Distretto 5VIE

Milano - 10/04/2019 : 14/04/2019

Un museo diffuso del design.

Informazioni

Comunicato stampa

Grazie all‘unicità del programma curatoriale e al progressivo successo conseguito
nel corso delle scorse edizioni, 5VIE art+design è oggi riconosciuto anche
internazionalmente come il nuovo polo di ricerca e di design d’avanguardia.
Con particolare attenzione al pezzo unico, all’art design e alla commistione tra le
arti, l’edizione 2019 della Design Week vuole consolidare il successo e aprirsi in
maniera ancora più forte alla sperimentazione e al pubblico internazionale.
Obiettivo anche quest’anno: confermarsi come punto di riferimento culturale,
unendo pluralità di pensiero ed eterogeneità provenienti da tutto il mondo


Lavorando sempre a stretto contatto con curatori e designer e concentrandosi sui
cluster della creatività, 5VIE si afferma sempre più come luogo di incontro e
creazione di connessioni tra ambiti diversi, investendo sulla ricerca, sulla
selezione dei progetti e sulla loro realizzazione finale. Evidente in tal modo la
sua natura di vero e proprio “museo diffuso del design”.
Dal 9 al 14 Aprile, nel momento in cui i riflettori di tutto il mondo sono puntati su
Milano, “le presentazioni e le installazioni proposte da 5VIE contribuiscono e
hanno contribuito a implementare l’azione dell’Amministrazione volta a diffondere
la vivacità e la creatività della Design Week in città” così spiega l’Assessore alle
Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design Cristina Tajani che
prosegue: “Siamo convinti che il Fuorisalone non rappresenti solo una valida
occasione di confronto per gli operatori e gli addetti ai lavori ma sia, soprattutto,
una opportunità per la città capace di offrire la possibilità di avvicinarsi al bello e
al ben fatto grazie ai nuovi linguaggi creativi del design che spesso si pongono in
continuità con una lunga tradizione di artigiani e attività già presenti nei
singoli quartieri della città. Un’occasione di confronto sul mondo del design che
trae forza dal lavoro corale tra Comune di Milano e i diversi operatori dei distretti,
uniti dalla volontà di promuovere la città nel segno della creatività e
dell'innovazione”.
Come sempre 5VIE si avvale di noti curatori per tracciare la linea editoriale e
conferma la collaborazione con Annalisa Rosso, Maria Cristina Didero e Nicolas
Bellavance-Lecompte, affidando loro delle installazioni site-specific a riaffermare
la naturale attenzione di 5VIE per il territorio. Come dire…: “squadra che vince non
si cambia”.
Nella mistica cornice dell’Oratorio della Passione la Didero lavora con Carlo
Massoud realizzando la sua prima personale, una mostra dal taglio sociale e
politico filtrata da una visione infantile e fanciullesca. Roberto Sironi decide di
affrontare lo scottante tema dei big data in una sofisticata mostra curata da
Annalisa Rosso che prenderà forma nell’affascinante scenario delle cantine
romane e nel cortile principale del Siam in via Santa Marta. La curatela di Nicolas
Bellavance si dedica al lavoro di Anton Alvarez che sperimenta nuove tecniche di
fusione per la lavorazione del bronzo con risultati sorprendenti in una mostra
personale che si terrà nella Chiesa di San Bernardino alle Monache, aperta per
l’occasione.
Nasce da un viaggio a Eindhoven la collaborazione con Kiki Van Eijk and Joost
Van Bleiswijk che si traduce in un’installazione site specific nell’ormai noto
appartamento di via Cesare Correnti 14, head quarter 5VIE, con la
partecipazione di Niels Hoebers, Sander Wassink, Michela Castagnaro. Gli oggetti,
concepiti ad hoc per l’occasione, rappresentano forme autonome la cui funzione
è solo sussurrata, proiettando il visitatore all’interno del loro processo creativo.
“In qualità di Console Generale dei Paesi Bassi, apprezzo l'alta qualità della
selezione curatoriale internazionale e considero molto positiva la presenza
crescente di progettisti olandesi nel distretto 5VIE”, commenta Johan Verboom.
“Dal 2016 l'Ambasciata e il Consolato Generale hanno collaborato con il distretto e
quest’anno hanno deciso di sostenere questo progetto nell’intenzione comune di
promuovere il talento e la progettualità”.
Come ogni anno, 5VIE dedica l’edizione design week ad un grande maestro.
Ospite d’onore sarà Ugo La Pietra, artista affermato già dalla fine degli anni
Cinquanta la cui produzione ha attraversato un’incredibile varietà di tecniche
creative.
UGO LA PIETRA – DESIGN TERRITORIALE, GENIUS LOCI
Prodotto da 5VIE
Cortile Via Cesare Correnti 14
Ugo La Pietra presenta la mostra personale Design Territoriale, Genius Loci che
esplora l’interesse del maestro sul mondo della cultura sommersa: quel tipo di
artigianato artistico capace di sostenere e rappresentare l’opera d’arte, capace di
diventare laboratorio di ricerca per il design e nello stesso tempo ridare strumenti
per connotare l’architettura. Il risultato di questa attività ha portato alla
consapevolezza del grande patrimonio che ancora contraddistingue il nostro
territorio facendo nascere la tendenza sempre più evidente del “design
territoriale”. Vale a dire la progettazione che nasce attraverso l’analisi delle
“risorse del territorio”, risorse non solo materiali, ma rappresentate anche da quei
valori di tradizione, tecniche di lavorazione che nel tempo si sono sedimentati e
costituiscono il nostro patrimonio artistico e culturale. Le opere esposte sono una
simbolica campionatura delle collezioni di oggetti progettati da Ugo La Pietra e
da altri artisti e designer e realizzati da artigiani che hanno così rinnovato la loro
tradizione artigianale, espressione della loro cultura e del loro territorio.
Tra le tante aree produttive ancora vitali: dal mosaico di Spilimbergo, Monreale e
Ravenna alla pietra leccese e di Lavagna, all’alabastro di Volterra, ai marmi di
Carrara e del veronese, ai vetri di Murano, Altare e Colle Val d’Elsa, alle ceramiche
di Grottaglie, Caltagirone, Vietri sul Mare, Albissola, Faenza… fino ai bronzi del
veronese.
ROBERTO SIRONI – HUMAN CODE – a cura di Annalisa Rosso
Prodotto da 5VIE
SIAM - Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, Via Santa Marta 18
La personale HUMAN CODE di Roberto Sironi, presentata negli spazi sotterranei
del SIAM in occasione della Milano Design Week 2019, è il punto di arrivo di una
riflessione che ha segnato dagli esordi la ricerca del progettista milanese. Un
progetto autobiografico che mette insieme antropologia, tecnologia, data
analysis, sperimentazione di processi e materiali, ma anche ricordi di incontri
illuminanti e viaggi d’esplorazione. Ambientata in una dimensione parallela
rispetto alle strade cittadine, la mostra ripercorre alcune tappe salienti della
specie Homo. Una serie di pezzi inediti che fondono in un solo codice (quello
umano) frammenti del passato e del presente, in una sedimentazione densa che
attraversa 300.000 anni di evoluzione. Il lavoro di Sironi sembra suggerire che
l’Antropocene - l’era geologica condizionata dall’impatto dell’uomo, che ha come
data simbolica il 16 luglio 1945 - inizi in realtà con la comparsa dell’essere umano,
da sempre in rapporto antitetico con la natura. Nelle fondamenta del palazzo del
SIAM adiacenti alle rovine di epoca romana su cui si sviluppa la città di Milano, lo
sguardo del designer assume una distanza siderale, correndo in avanti di migliaia
di anni. Attraverso un varco spazio-temporale, oggetti a noi noti diventano reperti
archeologici misteriosi e potenti, riemersi in un futuro lontano, dalle componenti
artificiali e naturali stratificate insieme in maniera indissolubile. Una suggestione
di forte impatto, che spinge a interrogarsi sulla condizione dell’esistenza umana.
Questa esposizione è resa possibile grazie alla collaborazione con Abet Laminati,
sponsor dell’evento e alle partnership tecniche con Fonderia Artistica Battaglia,
Neonlauro, Serpentino & Graniti, Indexlab, Serra 1938. Con il supporto di SIAM -
Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri.
CARLO MASSOUD – Il Pesce e gli Astanti – a cura di Maria Cristina Didero
Prodotto da 5VIE
Oratorio della Passione, Piazza Sant’Ambrogio
Il Pesce e gli Astanti è la prima mostra personale in Italia del giovane designer
libanese e combina una selezione dei suoi lavori più significativi dall’apertura del
suo studio a Beirut nel 2013 a oggi, oltre a una nuova produzione realizzata per
l’occasione. Massoud mira a tradurre il mondo che lo circonda in vivaci oggetti del
quotidiano. Temi caldi, vicini al sociale come la situazione delle donne velate o
l’attuale costruzione selvaggia della fiorente capitale del paese in cui vive e lavora
(Beirut è stata distrutta e ricostruita sette volte) sono stati il motore che l’ha
spinto a creare una serie di piccole bambole di legno laccato di nero, le Arab
Dolls: Jara, Maya, Zeina e Racha (dichiarazione nata dal controverso divieto
dell’uso del velo all’interno delle istituzioni pubbliche), o la collezione Capture che
testimonia e interpreta appunto il recente boom edilizio che coinvolge diverse
città del Medio Oriente; o ancora con la serie di escavatori dalla grandezza di un
giocattolo appartenenti a Beirut 8, con i quali il designer risponde alla folle
gentrificazione della capitale libanese, dove anche qui costruttori incoscienti
sostituiscono residenze tradizionali con edifici alti e moderni. Costantemente
giocata sul filo dell’ironia, la sua è allo stesso tempo un’indagine sul peso del
passato sul futuro, una considerazione profonda e un giudizio aperto sui valori
contemporanei deformati dalle imposizioni e i diktat dell’economia. “Il mio lavoro
nasce dall’insistente indagine di soggetti dal forte taglio sociale e politico, con
particolare attenzione all’ambiente”. Ma la risposta di Massoud al mondo in cui
viviamo è sempre filtrata da un candido atteggiamento da bambino. L’antologica
prodotta da 5VIE all’interno dell’Oratorio della Passione comprende anche un
lavoro inedito sviluppato a quattro mani; un progetto site-specific che Carlo
Massoud ha realizzato appositamente per la mostra in una nuova collaborazione
con la sorella ceramista Mary-Lynn Massoud, realizzando una pala d’altare
contemporanea, creata con l’audacia artigianale di un tempo utilizzando ceramica
e scaglie di onice. Per questa mostra Carlo e Mary-Lynn Massoud rileggono le
icone classiche della cristianità e della liturgia ecclesiastica - elementi mutuati
dalla loro stessa religione - per coinvolgere il visitatore in un percorso intenso e
ironico, sospeso tra la fisicità degli oggetti e la tensione spirituale del contesto.
ANTON ALVAREZ – L’Ultima Cera – a cura di Nicolas Bellavance-Lecompte
Prodotto da 5VIE
Chiesa di San Bernardino alle Monache, via Lanzone 13
Il lavoro dell’artista e designer Anton Alvarez è piuttosto difficile da definire, si
colloca tra oggetti funzionali e sculture. La pratica di Alvarez oscilla tra
espressione e costrizione, portando formidabili innovazioni tecnologiche senza
abbandonare l’artigianato tradizionale. Il suo lavoro è sicuramente futuristico e
grezzo allo stesso momento. Con la mostra “L’Ultima Cera”, Anton esplora un
nuovo materiale: il bronzo, in un modo unico e innovativo. Commissionato e
prodotto da 5VIE e curato da Nicolas Bellavance-Lecompte in collaborazione con
la Fonderia Artistica Battaglia di Milano come parte del loro nuovo programma di
residenze, Alvarez adatta la sua macchina chiamata Extruder per lavorare la cera.
L’estrusore è un grande cilindro metallico appeso al soffitto con catene; utilizza
un motore elettrico per esercitare più di duemila chili di pressione sulla cera,
spingendola attraverso diversi stampi e forme per poi uscire in una piscina
d’acqua fredda. Le mani dell’artista gli danno poi la sua forma definitiva. Una
volta pronta la forma in cera, tutti i pezzi sono fusi in bronzo e diventano quindi
unici. È la prima volta che un artista si avvicina a questa tecnica con la
produzione di dodici nuove opere.
KIKI VAN EIJK & JOOST VAN BLEISWIJK – CONNECT –
Con la partecipazione di Niels Hoebers, Sander Wassink, Michela Castagnaro
Prodotto da 5VIE e con il sostegno del Consolato Generale dei Paesi Bassi a
Milano
Via Cesare Correnti 14
La mancanza di empatia è un problema crescente del nostro tempo. Connect,
un’installazione site specific di Kiki van Eijk e Joost van Bleiswijk, esplora il tema
della connessione. Collegamenti tra natura e persone, creatività subconscia ed
espressioni fisiche, tra il crossover di diverse discipline e l'uso di materiali. Il
racconto creativo di Kiki e Joost inizia con il disegno, un processo istintivo a cui
segue una lunga fase di prototipazione in studio dove ci si sporca le mani
sperimentando e costruendo tra materiali e colori. Il percorso si sviluppa attorno
ad un’intima e costante collaborazione dove l’influenza reciproca è tanto
stimolante quanto rispettosa. Il lavoro di condivisione rafforza le due identità
senza comprometterle. Ma non solo, perché come spesso accade nelle coppie
creative il prodotto finale è storia privata che diventa omaggio pubblico.
Kiki van Eijk presenta 'Free Form', una serie di lampade realizzate in ceramica e
illuminate a LED modellate sulla ripetizione delle forme naturali e la loro
coesistenza con l’umano. Con
'Space Poetry' Kiki ricerca la relazione tra spazio e architettura traducendola
in una serie di oggetti unici che sono solo suggerimenti della loro fisicità e
funzione.
Joost van Bleiswijk presenta ‘Curved and taped’, forme scultoree che si
focalizzano sul gesto espressivo allontanandosi dalla funzionalità, mentre
‘Interlocking Panels’ sono pezzi immaginari e minimalisti composti di forme
connesse tra di loro.
Kiki e Joost accentuano l’importanza del dialogo invitando al progetto espositivo
una nuova generazione di designer e usano lo spazio di via Cesare Correnti anche
per ricreare il “dietro le quinte” del loro processo creativo. In Connect i lavori si
collegano e si intrecciano oltrepassando i confini di Architettura, Arte e Design e
dimostrano che quando ci concediamo l'opportunità di condividere e collaborare,
succedono cose bellissime.
Il distretto delle 5VIE conferma la propria attività non solo di produttore, ma
anche di promotore culturale. Molti sono gli eventi con cui il distretto collabora,
come la ormai attesissima parata del design brand italiano Seletti che invade il
distretto con lo spirito pop e coinvolgente del DESIGN PRIDE. L’appuntamento è
mercoledì 10 aprile 2019 alle ore 18.00 in Piazza Castello (angolo via Minghetti): il
corteo animato da carri, musica, balli e performance, attraverserà il distretto
concludendosi in Piazza Affari.
Approda alla sua quarta edizione Masterly-The Dutch in Milano di Nicole
Uniquole che anche quest’anno ha selezionato designer affermati, talenti
emergenti, aziende, scuole, gallerie di design, tutti rigorosamente Dutch! Il
350esimo anniversario della morte di Rembrandt, celebrato con molti eventi in
Olanda, sarà quest’anno il tema conduttore delle presentazioni dei partecipanti.
“Questo progetto, che abbiamo sostenuto fin dal suo esordio, rappresenta una
preziosa vetrina del talento olandese” aggiunge il Console Generale dei Paesi
Bassi, Johan Verboom.
Obbligatoria la visita a Palazzo Litta che ospita The Litta Variations / Opus 5,
curato da MoscaPartners. Nel progetto saranno presenti ventidue espositori con
oltre sessantacinque designer del panorama internazionale: un totale di undici
Paesi da tutto il mondo animeranno gli spazi del Palazzo. Nel Cortile d’Onore
protagonista è Echo dello studio Pezo von Ellrichshausen, fondato in Cile nel
2002.
Nell’affascinante cornice dell’Oratorio della Passione, quest’anno altra sede
dell’info point, 5VIE dedicherà uno spazio al bookshop di Fattobene / italian
everyday archetypes, una piattaforma per la ricerca e la valorizzazione di oggetti
italiani che esistono da sempre. Alla stregua del Moma di New York, che gli ha da
poco riservato un corner all’interno del suo shop, il bookshop rappresenterà per
5VIE - “museo diffuso del design” - uno spazio dedicato all’italianità dove i
visitatori potranno conoscere una selezione di oggetti di design anonimo italiano
che hanno fatto, e continuano a fare, la storia del nostro paese.
Oltre al network locale di design che presenta le novità del 2019 come BDDW,
Davide Groppi, Apparatus, Lisa Corti, Six Gallery, Raw, si rinnovano alcune
collaborazioni; dall’esposizione di Giopato & Combes che presenta la nuova
collezione dal tema "To the moon and back", al ritorno di Bitossi Home con una
nuova collezione di vasi in collaborazione con Funky Table, al progetto
HOPERAPERTA in cui Patrizia Catalano e Maurizio Barberis dialogano con brand
e designer reinventando forme e materiali della decorazione ambientale, al
designer tedesco Markus Benesch che apre uno spazio inedito - un laboratorio di
falegnameria nascosto - che trasformerà con il suo carattere giocoso, alla mostra
collettiva Local Design curata da Emma Elisabeth con i suoi 44 designers
australiani. Sempre dall’Australia Volker Haug Studio presenta la sua serie di
lampade scultoree.
E se poteste stendervi su una spiaggia nel cuore di Milano? Basta visitare L’île de
Serge. Il gruppo francese Serge Ferrari presenta infatti la nuova collezione di
tessuti per l’arredamento da esterno, tramite un’esperienza espositiva a cura
dell’esplosiva designer Sara Ricciardi.
Tra gli espositori che hanno trovato in 5VIE una sinergia d’intento e di valori
anche Eligo Studio, con un’inedita riedizione della collezione Sedie di Chiavari e
con una rinnovata collaborazione con l’ormai iconico laboratorio di ceramica
Paravicini; Arno Declerq con la sua ricerca dei materiali; e ancora Laufen, nella
suggestiva cornice del Teatro Arsenale con un lavoro che fotografa i vari “stati”
del materiale fino al prodotto finito.
Nella frenesia dei progetti da visitare, occorre ritagliarsi un momento da Officine
Saffi che promuove l’importanza della ceramica nell’arte, nel design e nella
cultura contemporanea. All’interno della Galleria saranno esposti i 24
artisti finalisti della terza edizione del premio Open to Art.
Il tema della memoria ispira Nicoletta Gatti, arredatrice e designer milanese con
la sua inedita collezione “Sedute Esaurite”. Con un sapiente lavoro di recupero di
poltrone di famiglia, rivestite di preziosi tessuti Rubelli, fuori catalogo da anni,
Nicoletta è riuscita a creare un delicato equilibrio tra ieri e oggi, tra memoria e
contemporaneità.
Tra le new entry anche Tillmann Lauterbach con la sua ossessione per gli oggetti
trovati casualmente e per il riuso dei materiali che tratta con frammenti di marmo,
Officinanove che nobilita il ferro trasformandolo in oggetti di design, Purho e
Colleoni Arte che lavorano con il vetro di Murano e l’esposizione che esprime la
narrativa concettuale di Mark Sturkenboom e Siba Sahabi.
Merita una visita anche la sede dello studio di architettura Bastianello/Costa/
Marchetti / Fabro, nel cortile dello splendido Palazzo Belgioso in via Morigi 9: un
piccolo e sofisticato progetto di interior con le carte dipinte a mano e gli arazzi di
seta ricamata dell'artista Elena Carozzi e l’ultima edizione di lampade-scultura in
vetro create da Angela Ardisson con Artplayfactory. A pochi passi, nella su
storica sede, Pellini presenta i pezzi unici di Emanuela Crotti e MIPA mostra la
sua nuova collezione con un’installazione site-specific. Sempre nei dintorni, vale la
pena allungare il percorso fino alla “house of trash” realizzata da Miniwiz sotto la
direzione dell’ormai noto designer e imprenditore Arthur Huang, incontrastato
promotore della circular economy.
Riflettori puntati sul progetto speciale di brand indipendenti selezionati da
Martina Gamboni: la fornace POGGI UGO, una delle più importanti e antiche
d’Italia, celebra i suoi 100 anni attraverso un progetto a cura di Valentina Guidi
Ottobri. In un dialogo di reciproca ispirazione tra passato e presente, la mission
per il progetto, affidato allo studio spagnolo Masquespacio, è lavorare sull’idea
del viaggio come rivelazione.
Inaugura durante la design week per poi trovare fissa dimora nelle 5VIE il concept
store Candiani Denim nella centralissima Piazza Mentana progettato dal brillante
Studio AtelierP.
La collaborazione con il SIAM, Società di Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, porta
alla creazione di un vero e proprio “polo espositivo”, dove tra gli altri Kanz-
Franceschinis-ZPSTUDIO si esprimono in una edizione limitata dai materiali
nobili. Il duo francese Garnier & Linker torna nelle 5VIE per il brand Ormond
Edition con una nuova collezione di illuminazione. Nuovo lancio per la “maison
d’Edition” francese THEOREME EDITIONS curata da David Giroire e Jerome
Bazzocchi. Nella scenografica aula magna sarà presentato il progetto di Camp
Design Gallery, mentre i designer sono chiamati in una call a partecipare a
ORCHESTRA, progetto espositivo che sarà anche momento di confronto tra i più
giovani.
La mostra Räume erzählen (Spazi si raccontano) presenta l’architettura di Max
Dudler attraverso gli interni e i mobili disegnati dall’architetto stesso. Realizzata
in collaborazione con Deutsche Werkstätten, la mostra mette in relazione
fotografie di grande formato scattate da Stefan Müller con una serie di mobili di
Max Dudler.
Torna anche l’ensemble FORO Studio + Alessandro Iovine che presentano Rugo-
rama, una serie di arazzi realizzati con materiali di recupero provenienti
dall’industria e dall’artigianato locale del settore dell’arredo, con lo scopo di dare
loro nuova vita e trasformandoli in pezzi unici. Gastón y Daniela, Design of the
Time e Decortex con le nuove collezioni, rappresentano al meglio il mondo
dell’editoria tessile. Dal Giappone arriva il progetto in legno naturale di Toshiyuki
Kita per il brand Conde House, dall’India ILO RUGS, nello storico appartamento di
via Cesare Correnti 14, con l’esposizione “Sentient”, una coinvolgente esperienza
sensoriale composta da tre mostre: Immerse, la nuova collezione di tappeti da
sogno by Ilo Rugs; una collezione di veri e propri elementi scultorei presentati da
Studiopepe e Almost Black, presto mostra itinerante che viaggerà in tutto il
mondo; e Into the Desert by Massimiliano Camoletto, Ilo e Almost Black, prima
incursione del premiato architetto nel design del tappeto.
Infine, per celebrare la sua prima partecipazione alla Design Week The Cloister
ospita il designer francese Sam Baron, che mette in mostra una nuova serie di
opere e oggetti 2D e 3D caratterizzati dalla combinazione di diversi materiali
quali vetro, ceramica, porcellana e tessuto. Partecipano con progetti speciali le
numerose boutique che stabilmente animano il distretto come Lo Studio, il
Lingottino, Spinelli A&G, la tradizionale Legatoria Corti Borbone, Ottica San
Maurilio che presenta la collezione di Jean Philippe Joly, Dress You can che lavora
con il concetto di reciclo.
Si rafforza il dialogo costante di 5VIE con le realtà pubbliche e private locali, per
contribuire alla promozione e alla crescita qualitativa del distretto attraverso
progetti di riqualificazione sociale culturale e urbanistica capaci di coinvolgere
e sensibilizzare i cittadini sul tema fondamentale dell’innovazione e del vivere
comune.
5VIE ripropone il progetto di design sociale Stanze sospese, sostenuto dalla
Fondazione Allianz Umanamente, che l’anno scorso aveva trovato casa nelle
cantine del Siam, per ripensare gli arredi delle camere di pernottamento del
carcere di Opera. In occasione della Desing week 2019 la cella prototipo
installata nel IV raggio del Penitenziario di san Vittore sarà eccezionalmente
aperta al pubblico nella giornata di Giovedì 11 aprile alle 11,30.
Prosegue anche l’attenzione su Piazza Mentana, che è ora semi-pedonalizzata, e
sulla sua destinazione d’uso: a tal fine, in collaborazione con il Municipio 1, 5VIE ha
coordinato e promosso un laboratorio di idee attraverso il quale i giovani studenti
della Scuola Media Beltrami hanno potuto esprimersi rispetto alla loro visione
della Piazza. Appuntamento dunque venerdi 12 aprile per un momento di
confronto tra i giovani studenti, i rappresentanti del municipio 1 e alcuni esponenti
di spicco dell’architettura e dell’urbanistica per incoraggiare l'utilizzo creativo
e responsabile degli spazi pubblici da parte di tutti, pur nella consapevolezza
delle complessità normative e legislative che regolano i piani attuativi di ogni
progetto.
Sempre attenta al tema della sostenibilità e sempre con uno sguardo rivolto al
futuro, 5VIE presenta infine il secondo forum dedicato all’economia circolare. Il 14
Marzo, durante la Milano Digital Week e dunque in anticipo rispetto alla passata
edizione, presso la sede di ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili - in
via San Maurilio 21, si terrà It’s Circular Forum - Future Cities. Questa Seconda
edizione, nata per offrire visioni sullo stato dell’arte e sullo sviluppo di quello che
sarà la vita sul nostro pianeta nei prossimi decenni, sarà incentrata sul concetto di
città del futuro e digitalizzazione. Con la convinzione che grandi temi non
debbano rimanere competenza circoscritta di tecnici e operatori del settore ma
vadano divulgati al grande pubblico e con l’obiettivo di aprire un dialogo e
rendere l’ascolto interessante per tutti, sono stati chiamati a intervenire relatori
dai campi più diversi. Tra questi: Arthur Huang - CEO e fondatore di Miniwiz e già
ospite della prima edizione, Nicola Zanardi - Ceo Hub Lab e ideatore della Digital
Week, l’architetto Tommaso Cossu - Urban Planning Officer Unesco (per il
progetto di ricostruzione di Mosul) e l’ingegner Elio Catania presidente di
Confindustria digitale.