Double Identity

Bagnacavallo - 05/07/2016 : 26/07/2016

Double Identity è un racconto per immagini di due percorsi di ricerca apparentemente distinti, fatti di un’intenzione espressiva ben riconoscibile, due percorsi che travalicano la necessaria individualità per intrecciarsi in svariati punti di connessione fino a convergere nel risultato di rendere evidente il dialogo fra due diverse sensibilità.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIAINSTABILE
  • Indirizzo: via Mazzini 88 - Bagnacavallo - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 05/07/2016 - al 26/07/2016
  • Vernissage: 05/07/2016 ore 20.30
  • Curatori: Patrizia Cauteruccio
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: martedì dalle ore 20,30 alle ore 23,00

Comunicato stampa

Apre martedì 5 luglio alle ore 20.30 la mostra Double Identity con opere di Valentina Burel e Lucia Zavatta e la curatela di Patrizia Cauteruccio, allestita negli spazi commerciali dismessi di via Mazzini 88 a Bagnacavallo.
L’esposizione si inserisce nel calendario estivo “Vetrine vestite d’arte” curato da BIART Gallery ed è ospitata all’interno del progetto GalleriaInstabile, ideato dagli artisti Gianni Mazzesi e Maria Giovanna Morelli con lo scopo di realizzare uno spazio di lavoro collaborativo che si struttura e si conforma sulle diverse forme d’arte che contiene



Double Identity è un racconto per immagini di due percorsi di ricerca apparentemente distinti, fatti di un’intenzione espressiva ben riconoscibile, due percorsi che travalicano la necessaria individualità per intrecciarsi in svariati punti di connessione fino a convergere nel risultato di rendere evidente il dialogo fra due diverse sensibilità. Double Identity è dunque il racconto del cammino parallelo intrapreso da Valentina e Lucia in una poetica che le accomuna nell’essere donna e artista. Valentina e Lucia adottano immagini dal forte valore simbolico tratte dalla natura, studiano l’archetipo, lo interpretano, lo scompongono fino a sviscerarne la forma e a reinventarla dando origine a forme inedite tutte giocate sul labile confine tra astrattismo e figurativismo, e realizzate varcando la frontiera stilistica della tradizione.
Valentina Burel prende in esame il seme e l’intrinseco legame con il suo guscio, nonchè il suo potenziale atavico di generare vita, espresso attraverso forme fluide, dal carattere evanescente ed evocativo, raggiunte grazie all’impiego di tecniche sperimentali lontane dalla vocazione descrittiva delle più antiche tecniche tradizionali.
Lucia Zavatta fa propria la forma del nido declinando il suo valore simbolico da semplice architettura a caldo rifugio, a una dimensione intima e personale. Una ricerca introspettiva che si concretizza con immagini sospese fra realtà e fantasia caratterizzate da un segno morbido che facilita l’ingresso in un microcosmo immaginato.
Le due indagini confluiscono in una condivisa sintesi grafica che rende la fluidità di Valentina e l’immaginario di Lucia due facce di una stessa medaglia che sembrano non guardarsi, ma in realtà sussistono l’una grazie all’altra.

Tratto dal testo critico Double Identity: due facce della stessa medaglia di Patrizia Cauteruccio


Le artiste:

Valentina Burel
Pordenone, 1992
Dopo la maturità artistica si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue la laurea triennale in pittura, e successivamente si iscrive alla specialistica in grafica d’arte. Il fondamento della sua pittura pone le basi nell’arte figurativa e solo in un secondo momento approda nella disgregazione pittorica della figura femminile, attraverso l’utilizzo di una particolare tavolozza cromatica, anch’essa frutto di ricerca e sperimentazione. Nell’ambito della grafica non si ferma alle tecniche tradizionali, ma che si spinge oltre, verso la collagraph, l’utilizzo di sabbie e del monotipo, spesso corredato dall’utilizzo di cuciture a macchina e a mano, al fine di rendere i pezzi unici e molto personali. Utilizza molto anche la forma del libro in quanto meglio si presta ad un tema timido e privato come quello scelto. Espone e partecipa a molte manifestazioni, tra le quali: Humus Park, meeting internazionale di land art, 2010 e 2016; Faro Fare Arte, Marina di Ravenna, 2014; Nouvelle Vogue 7, Russi, 2014; Double Identity, Casalborsetti, 2015; Premio Comune di Gorlago, 2015 e 2016; Concorso giovani incisori Comune di Monsummano Terme, 2015; Concorso Premio di incisione Vigonza, 2015 e 2016.

Lucia Zavatta
Rimini, 1990
Frequenta studi artistici che la portano a laurearsi in Pittura e a conseguire la specialistica in Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La prima parte del suo percorso accademico le fa approfondire un discorso legato al disegno e al pittorico che spazia dall’iperrealismo alla sintesi grafica, restando sempre nel figurativo. Sta attualmente modificando il suo punto di vista approfondendo il concetto di serialità verso lo studio di nidi di volatili. Le tecniche utilizzate sono quelle della calcografia, classica e sperimentale.
Ha partecipato a diverse manifestazioni, fra le più recenti si ricordano: Grafica d’Arte_StampaContemporanea, Museo Casa Fabbroni San Pietro in Casale, 2015; XXIX Fibrenus Premio di Incisione “Carnello cArte ad Arte 2015”, Museo Civico della Media Valle del Liri – Sora, 2015; Double Identity, Casalborsetti, 2015; Libri mai mai visti, ex chiesa in albis Russi, Ravenna, 2015/2016; Premio per giovani incisori Bagnacavallo #2015, Museo Civico delle Cappuccine Bagnacavallo, 2015/2016; Frontiera possibilità e passaggio, Ravenna, 2016.