Di Carta / Life Tracks

Torino - 10/10/2018 : 28/02/2019

Due nuove mostre in Officina della Scrittura. La prima, dal titolo "Di Carta - Edizioni e fogli preziosi tra antico e contemporaneo", celebra l'originalità e la raffinatezza del più straordinario dei supporti in quasi 100 opere tra volumi, incisioni, libri d'artista e tavole cinematografiche.... da un'idea di Paola Gribaudo. A questa si affiancherà "Life Tracks" di Sher Avner, artista e architetto israeliano che realizza opere di grandissimo impatto utilizzando come elemento portante il sughero.

Informazioni

Comunicato stampa

“DI CARTA. Edizioni e fogli di pregio
tra antico e contemporaneo”

Dal prossimo autunno in Officina della Scrittura una mostra esalta la preziosità, l’originalità, la raffinatezza del più straordinario dei supporti artistici: la Carta.


Torino, 20 settembre 2018


Officina della Scrittura, il primo museo al mondo interamente dedicato al Segno e alla Scrittura, continua nella sua intensa attività espositiva: apre a settembre la sesta rassegna in meno di due anni, espressione di una continua ricerca di percorsi di approfondimento sulle tematiche care al Museo



Il nuovo progetto prosegue l’intenzione di celebrare per tutto il 2018 il binomio simbolico “Carta e Penna”, tema già centrale nella precedente mostra “Liber Fare. La collezione di libri d’artista dell’Accademia di Belle Arti di Palermo” e da intendersi come preparatorio rispetto alle molte iniziative previste per il Centenario di Aurora Penne (1919-2019), storico marchio torinese nella cui Manifattura è ospitato il Museo.

La mostra “DI CARTA”, nata da un’idea di Paola Gribaudo e il cui progetto scientifico è stato affidato a Pierluca Nardoni, giovane autore di esposizioni di successo come “Ejzenstejn. La rivoluzione delle immagini” alle Gallerie degli Uffizi, ed a Maria Gioia Tavoni, storica del libro di fama internazionale, sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18.30 e aperta al pubblico dall’11 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.

Prende vita lungo il percorso museale un vero e proprio excursus sulle potenzialità della carta lavorata a mano esplorate da cartai, tipografi ed artisti di ogni epoca, guidando il pubblico alla riscoperta del fascino estetico e del piacere sensoriale di un materiale raffinato e polivalente, che di frequente viene dato per scontato o, peggio, per spacciato.

«La carta e la scrittura a mano – afferma Cesare Verona, patron di Aurora – fanno parte dell’Uomo, della sua storia come del suo futuro. Troppo spesso e da troppe direzioni il loro valore viene messo in dubbio». La mostra, che ha ricevuto il sostegno di importanti associazioni e aziende del settore, come l’Associazione Italiana dei Musei della Carta e della Stampa (AIMSC), Fedrigoni e Fabriano, contribuirà a portare su tali aspetti attenzione e curiosità, anche grazie ad una ricca programmazione di attività laboratoriali e di approfondimento sul tema.

“LIFE TRACKS”
Tracce di vita incise nel sughero nelle opere dell’artista israeliano Sher Avner
in una doppia mostra presso Officina della Scrittura e Galleria Zabert

Torino, 19 settembre 2018

Un intreccio di segni, profondi solchi ed intarsi raffinati in cui prende vita il dramma dell’esistenza. Queste le ragioni che portano l’opera dell’artista ed architetto israeliano Sher Avener in Officina della Scrittura, il primo museo al mondo interamente dedicato al Segno e alla Scrittura.

Sher Averner approda a Torino con oltre 40 opere di straordinario impatto dopo il successo della personale “Bridge Palermo Jerusalem”, tenutasi dal 14 giugno al 31 agosto 2018 nel complesso monumentale dello Steri, a Palermo, nell’ambito delle iniziative promosse per Palermo Capitale della Cultura 2018.

La mostra “LIFE TRACKS”, curata da Ermanno Tedeschi, sarà suddivisa in due sedi:
• in Officina della Scrittura, dove saranno esposte opere di grande formato compresi quattro grandi obelischi e due splendide masharabiya sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18.30 e aperta al pubblico dall’11 ottobre al 28 febbraio;
• alla Galleria Zabert di Roberto Grasselli, importante hub dell’arte contemporanea torinese, troveranno spazio a seguito dell’inaugurazione del 9 ottobre alle 18.30 importanti tavole incise e toccanti installazioni scultoree intrise di spiritualità ed intimismo.

Comune denominatore di tutta l’opera di Sher Avner sono i segni potenti e drammatici che prendono vita in opere di formato talvolta monumentale, per esprimere l’urgenza delle tematiche legate al dramma della migrazione e dei rifugiati, della guerra e delle sue miserie. “Per oltre 20 anni – dichiara l’artista – ho esplorato il tema della distruzione degli edifici e delle conseguenze inaspettate delle ricostruzioni a partire da caos, confrontando passato e presente, storia, archeologia e memoria”.
La scelta del sughero come supporto è dovuta alle sue caratteristiche intrinseche di resistenza di fronte ai traumi: l’albero di sughero non brucia negli incendi boschivi (si annerisce, ma sopravvive e continua a crescere); inoltre, ogni nove anni la corteccia è staccata dal corpo, lasciando esposto un nucleo, un mondo interiore che rappresenta origini e desideri. Ermanno Tedeschi, curatore attento alla valorizzazione delle eccellenze culturali ebraiche ed israeliane spiega: “È una metafora delle tragedie che la civilizzazione e le religioni è costretta a subire ripetutamente, pur resistendogli e continuando nella sua evoluzione”.
Sher Avner segna il sughero con un processo di appropriazione che include bruciature, incisioni e violente esportazione di materiale, tinture a base di materiali insoliti come vino, detersivo per bucato, inchiostro e ketchup. Il risultato è un materiale storicizzato, sofferto, come una pergamena torturata da macchie, lacrime e graffi.
La mostra gode del patrocinio degli enti locali, dalla Regione Piemonte alla Città Metropolitana e la Città di Torino, alla Circoscrizione 6, nonché dell’Ambasciata di Israele, del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS), della Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti.
Una provocazione, un corto circuito del senso comune, mettere a confronto un supporto inusuale come il sughero con il binomio simbolico “Carta e Penna”, tema celebrato per tutto il 2018 nel Museo e che diventa vera e propria fenomenologia nella mostra “Di Carta. Edizioni e fogli preziosi tra antico e contemporaneo”, che condivide gli spazi espositivi fino al 3 febbraio 2019. Entrambe le mostre sono parte degli eventi immaginati per il Centenario di Aurora Penne (1919-2019), storico marchio torinese nella cui Manifattura è ospitato il Museo.
In occasione della mostra torinese, come già avvenuto per le opere con le mappe della Città Vecchia - dove convivono i siti sacri alle tre principali religioni monoteiste concentrati in meno di un chilometro quadrato -, Sher realizzerà nuove opere ad hoc, lavorando su riproduzioni di carte antiche della città di Torino, specialmente dei luoghi simbolo del centro storico, dell’ex ghetto ebraico e dell’Abbadia di Stura, su cui rintraccerà i segni della Storia, fondendoli con i nuovi contorni della modernità.

BIOGRAFIA
Sher Avner nasce a Haifa (Israele) nel 1951. Studia pianoforte dall'età di 6 anni e ha iniziato a comporre musica a 17 anni. A 22 anni abbandona la musica per diventare pittore. È uno degli architetti progettisti di centri commerciali di maggior successo in Israele, si è laureato in Architettura e Pianificazione urbana presso il Technion, Istituto israeliano di tecnologia e si è laureato in discipline artistiche presso l'università di Haifa. Durante i primi anni della sua carriera, il suo stile è stato principalmente ispirato da un'estetica urbana e architettonica.
Nelle sue opere si rintracciano i riferimenti alle figure bibliche del Cristianesimo e dell'Islam. Sher intreccia i segni e le ferite della materia trasformandoli in forme e lettere, curandole per costruire un mondo di ampi gesti filosofici e formali che sono spesso sorprendenti e commoventi. Sulle tavole di sughero montate su legno, crea opere che richiamano il mondo della pittura, dell'incisione e dell'intaglio; pesca da antichi linguaggi visivi, la scrittura cuneiforme o i geroglifici, richiama Babilonesi, Assiri, Ittiti, Egiziani , ma anche gli action painter americani della metà del XX secolo (Jackson Pollock, Franz Kline e Willem de Kooning) e gli scarabocchi infantili del primo Modernismo (Joan Miró). Graffi violenti, zone delicate di tratteggio incrociato minimalista e ritmico, spaziano dal Medio Oriente antico agli ornamenti musulmani e persiani. Non si chiede di decifrare, né di comprendere: non sono frasi compiute: Sher racconta una storia e coglie momenti di ambivalenza personale e culturale. Il suo duplice sguardo è legato al primo Modernismo, ad artisti pionieri come lo scultore Henri Gaudier-Brzeska (1891-1915), a Jacques Lipchitz (1891-1973), e, naturalmente, a Picasso che traeva ispirazione dalle antiche civiltà come fonte del suo linguaggio.

OFFICINA DELLA SCRITTURA
È il primo museo al mondo interamente dedicato al Segno ed alla Scrittura.
È il luogo in cui viene raccontato, promosso e valorizzato tutto ciò che, in ogni ambito, è legato alla cultura della scrittura e, più in generale, al segno dell’uomo: dalle pitture rupestri fino alle forme della comunicazione contemporanea.
Nata da un sogno di Cesare Verona, Presidente di Aurora Penne, appassionato di storia del segno e tra i più noti collezionisti italiani di strumenti per la scrittura, OFFICINA DELLA SCRITTURA, sorge all’interno di una ex filanda settecentesca sita in Strada Abbadia di Stura a Torino, là dove dal 1943 ha trovato sede la storica azienda e manifattura Aurora, brand italiano ambasciatore nel mondo della sapienza, dell’eleganza e della qualità del Made in Italy.