Dipinti sculture e disegni del Novecento

Mantova - 10/11/2012 : 24/02/2013

Palazzo Te, a Mantova, ospita una esposizione di opere che mette in luce due esperienze di “collezionismo” bancario italiano.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO CIVICO DI PALAZZO TE
  • Indirizzo: Viale Te 13 - Mantova - Lombardia
  • Quando: dal 10/11/2012 - al 24/02/2013
  • Vernissage: 10/11/2012 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: lunedì: 13:00 - 18:00 da martedì a domenica: 9:00 - 18:00 chiusura biglietteria: 17:30)
  • Biglietti: 10,00 € (intero); 7,00 € / 3,50 € (ridotti)
  • Email: segreteria@centropalazzote.it
  • Patrocini: Promotori: Comune di Mantova, Museo Civico di Palazzo Te, Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Banca Agricola Mantovana

Comunicato stampa

Siena, 3 settembre 2012 - Banca Monte dei Paschi di Siena e Fondazione Banca Agricola Mantovana presentano dall’11 novembre 2012 al 24 febbraio 2013, nelle Fruttiere della villa gonzaghesca a Mantova, una selezione di altissima qualità estratta dalle rispettive collezioni d’arte del Novecento.
La mostra “Dipinti, sculture e disegni del Novecento

Esperienze di collezionismo nelle raccolte della Banca Monte dei Paschi di Siena e della Fondazione Banca Agricola Mantovana” - organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e da Banca Monte dei Paschi di Siena - accoglie artisti ormai acquisiti alla storia moderna dell’arte in Italia, ma intende soprattutto documentare il preciso “disegno collezionistico” di due banche in una attività di acquisizione e valorizzazione di opere che, per qualità, provenienza e rilevanza storica, rappresentano oggi testimonianze irrinunciabili della cultura visiva del Novecento.
Ognuna delle opere esposte racconta una “storia”, significativa e prestigiosa, come nel caso della tela I giocatori di toppa di Ottone Rosai, acquistata da parte di Banca Toscana (il cui patrimonio è oggi di proprietà di Banca Monte dei Paschi di Siena) alla fine degli anni Settanta dalla collezione privata dell’editore Vallecchi, che di Rosai fu estimatore e mecenate. Affascinante anche la vicenda de L’équilibriste o Maschere e rovine di Gino Severini, una delle tele più significative della collezione senese, in origine destinata a decorare l’interno dell’abitazione parigina del mercante d’arte Lèonce Rosemberg. Come non rammentare, poi, La scuola del 1928 di Felice Carena, che, presentata alla Biennale di Venezia dello stesso anno, vinse nel 1929 il Premio Carnegie a Pittsburgh; e proprio dal museo di quella cittadina statunitense arrivò all’istituto di credito toscano.
Una sezione a parte documenterà le “presenze” artistiche a Mantova e nel suo territorio con opere oggi custodite dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana.