazionale, ha invaso gli spazi esterni con le sue opere, una serie di installazioni site-specific di rame e alluminio e altre precedentemente esposte al museo tedesco Fluxus.

Tra le opere realizzate per questo progetto troviamo “Genere d’Infinito” composta da un intreccio di due grandi esagoni rimando alla struttura della molecola organica e “L’Albero della Conoscenza”, un flessuoso tubo di rame che avvolge il tronco dell’unico albero della corte interna, richiamo al racconto biblico della Genesi, nel capitolo in cui racconta del serpente - demone simbolo del peccato originale. E’ una scultura in divenire in cui i due elementi, con il trascorre del tempo, si trasformeranno vicendevolmente.

Infine non potevano mancare pezzi storici come “Protezione civile” in cui Schmidt riflette su figura e copia, tematica a lui molto cara e più volte affrontata.



L’artista è già molto conosciuto in Italia per le collaborazioni con il parco di scultura Daniel Spoerri e per un importante e recente progetto pubblico europeo transnazionale Viapac, in cui ha inserito una sua opera a Demonte (CN).

Oltre alle sue performance e sculture Pavel Schmidt è noto per i suoi libri magistralmente illustrati che ci mostrano un altro lato dell'artista, il suo profondo interesse per la letteratura e il disegno. Ha esposto nel 2008 presso il Museo Jean Tinguely e nel 2011 ha realizzato e esposto presso la Harvard University, in Massachusetts (USA) uno studio con disegni e scritti su un’opera inedita di Franz Kafka “p.s. franz kafka writings with drawings”.



· TEMPORARY SHOW III

Una finestra sul magmatico panorama dell’arte contemporanea internazionale, la mostra collettiva invade gli spazi interni ed esterni con circa quaranta opere di artisti consolidati e giovani: Pascal Bernier/ Belgio, Christopher Russell/Usa, Alana Lake/ UK, Victor Lopez Gonzalez/ Spagna, Rob Ward /UK, David Rayson / UK, Hyung Geun Park / Korea, Clara Turchi/ Italia, Kate Groobey / UK, Ann Caroline Breig / Svezia e James Jessop/ Uk. Opere pittoriche, scultoree e fotografiche, anche di grandi dimensioni, capaci di stupire e attrarre l’attenzione.



· RITRATTO DI FAMIGLIA / PORTRAIT DE FAMILLE

Nel Borgo di Monchiero Alto presso il Museo Eso Peluzzi - Oratorio dei Disciplinanti sarà aperta fino al 24 Novembre la mostra RITRATTO DI FAMIGLIA / PORTRAIT DE FAMILLE che presenta un secolo di arte italiana (1912-2012) attraverso le opere di una famiglia di artisti: Eso Peluzzi, Scipione (Gino Bonichi), Claudio Bonichi, Benedetta Bonichi.