Disconnected

Lonigo - 11/10/2015 : 01/11/2015

E se all'improvviso tutto fosse sconnesso?

Informazioni

  • Luogo: EX BAR BORSA
  • Indirizzo: Piazza Garibaldi - Lonigo - Veneto
  • Quando: dal 11/10/2015 - al 01/11/2015
  • Vernissage: 11/10/2015
  • Generi: arte contemporanea
  • Orari: il venerdì dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e 16.00 alle 19.00.
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Il principio fondamentale della tecnica, secondo Friedrich Georg Junger, è il principio di fattibilità: se qualcosa è tecnicamente possibile, sarà inevitabilmente realizzato. Internet, che nel 2000 registrava solo 400 milioni di connessi nel mondo, vanta oggi un popolo che supera un quarto della popolazione della Terra diventando, a buon titolo, la più grande rivoluzione contemporanea in fatto di comunicazioni a 360 gradi, con una penetrazione di messaggio venti volte più veloce del telefono, dieci volte maggiore della radio, tre più della televisione. Un grande popolo che, oggi, si differenzia in “connessi” e “non connessi”

Ma se all'improvviso tutti i dispositivi smettessero di funzionare? Se segnali, frequenze, linee telefoniche e wi-fi diventassero muti all'improvviso, se il popolo dei connessi diventasse incapace di postare, taggare, condividere, come reagirebbe l'uomo moderno, ormai catapultato nell'era digitale?
È l'interrogativo che si sono posti Massimo Chiarello e Beatrice Sheridan, invitati alla quinta edizione del New Generation di Lonigo, nella mostra “Disconnected”, aperta dall'11 ottobre al 1 novembre 2015 presso le sale espositive dell'Ex Bar Borsa in piazza Gardibaldi a Lonigo (VI). Un'esposizione inconsueta che ci mette di fronte ad un'eventualità mai presa in considerazione attraverso il linguaggio dell'installazione di due artisti giovani italiani. Massimo Chiarello, in arte Mamo, è un personaggio poliedrico ed eclettico sempre alla ricerca di nuovi linguaggi artistici capaci di stupire e interagire con il pubblico, che di fronte alle sue creazioni diventa parte integrante del progetto. Tutto viene pensato e creato per sollecitare la percezione del fruitore, attraverso un coinvolgimento emotivo difficile da dimenticare. Labirinti, stanze multimediali con pareti infinite, specchi e riflessioni interiori che portano ad avere approcci tutti diversi con le opere presentate, in un'esperienza che muta di volta in volta e che mai potrà essere ripetuta. Analisi di mercato, questionari a tematica ambientale e sociale, installazioni equivoche e riflessioni sulla provocazione fanno di Beatrice Sheridan un'artista capace di sfidare anche il buon senso del visitatore, ponendolo di fronte ad interrogativi imbarazzanti.
Disconnected è una prova per poterci riavvicinare al contatto umano, attraverso un'esperienza che ci permette di regalarci una mezzora di lettura su carta stampata al giorno, un quotidiano o un libro, discutere e anche scrivere una lettera senza passare dal filtro dello schermo. Un modo di essere finalmente sconnessi dalla rete e tornare a piaceri spesso dimenticati, come il voltare pagina.
“Il titolo della mostra” spiega Benedetta Gentile “come la sua inevitabile riflessione e grafica, è nato da un episodio avvenuto in fase di progettazione, avendo i due artisti collegati su Skype che aspettavano il file definitivo della comunicazione dell'esposizione; fino a quando Photoshop ha riportato un errore inatteso e irrisolvibile mandando in crash il computer. Dall'episodio abbiamo riflettuto su un'eventualità tutt'altro che impossibile da verificarsi”.