Dove bevono le radici
Pratiche scultoree emergenti. La mostra dedicata alle ricerche di tesi degli studenti del Biennio.
Comunicato stampa
La Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli presenta “ DOVE BEVONO LE RADICI | Pratiche scultoree emergenti” la mostra dedicata alle ricerche di tesi degli studenti del Biennio, allestita presso il prestigioso spazio dell’Acquedotto Augusteo del Serino alla Sanità a cura di Andrea Bolognino e Clarissa Baldassarri, dottorandi in Arti Visive. L’esposizione segna il passaggio conclusivo del percorso accademico degli studenti, trasformando questo momento in un’occasione di incontro tra ricerca artistica, spazio storico e comunità territoriale, si è resa possibile grazie alla collaborazione tra l’Associazione VerginiSanità, L’Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti e l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Il titolo trae ispirazione dalle parole di Rainer Maria Rilke: «Il mio Dio è oscuro come una trama / di cento radici che silenziosamente / bevono» (Il libro d’ore, 1905). In questi versi l’immagine delle radici non rimanda a una semplice dimensione naturale, ma evoca una rete invisibile di forze sotterranee da cui affiorano coscienza, memoria e creazione. In questa prospettiva la mostra non si sviluppa secondo un principio luminoso e verticale, ma si configura come un campo diffuso di tensioni che agiscono nel buio della terra e crescono senza essere viste. I lavori esposti intercettano vibrazioni minime, forze latenti e contrapposizioni materiali che prendono forma attraverso processi di accumulo, trasformazione e resistenza della materia. Gravità e slancio, peso e ascesa, vita e dissoluzione attraversano le opere come linee di tensione che emergono dal contatto diretto con i materiali e con lo spazio sotterraneo che le accoglie.In questo paesaggio ipogeo la scultura non appare come oggetto compiuto, ma come processo che affiora dal sottosuolo: eco, residuo, radice.
Le opere non cercano la luce della superficie, ma sembrano crescere lentamente nello spazio della cava, come presenze che bevono silenziosamente nel buio della terra. In occasione della mostra Dove bevono le radici, questo spazio non si configura soltanto come luogo espositivo ma, per la sua storia e la sua conformazione ipogea, diventa parte integrante del progetto curatoriale, entrando in risonanza con le ricerche degli artisti coinvolti.
Costruito nel I decennio d.C., l’acquedotto romano del Serino si estendeva per oltre 100 km fino alla Piscina Mirabilis di Miseno, rifornendo città come Neapolis, Pompei ed Ercolano. Nell’area Vergini–Sanità i ponti-canale furono progressivamente interrati dalle alluvioni e utilizzati come fondamenta per successive costruzioni. Il tratto rinvenuto nel 2011 sotto Palazzo Peschici Maresca, usato nei secoli come cantina, rifugio antiaereo e discarica, è aperto al pubblico dal 2015 ed è oggi gestito dall’Associazione VerginiSanità.
Opere in mostra di: Martina Apicella, Alessia Cristofaro, Alessandra D'Avino, Miriam De Vita,Mariarita Ferronetti, Valeria Fittipaldi, Alessandro Franco, Domenico Gulino, Francescapia Imbembo, Angela Pagano, Lorena Raia, Monica Squarciafico.